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Novembre-Dicembre/2018 - Editoriale
direttore@poliziaedemocrazia.it
A salvarci saranno Yacouba e Ilaria
di Cesare Vanzella

In Francia il carobenzina innesca la protesta, a Londra ambientalisti scendono in piazza contro il cambiamento climatico. In Italia... il silenzio è d'oro. Lontani i tempi delle manifestazioni contro ogni cosa, oggi siamo impegnati a esaminare le performance dell'ultimo iPhone, a inveire sui social, a ridacchiare sulla "ceppa" di un vicepremier. Addirittura un Premio Strega come Alessandro Piperno spiega che gli italiani , fiaccati da anni di politicamente corretto, vogliono trivialità e tracotanza. Ormai il politicamente corretto viene equiparato al buonismo che, a sua volta, è sinonimo di Pd, quindi da buttar via con l'acqua dei panni lavati. E così sono serviti quei tanti che hanno cercato di dare slancio a un po' di educazione al rispetto verso gli altri, a quel po' di aria pulita che spazzava via chi definiva "negri" gli immigrati, troie le donne e puttane i giornalisti. Ha vinto la risacca, il malcostume, la chiacchiera da bar, l'insulto, l'invidia sociale.
Solo poche appassionate persone redimono questo Paese con comportamenti e impegno civile. Fra loro val la pena ricordare Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, che non ha mai voluto credere alle verità ufficiali sulla morte del ragazzo. Il processo è in corso ma se anche fossero condannati alcuni carabinieri per il trattamento riservato al giovane non vorremmo che fosse censurata l'Arma in quanto tale, come è stato giusto salvaguardare la Polizia dopo i pestaggi di Genova. Non è vero che “All Cops are Bastards” ma se ci sono uova marce vadano pure a finire nell'immondizia (e non è stato così per i colpevoli della “macelleria messicana” alla Diaz).
In questo numero della rivista va segnalata l'intervista di Marco Scipolo a Matteo Borrini, docente di Antropologia forense alla Liverpool John Moores University. L'antropologia forense - spiega il docente - va ad applicare le conoscenze di tipo anatomo-biologico e fisiologico al corpo della vittima. E fa il caso di Yara Gambirasio e di Roberta Ragusa.
A “PaginaCinquanta”, Brigida Angeloni offre una prospettiva diversa al fenomeno dell'emigrazioni verso Occidente raccontando la storia di un contadino di 80 anni, Yacouba, che nel nord del Burkina Faso, non lontano dal confine con il Mali, ha fermato con tecnica sopraffina la desertificazione di quell'area piantando 10mila alberi e contrastando la fuga della sua gente verso il Mediterraneo.

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