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Marzo/2017 - Articoli e Inchieste
Militarizzazioni
Viaggio nei ricorsi dei Forestali
di Lorenzo Baldarelli

Dove sono finiti i professionisti del garantismo?
La prima Polizia al mondo altamente specializzata
nella tutela dell’ambiente non esiste più.
Nel disinteresse generale di un Paese
che si agita e polemizza solo sui social e i blog

Non chiamateli più sovrintendenti ora sono brigadieri, gli assistenti sono diventati appuntati e i dottori colonnelli. E’ iniziata la fase di transizione dopo l’annessione del Corpo Forestale dello Stato nei Carabinieri. Addio alla rappresentanza sindacale e via libera al reato di insubordinazione. Negli scorsi numeri vi avevamo parlato di migliaia di ricorsi e anche se è molto complicato delineare un quadro generale della situazione cerchiamo di fare il punto.
Per prima cosa va chiarito che la questione è in itinere e non è chiarissima nemmeno ai sindacalisti che la seguono. Gli unici che sembrano avere una bussola funzionante sono gli avvocati. Abbiamo sentito Emanuela Mazzola di Roma, esperta in Diritto amministrativo del Comparto Sicurezza e Difesa, incaricata dalla Cgil di seguire i ricorsi dei propri iscritti.
Il punto

“Alcuni processi sono incardinati su Roma, altri invece nei vari Tar locali e altri ancora sono in una fase più avanzata e hanno addirittura fissato l’udienza di merito entro questo anno. Per quanto riguarda i miei casi in giudizio al Tar del Lazio, devono ancora avvenire le prime udienze”. Per l’avvocato Mazzola la situazione è in continua mutazione. Le prime procure impugnate dall’avvocato sono servite per contrastare i decreti del Capo del Corpo Forestale dello Stato, con i quali è stato stabilito il transito degli ex appartenenti al Corpo Forestale per lo più nell’Arma dei Carabinieri e in parte minore in altre Forze come la Polizia di Stato la Guardia di Finanza e i Vigili del Fuoco. “Ho impugnato, a seconda dei ricorrenti, i decreti con cui i singoli soggetti venivano destinati ad altre Forze di polizia e all’Arma dei Carabinieri. In molti di questi ricorsi abbiamo anche impugnato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 21 novembre 2016 (Dpcm). Decreto a cui era stata data immediata esecuzione, anche in assenza della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale”. Il Dcpm era stato infatti pubblicato prima sul portale governo.it e individuava i criteri per consentire la mobilità nei ruoli civili della Pubblica amministrazione; dando così, almeno formalmente, la possibilità a chi non voleva transitare nella Forza di polizia di destinazione di chiedere la mobilità. “Tra i primi ricorsi collettivi presentati al Tar del Lazio, ad esempio”, precisa l’avvocato Mazzola, “non avevamo impugnato il Dpcm e in questo caso il Presidente del Tar ha posto in dubbio la competenza del Tar Lazio, ritenendo che fossero competenti i Tar delle vecchie sedi di servizio in ossequio all’articolo 13 del Codice del processo amministrativo”.
Una volta avvenuto il transito, l’Arma dei Carabinieri, inoltre, ha emanato dei decreti di inquadramento che sono serviti ad equiparare i gradi militari con le funzioni civili. “Ora questi decreti debbono essere impugnati onde evitare il rischio che quell’attribuzione di grado possa essere ritenuta come cristallizzante e rendere vano il nostro lavoro giudiziario. Li impugneremo o nella forma del ricorso autonomo o nella forma dell’atto dei motivi aggiunti nell’ambito dei ricorsi già proposti. Sono in sostanza la coda del lavoro già svolto fino ad ora”.

Il labirinto delle competenze

Nella congerie di ricorsi presentati in tutta Italia, alcuni Tar hanno dubitato della loro competenza territoriale. “Hanno ritenuto”, aggiunge l’avvocato, “che quel tipo di azione, riguardante atti generali, fosse da portare davanti al Tar Lazio. Quindi si sono sommati una serie di provvedimenti, per altro contrastanti”. “Ad esempio, parlando dei miei processi, il Tar di Ancona si è ritenuto competente e si è trattenuto il giudizio, allo stesso modo altri Tar locali. Il Tar Toscana e quello di Palermo, invece, si sono ritenuti non competenti territorialmente, quindi mi hanno dirottato al Tar Lazio”.
“Detto questo, a mio modesto giudizio, siamo ancora in una fase previsionale, metto in preventivo la possibilità che l’Avvocatura Generale dello Stato impugni una di queste ordinanze e comunque chieda il regolamento di competenza. Regolamento che può esser fatto davanti al Consiglio di Stato, che è appunto il giudice che regola la competenza”. Quindi queste difformità di valutazione potranno rientrare “solo una volta che il Consiglio di Stato si riunirà, mettendo la parola fine alla questione”.
In sostanza però tutti i richiedenti dei vari ricorsi sono passati all’Arma dei Carabinieri o negli altri Corpi. “Per ora - conclude l’avvocato Mazzola - non c’è stato nemmeno un Tar che abbia accolto le esigenze cautelari di coloro che sono passati nei Carabinieri e che abbia ritenuto questo transito fosse particolarmente significativo nella loro vita”.
La maggior parte dei Tar, rifiutandosi di sospendere i decreti, hanno infatti ritenuto sufficiente fissare un’udienza di merito in tempi ragionevoli. “C’è stata una sorta di schiuma bianca sul problema, per rifarci ad una terminologia legata ai Vigili del Fuoco. Si è cercato di disinnescare questa problematica dicendo fondamentalmente: di cosa vi lamentate? Il posto di lavoro lo avete ancora, la retribuzione pure e tutto sommato non siete finiti nei ruoli amministrativi”.
La cosa che però lascia stupiti è il silenzio in cui si è fatto passare questo slittamento dei diritti. Si è cercato di far passare il messaggio che in fondo si tratti solo di un problema legato alla mobilità sul lavoro. “In realtà è passata in perfetto silenzio la militarizzazione coatta di 7mila persone con un 20% di donne, quando non c’è nessuna norma giuridica che preveda una militarizzazione coatta delle donne”.

______________________________
I NUMERI

7.782 l’organico del CFS al 31/12/2016

7.178 le unità destinate ai Carabinieri
(di cui 424 in vacanza organico)
390 ai Vigili del Fuoco (28)
126 alla Polizia di Stato (3)
47 al ministero Politiche Agricole (2)
41 alla Guardia di Finanza (29)

fonte:Intervento del Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette
in Commissione Ambiente del Senato

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