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Giugno - Agosto/2015 - Interviste
Sicurezza
Emanuele Fiano: «Non un semplice accorpamento, ma una razionalizzazione necessaria»
di Francesco Toniarini

La commissione Affari Costituzionali del Senato ha dato il suo ok
all’emendamento che però, tenendo conto dei pareri della Commissione
Bilancio, nel prevedere il riordino dei Corpi di Polizia provinciali, esclude
la loro confluenza nelle altre Forze di polizia. Ne abbiamo parlato
con il responsabile Sicurezza del Partito Democratico con delega
alle Riforme Emanuele Fiano, che da Palazzo Chigi ha seguito
personalmente gli sviluppi del provvedimento


La Pubblica sicurezza è affidata in Italia a 305mila agenti divisi in cinque differenti Corpi: Carabinieri (105mila), Polizia (95mila), Guardia di Finanza (60mila), Polizia Penitenziaria (38mila), Corpo Forestale dello Stato (7mila). Gli organici sono in continuo calo, dopo i tagli degli ultimi anni: Polizia e Carabinieri hanno subito una sforbiciata di 15mila effettivi a testa in poco tempo.
Nonostante ciò, l’Italia rimane tra i primi Paesi europei per numero complessivo di agenti. Gli spazi per una razionalizzazione delle forze in campo non mancano. La Polizia fa capo al ministero dell’Interno, così come i Carabinieri per quanto riguarda l’attività di ordine pubblico. Ma l’Arma è un Corpo militare, che dipende quindi direttamente dal ministero della Difesa.
La Guardia di Finanza è incardinata sotto il ministero dell’Economia, ma fa sempre riferimento alla ministero dell’Interno per l’ordine pubblico. La Polizia Penitenziaria dipende dal ministero della Giustizia, mentre il Corpo Forestale da quello delle Politiche Agricole. Un notevole intreccio di competenze, dipendenze e attività, dunque. Senza contare la Polizia Provinciale e la Polizia Municipale.
Nel corso degli anni, in tanti hanno provato a mettere mano all’intricato sistema di sicurezza nazionale, ipotizzando anche soppressioni ed accorpamenti, ma le iniziative non hanno avuto esito. Non è infatti facile in Italia depennare Istituzioni che hanno una storia secolare: proprio quest’anno, ad esempio, i Carabinieri hanno festeggiato con solenni cerimonie i 200 anni di vita. La Polizia ha spento 162 candeline. Il Corpo Forestale è stato fondato nel 1872, la Penitenziaria ha le sue origini nel 1817. Le resistenze sono sempre state enormi.
L’obiettivo, quindi, sembrerebbe essere quello di escludere lo smembramento della Forestale in diverse Forze, che andrà tutta a finire presumibilmente nei Carabinieri. Si è quindi raggiunto una sorta di compromesso: il Corpo verrà assorbito (si passa da cinque a quattro Forze), ma viene mantenuta la sua unitarietà, anche rispetto alle funzioni attribuite di salvaguardia e tutela del territorio e dell’ambiente.
La “fusione”, infatti, è comunque stata sempre ampiamente contestata dai membri della Forestale. Solo qualche giorno fa, infatti, il comandante bresciano Pier Edoardo Mulattiero ricordava come «la funzione fondamentale di prevenire i reati ambientali, grazie all’azione di controllo sarebbe a forte rischio se finissimo in un altro Corpo a carattere spiccatamente repressivo. Sarebbe forse più opportuno il rinforzo delle Polizie provinciali», aveva scritto in un comunicato.

