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Marzo-Aprile/2014 - Pensioni - Il parere dell'esperto
Decorso della vita e modifiche al sistema pensionistico per il personale del pubblico impiego
di Guseppe Chiola

Le evoluzioni degli ultimi anni, avvenute a causa:
1) - del calo delle nascite (le ultime statistiche nel nostro Paese danno 1,1 figli per ogni donna);

2) - l’aspettativa di vita più lunga (79 e 4 mesi per gli uomini e 84 e 5 mesi per le donne);

3) - formazione scolastica più lunga ed ingresso nel mondo del lavoro più tardivo (25 – 35 anni), considerato che Il tasso di disoccupazione giovanile ha raggiunto, ormai, il 45 per cento.

Pertanto l’aumentato onere economico della previdenza non più sostenibile dallo Stato e il necessario adeguamento alla normativa Europea, hanno reso indispensabile un drastico intervento del legislatore per modificare il vecchio sistema di calcolo delle pensioni.
Con l’ultimo intervento della Fornero, poi, la situazione è ulteriormente peggiorata non solo per quanto riguarda la possibilità di pensionamento anticipato, ma anche perché sono state introdotte ingiustizie e sperequazioni di trattamento soprattutto a danno delle nuove generazioni. Infatti, con il passaggio al sistema “contributivo” per tutti dal 1° gennaio 2012, senza aver fissato alcun tetto per quei lavoratori che avevano già maturato, o che stavano per maturare, la massima percentuale di pensionabilità (80%) con il vecchio sistema retributivo, si verificheranno , nei prossimi anni, almeno fino al 2025, delle assurde situazioni. Per questo motivo alcune categorie di lavoratori, per le quali sono stabiliti limiti di età diversi per la pensione di vecchiaia (70 anni e oltre) come Magistrati, Docenti e Ricercatori universitari, Prefetti, alta Dirigenza Statale, ma anche militari e Forze di Polizia per i quali sono previsti anzianità figurative ed altri benefici di natura economica all’atto del pensionamento, potrebbero ottenere un trattamento pensionistico pari al 120, 130 per cento dell’ultimo stipendio.
In un articolo apparso sul quotidiano “La Repubblica” nella seconda metà del mese di agosto Il Ministro del lavoro Luciano Poletti dichiarava di voler affrontare questo annoso problema ma, successivamente, se ben ricordo in occasione del Meeting di Comunione e Liberazione di Rimini, lo stesso parlamentare smentiva tale affermazione. Se dovesse rimanere l’attuale normativa,perciò, alcune categorie verrebbero fortemente avvantaggiate, mentre altre fortemente penalizzate.


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