home | noi | pubblicita | abbonamenti | rubriche | mailing list | archivio | link utili | lavora con noi | contatti

Domenica, 31/05/2020 - 04:41

 
Menu
home
noi
video
pubblicita
abbonamenti
rubriche
mailing list
archivio
link utili
lavora con noi
contatti
Accesso Utente
Login Password
LOGIN>>

REGISTRATI!

Visualizza tutti i commenti   Scrivi il tuo commento   Invia articolo ad un amico   Stampa questo articolo
<<precedente indice successivo>>
Aprile-Maggio/2015 - Interviste
Sicurezza
Serve qualità per arginare le devianze
di Andrea Nicosia

Per il sociologo, Maurizio Fiasco: «Riformare
significa ritornare ai valori di principio»


Sono trascorsi trentaquattro anni dall’entrata in vigore della legge 121 che riformò l’ordinamento della Polizia. Un cambiamento radicale, avvenuto anche grazie a un fitto ascolto reciproco tra l’allora Movimento delle Guardie di Pubblica Sicurezza, l’opinione pubblica, le professionalità interne all’apparato di sicurezza, le Commissioni parlamentari e il governo. Un fatto storico quasi irripetibile. Ma la classe politica, nei decenni successivi, ha deluso le aspettative.
Polizia e Democrazia ha chiesto al professor Maurizio Fiasco, sociologo specializzato in ricerca e formazione in tema di sicurezza pubblica, di illustrare gli scenari passati, presenti e futuri riguardanti l’organizzazione del sistema di Pubblica Sicurezza in Italia e spiegare quali sono i prossimi passi per arrivare al completamento del processo di democratizzazione.

Professor Fiasco, quali sono le criticità del comparto sicurezza che oggi la preoccupano maggiormente?
In generale, pesa il nuovo scenario socio-economico, vale a dire la ‘grande crisi’ finanziaria e economica. Tuttavia si avverte ancor più la mancanza di un indirizzo politico generale chiaro. Negli ultimi decenni, infatti, non vi è stata l’indicazione, da parte dello Stato, di una meta strategica chiara, di una funzione alta, del significato che assume oggi la collocazione delle Amministrazioni o dei Corpi militari e di Polizia verso la domanda di sicurezza dei cittadini.
Come si colloca oggi la Polizia nell’equilibro tra i poteri democratici del nostro Paese? La risposta non può pervenire da una sorta di “autogestione” dei contenuti della sicurezza pubblica. Le mete alte, gli indirizzi, le scelte e le funzioni non possono mai essere decise, autoreferenzialmente, da un apparato. La crisi che oggi possiamo notare nella condizione delle Forze di polizia deriva proprio da questo vuoto nella sfera etico-politica. I provvedimenti adottati sono stati frammentari, talvolta contraddittori e alcuni presi senza immaginare le conseguenze che avrebbero avuto.
LEGGI L'INTERVISTA COMPLETA:
ABBONATI A POLIZIA E DEMOCRAZIA

per informazioni chiama il numero verde 800 483 328
oppure il numero 06 66158189


FOTO: Maurizio Fiasco

<<precedente indice successivo>>
 
<< indietro

Ricerca articoli
search..>>
VAI>>
 
COLLABORATORI
 
 
SIULP
SILP
 
SILP
SILP
 
 
SILP
 
 
Cittadino Lex
 
Scrivi il tuo libro: Noi ti pubblichiamo!
 
 
 
 
 

 

 

 

Sito ottimizzato per browser Internet Explorer 4.0 o superiore

chi siamo | contatti | copyright | credits | privacy policy

PoliziaeDemocrazia.it é una pubblicazione di DDE Editrice P.IVA 01989701006 - dati societari