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Ottobre/2010 - Pensioni - Il parere dell'esperto
Gli aumenti salariali ci sono ma per pochi privilegiati
di a cura di Giuseppe Chiola

Negli ultimi anni nel nostro Paese
stiamo assistendo ad un forte
aumento delle disuguaglianze
sociali. Nessuno sembra
preoccuparsene più di tanto: né
i politici né le rappresentanze
dei lavoratori e pensionati

Con l’art. 9 della recente legge n. 122 del 30 luglio 2010 “contenimento delle spese in materia di pubblico impiego” è stato stabilito che, per gli anni 2011, 2012 e 2013 il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, previsto dai rispettivi ordinamenti, non può superare, in ogni caso, il trattamento in godimento nell’anno 2010, fatta salva l’erogazione dell’indennità di vacanza contrattuale nelle misure previste a decorrere dall’anno 2010 in applicazione dell’art. 2, comma 35, della legge 203/2008. Per l’anno in corso tale indennità è già stata attribuita al personale contrattualizzato nell’importo, per un dipendente di medio livello funzionale (F1 per il Comparto ministeriali o parametro 128 per i Comparti Sicurezza e Difesa), di euro 7,91 mensili lordi, a decorrere dal 1° aprile e rivalutato nella misura di euro 13,18 dal 1° luglio.
Per il personale in quiescenza l’incremento perequativo per l’anno 2010 è stato stabilito, in via revisionale, con decreto del Ministro dell’Economia del 19 novembre 2009 (G.U. 280/2009) nella misura dello 0,7%. Lo stesso decreto, poi, ha previsto un conguaglio a debito in quanto l’Istat ha accertato, in via definitiva, la percentuale del 3,2% anziché il 3,3%, stabilita in via previsionale per l’anno 2009. Considerato, inoltre, che l’aumento lordo, soggetto all’aliquota massima dell’Irpef, provoca la riduzione delle detrazioni d’imposta, in quanto le stesse applicate con criterio decrescente, e determina l’aumento delle addizionali Regionale e Comunale, alla fine l’aumento della perequazione automativa per l’anno 2010 per il personale in pensione è risultato pari a zero, addirittura negativo per alcuni casi di pensionati con reddito medio-basso e con familiari a carico.
Per la dirigenza non contrattualizzata, invece, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 30 aprile 2010, pubblicato nella G. U. n. 173 del 27 luglio c.a., è stato previsto, a decorrere dal 1° gennaio 2010, un aumento del 3,09% da computarsi sullo stipendio, sull’indennità integrativa speciale, sull’indennità pensionabile e su tutti gli altri assegni fissi e continuativi.
Per evidenziare la portata economica di tale beneficio in un momento in cui, a causa della grave crisi economica che sta causando l’aumento della disoccupazione e del debito pubblico del nostro Paese, nonché il taglio dei servizi sociali da parte delle Amministrazioni locali, per cui si chiedono pesanti sacrifici all’intera collettività, si riporta, qui di seguito, l’esempio di un dirigente generale della Polizia di Stato con posizione stipendiale 8^ classe - scatti 0 (la stessa cosa per un pari grado militare).
Gli importi annui, riportati nella scheda in questa pagina, sono riferiti agli emolumenti stipendiali fissi e continuativi per dodici mensilità, con esclusione quindi, della tredicesima e della retribuzione accessoria:
Occorre precisare, inoltre, che la dirigenza non contrattualizzata di cui all’art. 24, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448 (magistrati ordinari, amministrativi e contabili, avvocati e procuratori dello Stato, personale della carriera diplomatica e della carriera prefettizia, personale dirigente delle Forze di polizia e delle Forze armate, nonché docenti e ricercatori universitari), a differenza di tutti gli altri pubblici dipendenti, conserva ancora, almeno fino al 31 dicembre di quest’anno, la progressione economica per classi e scatti, cossiddetto “salario di anzianità”, che ha consentito, a questi privilegiati, di maturare, oltre agli adeguamenti annuali di cui sopra, un ulteriore aumento biennale del 6% dello stipendio iniziale della fascia di appartenenza, per i primi 16 anni, e del 2,50%, computato sull’ottava classe, per gli anni successivi.
Poiché in possesso dei riferimenti legislativi con i quali sono stati disposti gli adeguamenti stipendiali del personale dirigente delle Forze di polizia, sia a ordinamento civile che militare, è stato possibile quantificare gli aumenti ottenuti dalla categoria negli ultimi 10 anni, dal 1° gennaio 2001 (D.p.c.m. 28 maggio 2001), fino al 1° gennaio 2010 (D.p.c.m. 30 aprile 2010). Come si evidenzia con l’allegato prospetto, la quasi totalità degli interessati (oltre l’80% a causa dell’abbattimento delle posizioni economiche, conseguente al passaggio da una fascia stipendiale inferiore ad una fascia superiore), dal 31 dicembre 2000 al 1° gennaio 2010 hanno conseguito aumenti stipendiali del 63,04% sullo stipendio (33,04% di adeguamento percentuale + 30% per cinque classi biennali del 6%), del 33,04% sull’indennità integrativa speciale, del 39,48% sull’indennità pensionabile e addirittura del 250% circa sull’indennità perequativa o di posizione.
Per i Prefetti, addirittura, come si legge nel comunicato n. 26/2010 del 6 maggio c.a. a firma del Presidente del Sinpref, Anna Palombi, in data 5 maggio 2010 era stato raggiunto un accordo, tra la Funzione pubblica e l’organizzazione sindacale, sul contratto della categoria che prevedeva aumenti mensili netti dai 200,00 euro, per i v.prefetti aggiunti, fino ad un massimo di 630,00 euro per i prefetti della fascia A Super. Questo accordo, però, è stato sospeso, per il momento, dal governo. Tuttavia ci riserviamo di seguirne gli eventuali sviluppi.

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