Sul piede di guerra anche i leader sindacali, che definiscono “scellerato” il progetto del governo, «non dà certezze - dicono a sigle riunite - al futuro di chi, fino ad oggi, ha tutelato l’ambiente e contrastato i reati che lo danneggiano, lasciando in balia di non meglio precisati poteri occulti gli 8.000 Forestali che ancora oggi attendono chiarezza dal Ministro e dal capo del Corpo Forestale dello Stato».
Queste le dure parole del segretario generale del Sapaf (Sindacato autonomo Polizia ambientale forestale), Marco Moroni: «Prendiamo atto delle dichiarazioni del premier Renzi che ha parlato di riduzione delle Forze di polizia. Abbiamo registrato finora vari interventi in materia da parte anche di esponenti del governo, ma chiediamo un serio e concreto confronto a tutela dei Forestali visto che ad oggi, con la delega sulla Pubblica amministrazione, il Corpo Forestale dello Stato è l’unica Forza di polizia direttamente e primariamente interessata da questa riforma». E sottolinea come «la prima cosa da fare sia quella di eliminare le sovrapposizioni di competenze, come quelle oggi esistenti con alcune articolazioni dell’Arma dei Carabinieri che si occupano, accavallandosi, di reati ambientali e agroalimentari. Siamo i primi - spiega Moroni - a sostenere che il Corpo Forestale debba essere riformato, c'è bisogno in primis di implementare le funzioni di Polizia ambientale e agroalimentare. Nel contempo - prosegue - alcune funzioni tecniche legate ad allevamenti di animali e allo spegnimento degli incendi boschivi debbono essere svolte dagli organismi competenti, e non più da noi. Serve comunque chiarezza e mi auguro che questa nuova presa di posizione di Renzi possa essere utile. Serve in primis una riforma strutturale dell’attuale Corpo Forestale, unificando tutti gli organismi interessati - compresi i Corpi Forestali regionali -. garantendo unitarietà operativa e presidi territoriali: non basta ridurre da cinque a quattro le Forze di polizia,- conclude il leader del Sapaf - ma bisogna anche mettere nelle migliori condizioni operative i Forestali nel qualificato e professionale contrasto alle agro-ecomafie!»
A poco sembra essere servito anche l’appello rivolto a governo e parlamentari da una larga fetta di cittadini, e 17 associazioni di tutela ambientale, tutti schierati per l’integrità della Forestale. Le proposte alternative in campo, che erano presenti, sono state ignorate.
Ma perché il Presidente Renzi – domandano dalla Campagna #SalviamolaForestale - vuole sopprimere il Corpo Forestale dello Stato? Come ha tentato finora di giustificare questa operazione? Dapprima ha parlato del risparmio economico derivante dalla soppressione e dall’accorpamento ad altra Forza di polizia, senza però portare alcuno studio economico a supporto della tesi. Il sindacato Ugl-Corpo Forestale dello Stato ha subito smentito il primo Ministro con un proprio studio col quale ha dimostrato che il Corpo Forestale costa allo Stato, al netto degli stipendi del personale, circa 30 milioni di euro l’anno e che ne fa “guadagnare” circa 28 milioni attraverso le sanzioni emesse.
Il calcolo è comunque parziale perché se si considera l’attività di prevenzione che il Corpo Forestale svolge, il risparmio per lo Stato, dovuto ai mancati danni, è molto maggiore rispetto al costo sostenuto. I 30 milioni del Cfs, formato da circa 7.800 unità presenti in 15 regioni, sono comunque briciole rispetto ai “carrozzoni” che Renzi vorrebbe tenere in piedi, ovvero i Corpi Forestali regionali.
Lo studio dell’Ugl-Corpo Forestale dello Stato fa emergere la sproporzione dei costi tra il Corpo Forestale dello Stato e i Corpi Forestali regionali. Il costo totale annuo del Corpo Forestale dello Stato, comprensivo degli stipendi, è di 490 milioni mentre i Corpi Forestali regionali della Sicilia e della Sardegna, formati rispettivamente da 800 e da1.300 unità, costano 410 milioni annui (260 la Sicilia e 150 la Sardegna). In pratica queste due regioni spendono quasi quanto tutto il Corpo Forestale dello Stato, che è presente nelle 15 regioni a Statuto ordinario.
Nonostante il colpo incassato con l’approvazione del d.d.l. Madia al Senato, i sindacati in rappresentanza della Forestale non si danno comunque per vinti. Il governo ora avrà 12 mesi per produrre i decreti attuativi, ed è su questo terreno che si sposta la battaglia.
Il sì di Palazzo Madama è arrivato dopo una lunga discussione. La maggioranza ha votato a favore, mentre l’opposizione ha fatto mancare il suo sostegno, con Sel, Fi e M5s che si sono astenute e Lega Nord che si è espressa contrariamente. Nel complesso, sono stati 132 i favorevoli, 17 i contrari e 70 gli astenuti.
Il responsabile Nazionale del Pd Emanuele Fiano, che ha seguito personalmente la riforma voluta da Palazzo Chigi, ci introduce le caratteristiche principali del nuovo corso.

Onorevole Fiano, perché stavolta le cose dovrebbero andare diversamente?

Noi abbiamo già provveduto, attraverso alcuni importanti passaggi, alla semplificazione delle Forze dell'ordine. Il Corpo Forestale dello Stato viene accorpato a Polizia o Carabinieri per ridurre il numero di funzioni all'interno dei Corpi. ... [continua]

LEGGI L'INTERVISTA COMPLETA:
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oppure il numero 06 66158189




FOTO: Emanuele Fiano - Pd

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