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Aprile - Maggio/2017 - Articoli e Inchieste
Guardie Giurate
Ancora figli di un dio minore
di Leandro Abeille

Sottopagati, completamente all’oscuro della propria figura giuridica, ostaggio di (alcuni) titolari di società che, piuttosto, dovrebbero vedere il sole a scacchi. Secondo il dm 154/09 sono la “sicurezza sussidiaria” (in sostituzione delle Forze di polizia): un esercito di circa 40.000 Guardie particolari giurate (G.p.g. o più semplicemente Guardie giurate), diviso in società che possono variare da 10 a 200 unità.

La consapevolezza delle G.p.g.

Dal 2008 le Guardie Giurate ai sensi dell’articolo 138 del Tulps sono considerate “incaricati di pubblico servizio”, come le maestre, gli infermieri ospedalieri, gli autisti dei bus pubblici. La qualifica giuridica loro assegnata però rimane lettera morta, in quanto, la stragrande maggioranza, non ha la minima idea di cosa voglia dire e di quali siano i poteri e le limitazioni di questa figura più che sufficiente per il lavoro da svolgere. In tantissimi, invece, aspirano allo status di “pubblico ufficiale”, come se gli servisse il potere autoritativo e certificativo tipico della funzione che, dove è indispensabile, come nel controllo dei biglietti del trasporto pubblico urbano di alcune province della Lombardia, è garantito da apposita legge regionale.
Il più grande problema delle Guardie giurate è proprio la quasi totale mancanza di formazione che, non assicurando loro una sicurezza operativo-giuridica personale, nel loro quotidiano lavoro, le frustra. Non sapere come intervenire nei casi quotidiani, li spinge a non fare o a chiamare le Forze di polizia anche per piccole problematiche, provocando due problemi ulteriori: il primo la percezione diffusa che non servano a nulla; secondo, il ricorso alla forza pubblica quando il problema potrebbe essere da loro efficacemente gestito. Di questa ignoranza le Guardie giurate hanno solo una porzione della colpa (potrebbero studiare per conto loro), la parte del leone la fanno alcuni sindacati che non pretendono una vera formazione e molti istituti di vigilanza che, tesi al massimo risparmio, “inventano” corsi che esistono solo sulla carta. E’ il caso degli aggiornamenti fatti firmare ma mai forniti, di quelli inviati via mail: una decina di pagine del regolamento di servizio spedito, ogni anno, ai singoli dipendenti.
Più serietà devono dimostrarla per i corsi che prevedono un esame presso la Prefettura, come quello per la sicurezza sussidiaria, in cui, irrimediabilmente, la percentuale di respinti è imbarazzante. Ci sono altri corsi utili a vincere appalti, come quelli sulla “scena del crimine” o “antiterrorismo” che si sostanziano nella visione di filmati con un docente che “Crime Scene Investigation” l’ha visto solo in tv o un terrorista l’ha studiato su Youtube.

