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Giugno-Luglio/2010 - Laboratorio
Riforma pensionistica tutta al femminile
di M.llo Mariagrazia Mazzaraco-Guardia di Finanza

La pensione di anzianità, di vecchiaia, retributiva, contributiva può essere definita una sorta di vitalizio economico-previdenziale corrisposto ai lavoratori che hanno prestato la propria opera, indifferentemente nel settore pubblico o privato, al raggiungimento del limite massimo di età anagrafica e di anzianità contrinutiva, previa presentazione di un’apposita istanza, debitamente compilata in ogni sua parte, all’Istituto previdenziale (Inps - Inpdap) a cui il lavoratore è iscritto.
La determinazione degli importi da liquidare a titolo di pensione di anzianità varia a seconda se si è ammessi al regime di calcolo retributivo-misto o contributivo. L’iter descritto ha subito un’inversione di rotta con la legge n. 247/2007 (attuazione del protocollo Welfare) che ha introdotto il meccanismo delle “finestre di uscita” valido anche per le pensioni di vecchiaia: vengono fatti salvi i lavoratori che hanno maturato i requisiti pensionistici alla data del 31 dicembre 2007.
Facciamo quindi il punto della situazione: dal 1° gennaio 2008 avvedono alla pensione di vecchiaia coloro che hanno maturato i requisiti entro il 31 marzo (la pensione comincerà ad essere corrisposta dal 1° luglio dell’anno di riferimento); per chi ha raggiunto i requisiti previsti al 30 giugno, la pensione verrà liquidata a far data dal 1° ottobre dell’anno di riferimento; chi matura i requisiti entro il 30 settembre vedrà corrispondersi la pensione a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento; se i requisiti sono stati maturati al 31 dicembre l’elargizione verrà corrisposta al 1° aprile del nuovo anno.
Se quanto affermato è valido, dal 1° gennaio 2010 si è cominciato a parlare di riforma pensionistica tutta al femminile, che si concluderà il 1° gennaio 2018 all’atto del raggiungimento del 65° anno di età (anagrafica) per le lavoratrici del pubblico impiego che, comunque, dovrebbero lavorare altri 6 mesi perché, una volta raggiunti i requisiti di pensionamento, sarà necessario attendere la finestra della legge n. 247/2007, appunto, pari ai 6 mesi aggiuntivi per cominciare a percepire il contributo previdenziale. Insomma si finisce con il garantire perfetta parità di trattamento tra dipendenti pubblici di sesso femminile e maschile come prescritto dalla sentenza della Corte Europea C-46/07.
Dalla riforma in itinere vanno esentate le lavoratrici che, al 31 dicembre 2009 hanno già maturato i requisiti utili per il pensionamento, e cioé i 60 anni di età. Queste potranno ottenere la certificazione al diritto della pensione anche successivamente al 1° gennaio 2010; parimenti se dovessero continuare a prestare attività lavorativa. Il d.lgs n. 165/97 estende l’esenzione suddetta a categorie di occupati per cui si richiedono requisiti anagrafici elevati quali gli appartenenti alle Forze armate, ai Corpi di Polizia, al Corpo della Guardia di Finanza.
E le quote rosa impegnate nel privato? Per loro la riforma non trova accoglimento.
Il sistema pensionistico italiano, pubblico e privato, consta di un assegno elargito a titolo di pensione di vecchiaia (a cui guarda la riforma) ed un altro elargito a titolo di pensione di anzianità.
Nella prima fattispecie è d’obbligo l’ulteriore distinzione tra pensione retributiva e contributiva. Ancora si distinguono quelli ammessi all’allora e più conveniente sistema retributivo e quelli rientranti nell’attuale sistema contributivo certamente meno vantaggioso del primo. Infatti, i lavoratori di prima nomina alla data del 1° gennaio 1996 o che non abbiano ancora maturato contributi sufficienti o che abbiano optato per il sistema contributivo saranno soggetti integralmente all’applicazione del sistema contributivo in toto. Per la forza occupata che al 31 dicembre 1995 ha maturato meno di 18 anni di contributi si applicherà il sistema misto ovvero retributivo per la parte di contributi maturati prima del 1996 per anzianità anagrafica, contributivo per la parte eccedente tale data; le prestazioni saranno calcolate sulla base delle regole del sistema retributivo a cui saranno ammessi a meno che non decidano per quello retributivo integrale. Questi ultimi godranno di entrambe le retribuzioni, sia di anzianità che di vecchiaia a differenza dei primi a cui verrà corrisposta solo quella di vecchiaia.
Anche i lavoratori che al 31 dicembre 1995 vantano 18 anni di contributi godranno di entrambe le elargizioni contributive ma per la procedura di accesso e per il calcolo della pensione si applicherà il sistema retributivo.

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