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Aprile/2018 - Editoriale
direttore@poliziaedemocrazia.it
I bagigi
di Cesare Vanzella

Le faglie politiche si sono scontrate, sovrapposte, accartocciate fino a provocare un terremoto elettorale i cui esiti paiono ancora incerti. Quaggiù, nel sottosuolo, la vita procede con la consueta indolenza. La tragedia di Cisterna di Latina si sta traducendo in un’unica riflessione: a Luigi Capasso, appuntato dei Carabinieri, andava tolta l’arma d’ordinanza con cui ha ferito gravemente la moglie, ucciso le sue due figlie e, per corollario, tolto la vita a se stesso? Sì, perché Capasso aveva mal digerito la separazione che la donna aveva deciso di chiedere, l’aveva malmenata pubblicamente, al punto che la signora aveva esposto a Polizia e Carabinieri le sue paure. Timori raccolti, ma poi, come si dice, tra il dire e il fare aveva trionfato forse la sottovalutazione, tanto che una commissione medica aveva dichiarato Capasso idoneo al servizio. E quindi alla pistola.
Diversi psichiatri sostengono che in una mente impregnata di odio, rabbia e rancore, sete di vendetta contro sé o l’altro le vie per dare o darsi la morte sono infinite. In sostanza, tolta la pistola a Capasso, il carabiniere avrebbe potuto far ricorso al gas, al coltello da sub, allo strangolamento, a un procurato incidente stradale.
Tutto giusto, ineccepibile. Eppure continuiamo a non capire perché, per molto meno, il vicequestore Filippo Bertolami sia stato sospeso per 11 mesi dal servizio. Non si ha notizia che fosse sul punto di uccidere o picchiare qualcuno. Casomai, non si era astenuto dal denunciare le promozioni di funzionari condannati per i fatti di Genova. Ecco allora farsi strada la dura legge di chi non può fare a meno del ridicolo. Ufficialmente a Bertolami sono stati tolti tesserino manette e pistola fino al 14 agosto per non avere, questa l’accusa, stampato un documento e non essersi recato nell’ufficio di un superiore.
Quaggiù, nei quartieri del mondo, continuiamo a non capire le doppie bilance, le regole senza regole, gli attriti senza lubrificanti, i labirinti. Proseguiamo a guardare lo spettacolo con in mano il solito sacchetto di bagigi, le noccioline americane, in attesa di tempi migliori.

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