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Marzo - Aprile/2011 - Laboratorio
http: //www.laboratoriopoliziademocratica.org - http: //www.cives.roma.it - e-mail: laboratoriopoliziademocratica@gmail.com
E il Governo continua a tagliare senza posa
di Silp per la Cgil - Segr. reg. Lazio e Segr. prov. Roma

Il tema della sicurezza, che ha enormemente influenzato gli esiti delle ultime campagne elettorali, è trattato sempre più con un approccio esclusivamente mediatico: le promesse di maggior sicurezza e di attenzione verso gli operatori di Polizia sono state presto dimenticate dopo la chiusura delle urne elettorali.
Nella realtà sono stati realizzati tagli per oltre 1 miliardo di euro nel periodo 2008/2010 e sono previsti tagli per oltre 600 milioni di euro per 2011.
Gli organici degli operatori di Polizia diminuiscono e i lavoratori sono senza contratto dal gennaio 2008; uno stato di dissesto materiale e morale senza precedenti, aggravato dall’ultima Finanziaria che ha tagliato, inoltre, i fondi precedentemente accantonati per il riordino delle carriere.
Il governo continua a tagliare investimenti proprio nel settore che era stato al centro delle fortune elettorali e cerca di coprire il fallimento con spot mediatici e campagne demagogiche contro gli immigrati, contro la prostituzione.
Le paure alimentate e cavalcate in campagna elettorale oggi non trovano risposte, mentre i normali fenomeni sociali vengono trasformati in emergenze e pericoli per la sicurezza pubblica.
Le soluzioni individuate si sono limitate all’impiego dell’Esercito nelle grandi città, all’introduzione delle ronde e a soluzioni fai da te che servono solo a placare gli istinti di una parte dell’elettorato, mentre non si realizzano politiche della sicurezza con progetti e investimenti.
L’input è quello di rassicurare, coprire il nulla fatto attraverso la comunicazione e la manipolazione dell’informazione, per trasformare i brillanti risultati di magistrati e operatori delle Forze dell’ordine nel contrasto alla criminalità in meriti del governo che invece taglia strumenti investigativi, non paga le ore di lavoro fatte per assicurare i latitanti alla giustizia e propone leggi che finirebbero per ostacolare il contrasto al crimine (vedi la cosiddetta Legge bavaglio).
Le conseguenze di scelte politiche nazionali irresponsabili hanno effetti devastanti sul territorio: nella città di Roma le Volanti sono ridotte al minimo storico: oggi sul territorio ci sono meno di 15 Volanti a turno con 2 operatori rispetto alle 30 con tre operatori di qualche anno fa, e per coprire mediaticamente questi numeri recentemente è stata cambiata la denominazione alle autoradio dei commissariati assimilate alle Volanti moltiplicandone il numero.
Molti presidi di Polizia sono stati chiusi o ridotti nelle loro funzionalità: solo negli ultimi mesi così è avvenuto per il posto di Polizia di Centocelle e la Caserma Le Torri, mentre i commissariati della Capitale non assicurano più da mesi la ricezione denunce e assistenza al cittadino nell’arco delle 24 ore. Tutto questo accompagnato dal silenzio del sindaco Alemanno, che poi si diletta a proporre abbattimenti di quartieri perché ad alto tasso di criminalità, suggerendo l’utopica trasformazione in quartieri-giardino.
Il Silp, alcuni mesi fa, ha presentato un progetto, denominato “Nuovo modello di Sicurezza metropolitana per la città di Roma”, proponendo un diverso modello culturale di sicurezza che pone al centro la vivibilità e la socialità del territorio e non la sola repressione come avviene oggi. Abbiamo prospettato soluzioni all’irrazionale distribuzione di Polizia sul territorio, praticamente concentrata a presidiare il centro della città, segno tangibile di una periferia dimenticata che si ritrova senza un controllo del territorio adeguato, giacché il rapporto cittadino-poliziotto in periferia è mediamente di un operatore di Polizia ogni 2.000 abitanti rispetto al rapporto 1/220 del primo Municipio. Il progetto Silp può essere consultato sul sito www.silpcgilroma.it.
I poliziotti di quartiere, cavallo di battaglia elettorale, sono stati destinati ad altri servizi; delle 162 pattuglie previste nella Capitale (fonte: Corte dei Conti, 2009), sul territorio assicurano il servizio mediamente 10 pattuglie al giorno.
Gli operatori che lavorano con mezzi mal funzionanti e in ambienti di lavoro il più delle volte non dignitosi sono impiegati sempre più spesso in iniziative di Polizia che sembrano più funzionali a costruire statistiche che a risolvere i problemi della cittadinanza.
Esempio emblematico sono le campagne antiprostituzione, lanciate dal sindaco Alemanno, che hanno trovato sponda tecnica nella questura di Roma, la quale asseconda l’operazione comunicativa con pattuglioni straordinari antiprostituzione i quali non risolvono il problema e penalizzano ulteriormente la prevenzione della città perché distolgono le poche Volanti e i pochi operatori dalla più generale attività di prevenzione incidendo anche sulle ridotte disponibilità di straordinari.
Le prostitute, quasi tutte comunitarie, tornano immediatamente alla loro attività e, come recentemente emerso, ottengono anche il risarcimento dalla Prefettura, condannata dai Tribunali per un tipo di procedure (fermo, accompagnamento ed espulsione) realizzate “forzando” leggi e regole.
Il patto Roma Sicura, siglato nel 2008, è stato disatteso in moltissimi aspetti: prossimità, riorganizzazione dei presidi di Polizia, ecc., e hanno trovato attuazione solo le parti repressive contro immigrazione e prostituzione.
Questi sono solo alcuni esempi delle difficoltà che vive la città di Roma in tema di sicurezza, e analoghe problematiche si riscontrano nelle altre province del Lazio, alcune delle quali gravate dal peso della criminalità organizzata e dalle mafie che hanno ormai definitivamente radicato la loro presenza nel territorio e nella politica locale, due esempi su tutti: lo scioglimento del Comune di Nettuno per mafia e la nota vicenda del Comune di Fondi.

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