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Ottobre-Novembre/2008 - Contributi
Aspettiamo da troppi anni!
di Luca Bettaccini - Rsa Fisascat-Cisl Securitas Metronotte - Firenze

In qualità di rappresentante sindacale aziendale Fisascat-Cisl dell’istituto di vigilanza Securitas Metronotte di Firenze esprimo seppure a distanza di tempo, tutto il mio sdegno, dissenso, contrarietà e rabbia per l’annullamento dello sciopero previsto per l’intero settore della vigilanza privata contro la circolare ministeriale emanata dal ministero dell’Interno e del Lavoro recante nuove disposizioni relative al settore della vigilanza privata.
La motivazione per cui è stato annullato lo sciopero era da considerarsi assolutamente ridicola ed immotivata in quanto si riferiva ad una sola richiesta che è stata accettata riguardante la determinazione delle tariffe dei servizi di vigilanza privata che non dovranno essere ribassate e l’invio, da parte delle aziende, della certificazione obbligatoria che attesti la corretta ed integrale applicazione della contrattazione nazionale e provinciale e del D.u.r.c. che attesti il regolare versamento dei relativi contributi.
E tutte le altre richieste avanzate per tutelare la categoria che fine hanno fatto? Sono state cancellate definitivamente? Si sono perse per strada durante due anni di trattativa per riformare il regolamento di servizio della vigilanza privata?
Riguardo la certificazione attestante la corretta e integrale applicazione delle contrattazioni di primo e secondo livello che le aziende dovranno inviare alle Autorità competenti, sicuramente la quasi totalità delle aziende dichiareranno il falso in quanto in Italia nessun istituto di vigilanza applica quanto prescritto dal Ccnl e dai Cip, e questo le autorità del ministero dell’Interno e il sindacato Fisascat-Cisl dovrebbero saperlo in quanto la vigilanza privata è una giungla dove non viene rispettato nessun tipo di contratto, dove i lavoratori sono continuamente ricattabili e vengono costretti a fare turni massacranti di 12, 14, 16, 18 ore, ecc., a saltare riposi programmati come da contratto, a rischiare la propria pelle ogni giorno per portare a casa uno stipendio da fame, sottoposti a mobbing ed altre vessazioni, ad essere sempre reperibili giorno e notte malgrado contrattualmente non esista alcun tipo di reperibilità, ma le aziende la pretendono e riescono ad averla totalmente gratuita.
Siamo l’unica categoria dove non è stata regolamentata un’equa turnazione dei turni diurni e notturni, ma tutto viene lasciato alla totale discrezionalità delle aziende. Si vada a leggere sui vari siti Internet i problemi esposti dai lavoratori e si capirà come veniamo trattati (www.guardiegiutare.net, www.guardieinformate.net) dalle nostre aziende.
Le guardie giurate sono sessant’anni che aspettano una riforma legislativa del settore, che riconosca la giusta dignità e professionalità mediante il riconoscimento giuridico di pubblico ufficiale e agente di Polizia giudiziaria nell’espletamento delle proprie funzioni, dal momento che ormai da venti anni stiamo sostituendo, a pieno titolo, le Forze dell’ordine nei Tribunali, stazioni, aeroporti, porti, caserme, ospedali, ecc., e malgrado tutto siamo riconosciuti come privati cittadini muniti di porto d’armi e derisi dalla collettività con appellativi generici del tipo “sceriffi”, “vigilantes”, “pistoleri” e abbiamo la qualifica di operai generici.
Riguardo sempre alla riforma del nostro settore chiediamo garanzie e tutele per il nostro futuro lavorativo perché l’introduzione nel settore del portierato della vigilanza privata, con l’introduzione dell’agente privato non armato che non ha prestato giuramento, sostituirà la guardia giurata armata nella stragrande maggioranza dei servizi, relegando la figura della guardia particolare giurata a prestare esclusivamente servizi di sicurezza sussidiaria, come scorta e trasporto di valori e armi, porti, aeroporti, stazioni, ecc., vigilanza rurale, ambientale, ittica e venatoria che non svolgeremo mai in quanto sono servizi svolti da associazioni di volontariato in modo gratuito.
Tutto questo porterà a delle gravi conseguenze per il futuro della vigilanza privata che rischierà di sparire a tutto vantaggio del portierato, con ripercussioni a livello occupazionale, sui redditi e sulla professionalità delle guardie giurate, in un settore già in avanzato stato di crisi in conseguenza delle perdite di appalti e servizi che sono passati dalle aziende di vigilanza privata alle famose cooperative di portierato, che a prezzi stracciati ci hanno portato via servizi, sostituendo le guardie giurate con portieri.
Noi Rsa-Cisl della Securitas Metronotte di Firenze, che conta quasi 400 guardie, ci eravamo prodigati per sensibilizzare tutti i lavoratori affinché aderissero, sia alle due giornate di sciopero, che al blocco degli straordinari, riscuotendo numerosi consensi, tanto che prevedevamo un’altissima percentuale di adesioni. E vani sono stati i tentativi di spiegare le motivazioni per l’annullamento dello sciopero in quanto non hanno voluto sentire ragioni perché sono decenni che aspettiamo una riforma del settore che ci riconosca la giusta dignità e professionalità e il tanto sospirato riconoscimento giuridico.
Sono venti anni che faccio la guardia giurata ed il Rsa della Fisascat-Cisl e sono rimasto veramente nauseato e schifato dalle decisioni che vengono prese in modo unilaterale dalla Segreteria nazionale, senza consultare i lavoratori e, cosa ancora più grave, che malgrado siano passati venti anni, niente è cambiato nel settore della vigilanza privata e purtroppo, alla luce dei recenti fatti, niente cambierà se non in peggio: siamo solo carne da macello.
Io non mollerò mai e farò di tutto per cambiare le cose nel mio piccolo ruolo Rsa, perché mi sono sempre battuto per tutelare i diritti dei lavoratori conquistandomi la fiducia dei lavoratori e portando numerose deleghe al sindacato che rappresento, anche se a volte sono io stesso a non sentirmi tutelato.
Se i colleghi si presenteranno da me restituendomi la tessera sindacale e relativa disdetta non gli dirò una sola parola per farli recedere dalla loro decisione perché, tutto sommato, sono nel giusto.

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