Un nuovo nemico

Nella desolazione della professionalità le Guardie giurate hanno un nuovo nemico: gli addetti ai servizi di portierato e accoglienza clienti. Privati cittadini a cui viene messa una “quasi divisa” ma che, non essendo autorizzati ed armati dal Prefetto, non hanno bisogno di alcuna formazione per fare sostanzialmente quello che fanno le Guardie giurate.
“La mia qualifica da contratto è ‘addetto ai servizi di portierato con mansioni di controllo accessi e di assistenza alla clientela’ all'interno di un supermercato. In pratica però svolgo anche e soprattutto compiti di videosorveglianza e antitaccheggio, con tutto ciò che comporta. ll contratto è part-time (30 ore settimanali) per uno stipendio lordo mensile pari a circa 650 euro” – scrive un addetto all’accoglienza in un blog. Proprio in questo sta la “truffa”: le guardie giurate devono avere delle caratteristiche personali ben precise, sono sottoposte all’autorità del Prefetto che le nomina e del Questore che le disciplina; gli addetti non armati, no. Un addetto non armato non può, in accordo con la legge, in alcun modo, prestare la sua opera di “vigilanza o custodia delle proprietà mobiliari od immobiliari” (ex artt. 133 e 134 Tulps). In pratica non esiste la security non armata o è Guardia giurata o è una security illegittima, con esclusione ovviamente di competenze di mera difesa passiva tipiche dei portieri, come il controllo degli accessi, di un impianto d’allarme, di un parcheggio o il controllo di guasti.
Da qualche tempo, invece, nei supermercati e nei negozi si vede di tutto, gente vestita in “abiti civili” con un cartellino con su scritto “Sicurezza”, extracomunitari con una divisa (le Guardie giurate devono essere cittadini italiani o Ue) che si guardano intorno e fanno deterrenza grazie a fisici possenti.
Qualcuno fa anche “antitaccheggio” nei grandi magazzini, dimenticando che è un lavoro che deve essere svolto solo da Guardie giurate. “Neanche gli investigatori privati possono fare antitaccheggio ma solo analisi delle differenze inventariali, per scoprire eventuali falle nel sistema di protezione delle merci” dice Francesco Liguoro, investigatore di Stargate Investigations – “anche il controllo della merce o dello scontrino all’uscita, che viene richiesto da alcuni ‘preposti’ è assolutamente facoltativo e non obbligatorio per i clienti”.
Per quanto riguarda i “turisti della sicurezza” è emblematico il caso di Trenord e della Regione Lombardia che misero sui vagoni ferroviari delle persone senza titolo, con divisa e pettorina verde (per poi essere sostituiti, dopo poco, da persone titolate per quel lavoro), a protezione di passeggeri, impiegati e mezzi.
Il motivo è semplice: assumere personale che somiglia ma non è Guardia giurata fa risparmiare.
Per Fabrizio Fragione, Security manager certificato “ci sono aziende che riescono a proporre servizi di ‘pseudo sicurezza’ a costi di mercato bassissimi utilizzando la ‘vigilanza non armata’, retribuita con tariffe orarie vicine allo sfruttamento. Le tariffe a cui vengono offerte le prestazioni di questi ‘operatori’, si aggirano intorno alle 8-10 euro uomo/ora, rispetto ad una figura professionale riconosciuta come la Guardia particolare giurata offerta, sul mercato, con un costo orario che varia tra i 17 e i 21 euro. Viene da sé che, nell’ottica del risparmio, i clienti terzi vanno ad abbattere i livelli di sicurezza scegliendo figure professionali non idonee ai servizi richiesti ma pretendono comunque da questi ultimi attività tipiche delle Guardie particolari giurate e a volte attività di competenza unica della Pubblica sicurezza (scorte, antirapina, antitaccheggio, body guard ecc.). Gli addetti non armati non vengono formati e non conoscono quali siano i loro compiti, facendo sì, che, in contrapposizione a tutte le normative vigenti, vadano ad effettuare attività che gli sono precluse per legge. Con rischi evidenti sia per loro stessi, sia per chi dovrebbero proteggere. Questo andamento, sta cambiando sempre più il mercato della vigilanza privata in Italia, facendo sì, che gli Istituti di vigilanza investano sempre meno nella formazione, e a volte pur di mantenersi bassi nei costi e concorrenziali sul mercato, ritardino i pagamenti di stipendi e contributi.
Fino a che le questure, tramite le articolazioni della Polizia amministrativa, non interverranno, con decisione, rispetto alla mancanza di formazione e alla concorrenza sleale delle società di portierato e addetti all’accoglienza, che vengono “venduti” a terzi come “security”, le Guardie giurate saranno sempre “figli di un dio minore”, che sognano qualifiche e poteri che, in realtà, non gli servono, con concorrenti sleali che li insidiano.

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