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Gennaio-Febbraio/2014 - Lettere
Le vostre lettere
di redazione@poliziaedemocrazia.it

Carissimo direttore Giada Valdannini,
ho letto delle cose interessanti in fondo alla sua rivista e mi è venuta la voglia di scriverle. Sono un ottantacinquenne incazzatissimo che nella vita ha anche fatto lo sguattero. L’Italia va a rotoli; gli stabilimenti chiudono e noi ci andiamo di mezzo; la merce che si vende sono solo schifezze che vengono dall’estero e producono guadagno facile; gli imprenditori italiani senza scrupoli volano all’estero in cerca di manovalanza a basso prezzo e poi tolgono lavoro ai nostri cittadini.
Atro danno lo procurano gli extracomunitari con quei mercatoni in cui esercitano dalla mattina alla sera, sempre con le merci dei loro paesi che costano quattro soldi. Di questi chi non lavora ti tira per un braccio e ti chiede la questua. Quanti di questi sono nel commercio della droga? Da non dimenticare gli zingari, gente nata solo per rubare, da anni ci si prova inutilente e arrivano addirittura all’omicidio per i loro illeciti. Dulcis in fundo: è mai possibile che un mare di gente continuamente, ormai sono milioni, vengono a Roma per i propri comodi per manifestare e per ottenere quello che si sa già da moltissimi anni e che il governo non ha mai dato nulla. Si dovrebbero vietare certe scampagnate! Non vedono gli italiani che sono anni che il governo non mantiene nulla? Neanche con un plurimiliardario si è avuto quello che si voleva.
Per finire vorrei parlare dei giovani (specialmente studenti) voglio dire che sono fortunati perché hanno un piatto di minestra assicurato sul loro tavolo mentre altri sono senza!
Non me ne voglia per questo mio sfogo, inveisco su certi argomenti noti a tutti, non si può dire “va bene passiamoci sopra”, ormai siamo arrivati a un punto di saturazione. Un giorno il papa disse: “apriamo i nostri colegi chiusi per extracomunitari”. Possibile che si è così stupidi? Qui verrà tutta l’Africa. Certo, ha parlato il più grande proprietario di immobili di tutto il mondo! Mi rammarica pensarlo e dirlo ma qui siamo arrivati al punto che ci vorrebbe lo stesso sistema che si usa in Cina… Uccidere, per incudere tanta di quella paura al fine di aprire la testa a tuti almeno per avere quel rispetto che si aspetta ogni persona.
Distinti saluti
Lettera firmata

Gentile lettore,
pur consapevole che le asperità della vita possono indurci ad analisi catastrofistiche del presente, mi spiace dover ammettere che non condivido nulla del suo ragionamento, tanto meno le conclusioni cui arriva. E’ pur vero che una mancata gestione dei flussi migratori può dare la sensazione di una eterna Babele ma, è bene ricordare che, molti degli esuli che oggi approdano sulle nostre coste sono figli di quelle colonizzazioni europee che imposero a quegli uomini e alle loro terre vessazioni di ogni genere, umiliazione e depauperamento delle loro ricchezze. C’è da ragionare quindi su come creare interazione, come trasformare i naturali movimenti dei cittadini di questo Pianeta in una risorsa, considerando anche quanto preziosi siano tanti dei migranti che concorrono alla nostra economia e alla gestione delle nostre comunità – basti pensare anche solo all’iuto delle badanti nella vita domestica. Anche sui Rom, avrei da dirle che, laddove si sia promossa l’integrazione – si veda l’esempio abruzzese – questi ex nomadi hanno preso a mandare i loro figli a scuola (anche all’università) e sono pienamente parte del tessuto economico e sociale di molti paesi. Certo, non vivono più nei campi cui siamo abituati in molte delle grandi città e per questo fanno meno notizia: conducono vite ordinarie, come le nostre. Lo sfogo, quindi, lo ascolto, pur non condividendolo. E vedrà, un passo alla volta, toccheremo su questa rivista i temi fin qui accennati. Lungi dal volerle far cambiare idea, che almeno siano di spunto per una riflessione.
Saluti, GV
__________________________________________________
Salve direttore,
sono reduce da una giornata tra ospedali e commissariato per via di quanto accaduto a mia madre. E’ stata raggirata da una donna che ha finto di essere figlia di una conoscente – persona che comunque non frequentiamo più da tempo – per introdursi in casa di mamma e portarle via tutto quanto di valore in suo possesso. Poche cose, per carità, niente tesori, ma l’oro di una vita. Quello tramandato di generazione in generazione e che dalle mie bisnonne era arrivato a lei. Ma è il minimo.
Il brutto è che, per riuscire a fare ciò, ha abbindolato mia madre con chiacchiere, in un luogo di fragilità come il cimitero, e poi l’ha raggiunta nel suo appartamento drogandola e lasciandola a terra priva di sensi e stordita. Fortuna che nel pomeriggio sono arrivata e, pur trovandola ancora riversa sul pavimento, ho potuto appurare che era viva. Così, di corsa, l’abbiamo portata in ospedale dove c’erano già sei anziani nelle stesse condizioni (evidentemente la truffatrice si era data da fare anche nei giorni precedenti). Ora, direttore, la prego di voler trattare questo tema per provare a scongiurare che altre persone finiscano per credere allo stesso inganno. Mia mamma adesso sta meglio: ha ripreso conoscenza e racconta l’accaduto, ma la paura di stare in casa da sola e l’umiliazione per il torto subito, credo proprio non gliele toglierà nessuno.
R.S.

Gentile lettrice,
sarà mia premura approfondire questo tema dal momento che, più o meno da vicino, riguarda ognuno di noi. Chi non ha un caro che vive da solo e con qualche anno sulle spalle… E’ doveroso, infatti, creare un tessuto capillare di informazione sulla questione e, vedrà, sarà nostra cura approfondire l’argomeno nei prossimi numeri. Intanto, l’augurio di una buona ripresa per sua mamma e le dica di non provare umiliazione: poteva accadere a chunque, anche a un giovane. Questi truffatori fanno leva sulle fragilità e quelle, come è normale che sia, sono in oguno di noi.
Saluti, GV

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