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Novembre-Dicembre/2007 - Laboratorio
Di cosa stiamo parlando?
di p. il Comm. Stra. Silp-Cgil - Massimiliano Valdannini

Questa organizzazione sindacale ha incontrato i colleghi del Reparto Volanti, quel Reparto che una volta era definito il fiore all’occhiello del pronto intervento nella Capitale e preso a modello, non solo da altre città e da altre Forze di polizia nazionali, ma studiato, apprezzato ed applicato presso alcune Polizie estere.
La prefazione che abbiamo fatto è preistoria, perché il Reparto Volanti di oggi non è null’altro che il fantasma di sé stesso, la cui colpa va individuata al di fuori e al di sopra di quel settore.
Le rivendicazioni sono state alla base di tutta la durata dell’assemblea. Rivendicazioni prospettate con forza, rabbia, ma con la dignità di chi sa che potrebbe dare di più ma che nei fatti gli è impedito di fare. Rivendicazioni che hanno avuto come obiettivo, quello della efficienza del Reparto Volanti.
E’ stato rivendicato di poter lavorare. Rivendicato il lavorare con mezzi che non hanno! Rivendicato di lavorare con strumenti che non hanno! Rivendicato di lavorare con risorse che non hanno! Così com’è il Reparto non ha ragione di esistere.
Un Reparto che nel corso dei decenni è stato destrutturato e depotenziato di oltre il 50% del suo organico originario, che all’epoca poteva garantire una copertura pressoché totale dell’intera area romana con pattuglie composte, addirittura, da tre componenti. Oggi soltanto 350 operatori, non tutti operativi e suddivisi sui vari quadranti, dovrebbero garantire la sicurezza in una città, compresa l’area metropolitana, di circa 4 milioni di abitanti.
Vogliamo parlare ancora di sicurezza? Colleghi costretti a lavorare con pantaloni e giacche reduci da interventi cosiddetti pesanti, e girare con gli stessi capi per più turni prima di riuscire ad ottenerne un cambio, perché non vi è la necessaria attenzione rivolta a quei lavoratori che lavorano in condizioni di estremo disagio.
I colleghi si sono dimostrati un fiume in piena, tanta e tale era la voglia di segnalarci le cose che non andavano, e su come si sarebbe potuto migliorare il servizio. Sicuramente è il Reparto al quale sono state assegnate più auto nuove in senso assoluto, infatti hanno in carico ben 80 Alfa 159 nuove fiammanti di fabbrica. Peccato, però, che ne funzionino soltanto 11, e non sempre. Bene allineate, poco più in là, ci sono 20 vecchie Fiat Marea, di cui soltanto una parrebbe marciante.
Un altro investimento gettato alle ortiche è stato quello informatico. Infatti, i computer per i collegamenti con la banca dati interforze che erano stati installati sulle Fiat Marea, giacciono, ignominiosamente, a bordo delle stesse vetture abbandonate nel parcheggio, in quanto non è stato possibile trasferire detta tecnologia, per inadeguatezze tecniche o strutturali, sulle nuove Alfa 159.
E sempre più spesso accade che il turno montante debba attendere, per svariate ore, che l’auto del turno smontante rientri dal fine intervento, per poter poi intraprendere il turno di servizio. Un’altra nota dolente è quella degli interventi, che a fronte di una scarsa presenza sul territorio delle Volanti romane, le poche presenti devono sobbarcarsi una media di 10-12 interventi a turno.
Ma come si sa le note dolenti non vengono mai da sole, emergeva tra l’altro che, a volte, gli interventi vengono passati, da parte della Sala Operativa, con notevole ritardo. Gli operatori del 113 non sono null’altro che una promanazione del Reparto Volanti, a cui ogni Nucleo è chiamato a concorrere. Ma anche questo mitico numero del servizio pubblico, nato nel lontano 1968, pare che sia passato sotto le forche caudine della legge del taglione, a detrimento primario della collettività che usa ancora questo numero per qualunque genere di necessità, e secondariamente quella collegata alla funzionalità operativa/interattiva tra 113 e Volanti.
Tra l’altro, con il tempo, è venuta meno la peculiarità del Reparto che da esclusivo settore di pronto intervento, lo si è convertito per effettuare posti fissi, pattuglioni, ordine pubblico, controllo liberi vigilati e sorvegliati speciali, rappresentanze e così via.
Sono sempre attività di Polizia, ma la funzione peculiare per cui il Reparto era stato istituito, non c’è più.
La situazione non migliora di certo dal punto di vista degli alloggi riservati al personale accasermato, viene lamentato che per poter fare una doccia calda, si devono aprire prima tutte le altre cipolle, attendere lo scorrimento di acqua per almeno 10 minuti e quindi riuscire a fare l’agognata doccia. Ma tutto ciò non è null’altro che la punta dell’iceberg dello stato di abbandono in cui versa il Reparto di pronto intervento, per antonomasia, più importante di Roma. Abbiamo visto con i nostri occhi lo stato di degrado e di abbandono delle vetture nel parcheggio, molto più somigliante ad un deposito giudiziario di auto sequestrate, che non a un vero e proprio parco auto del Reparto Volanti della Polizia di Stato. Tra le altre questioni sollevate c’è stato fatto notare che il servizio di disinfestazione e derattizzazione, pare che non abbia diritto di cittadinanza all’interno di quel Reparto.
Ora un’osservazione sindacale. L’Amministrazione, previa richiesta dell’organizzazione sindacale, non può sottrarsi dal concedere dei locali idonei a svolgere delle assemblee sindacali con le lavoratrici e i lavoratori, ma in questo caso lo ha fatto nella sua forma peggiore, concedendo come spazio ciò che di peggio quel Reparto poteva avere, e che eufemisticamente viene indicata come “zona benessere”. Nonostante ciò, tra sedie indescrivibili e luogo incommentabile, questa organizzazione sindacale si è intrattenuta con i colleghi, perché solo e soltanto loro sono il bene primario e vitale dell’azienda Polizia, e meritano, quindi, molta, anzi moltissima attenzione, e non solo da parte delle organizzazioni sindacali.
Prima di congedarci dai colleghi, abbiamo avuto una necessità fisiologica, ed una volta visti i bagni del Reparto Volanti abbiamo preferito rivolgerci ad un locale pubblico esterno.

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