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Aprile-Maggio/2009 - Contributi
Le emergenze italiane
di Francesco Lena - Cenate di Sopra (Bg)


Viviamo in un periodo e in un sistema sociale in cui la ricchezza del Paese viene distribuita in modo che i ricchi diventino sempre più ricchi, e i poveri sempre più poveri; pensioni e salari sono del 25% in meno rispetto alla media europea, invece tante altre categorie si sono arricchite e stanno ai primi posti.
Cari pensionati, cari lavoratori dipendenti, dobbiamo alzare la testa, darsi una mossa in più, impegnarci a prendere di petto il problema, per invertire la rotta, per fare in modo che quello che produce il nostro Paese venga distribuito più equamente, per far sì che pensioni e salari siano più alti, e tante famiglie possano arrivare a fine mese. Dobbiamo dire con forza al governo che questa è una vera emergenza da affrontare e da risolvere subito.
L’Italia è il Paese europeo dove il divario tra ricchi e poveri è il più elevato. Pensionati e lavoratori, per effetto dell’inflazione, sono costretti a pagare più tasse perché non c’è il recupero dell’inflazione reale su pensione e salari. Allora cari lavoratori e pensionati chiediamo con coraggio, alla classe dirigente del Paese, a chi ci governa, la ricostruzione dei salari e pensioni, per recuperare il potere d’acquisto perduto e per far sì che tante famiglie possano stare un po’ meglio.
Sicurezza sui posti di lavoro: è diventata drammatica, una vera emergenza nazionale, abbiamo il primato negativo in Europa, l’Italia è il Paese dove ci sono più infortuni sui posti di lavoro. Qui, cari governanti, care Istituzioni, care associazioni, cari lavoratori, tutti insieme abbiamo il dovere morale di prendere coscienza del dramma degli infortuni sui posti di lavoro, e prendersi la responsabilità, e con grande impegno, per risolvere il problema, per salvaguardare la dignità dei lavoratori, delle persone, e soprattutto per salvare tante vite umane, e sul posto di lavoro si possa andare per guadagnare il pane per vivere e non per morire.
Incidenti stradali, altra grande emergenza nazionale. Siamo soliti aprire i telegiornali e giornali, vedere e leggere, tutti i giorni drammatiche notizie di cronaca, di paurosi incidenti stradali che spesso costano la vita a giovani, meno giovani e bambini. Le cause sono quasi sempre le stesse, ovvero alta velocità, abuso di alcol e di droghe, distrazione e non rispetto del Codice stradale. Anche su questo tema è urgente prendere coscienza e mettere in atto tutte le strategie possibili per prevenire, limitare, evitare incidenti stradali. Le Forze dell’ordine dovrebbero intensificare i controlli, e chi trasgredisce le leggi mettendo a rischio la propria vita e quella degli altri deve pagare severamente. Anche su questo tema bisogna che tutti insieme, Forze dell’ordine, governo, Istituzioni, cittadini, mettano in atto sistemi di prevenzione promuovendo anche stili di vita meno frenetici, per salvauardare la salute e la vita delle persone.
Queste sono alcune delle vere emergenze nazionali, da affrontare prioritariamente, urgentemente, da subito. Nel nostro Paese ce ne sono altre, anche queste molto importanti: lavoro precario, mafia, malavita organizzata, evasione fiscale. Ma c’è bisogno di molta più attenzione per i più deboli, per i più bisognosi, per gli anziani non autosufficienti, per i malati, i bambini, i diversamente abili. Qui va fatto qualcosa da subito per migliorare i servizi esistenti, creare nuovi servizi socio-assistenziali sul territorio, per cercare di rendere loro la vita meno difficile, di stare meglio e di alleviare i loro disagi.
Un forte invito al governo, alla classe dirigente di questo Paese, alle Istituzioni nazionali e locali, ai sindacati, ai lavoratori, ai cittadini, tutti insieme di prendere coscienza delle vere emergenze del Paese. Dai morti sul lavoro, ai morti sulle strade, dai servizi sociali per i più deboli alle pensioni e salari troppo bassi. Se metteremo più impegno, più responsabilità, per risolvere le vere emergenze della gente, potremo dire di avere fatto il nostro dovere di cittadini, di avere fatto la nostra parte per far stare meglio tanti bisognosi e per salvare tante vite umane e reso la vita di tante famiglie più serena.
Potremo dire anche di aver contribuito a costruire una società più equa, meno individualista, più solidale, con più giustizia sociale, più accogliente e di aver contribuito a fare la propria parte per costruire e raggiungere l’obiettivo di una società più giusta.

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