home | noi | pubblicita | abbonamenti | rubriche | mailing list | archivio | link utili | lavora con noi | contatti

Giovedí, 28/05/2020 - 19:34

 
Menu
home
noi
video
pubblicita
abbonamenti
rubriche
mailing list
archivio
link utili
lavora con noi
contatti
Accesso Utente
Login Password
LOGIN>>

REGISTRATI!

Visualizza tutti i commenti   Scrivi il tuo commento   Invia articolo ad un amico   Stampa questo articolo
<<precedente indice successivo>>
Gennaio/Febbraio/2016 - Mondo Poliziotto
Sindacato
Lettera aperta a Felice Romano
di

Caro Felice, consapevoli che il Siulp dovrà affrontare a breve termine rivendicazioni strategiche per l’intera categoria in tema di contrattualizzazione, sicurezza nazionale e progressione di carriera è nostro dovere segnalare l’inderogabile necessità di eliminare una grave sperequazione del ruolo ispettori perpetrata ignobilmente per vent’anni.
E’ ormai superfluo denunciare la penosa ed iniqua sentenza n. 277, emessa il 12 giugno 1991 dalla Corte costituzionale e il conseguente d.lgs. 12 maggio 1995, n.197 che di fatto ha scardinato uno dei pilastri fondamentali della Riforma di Polizia quale il ruolo degli ispettori. Figura originale e rivoluzionaria inventata dai nostri “carbonari” che volitivamente introducevano un innovativo ruolo “prioritariamente” investigativo ed eccezionalmente collocato tra il livello degli ex sottufficiali e quello dei direttivi, abbandonando la tripartizione dei ruoli marziali e promuovendo una moderna quadripartizione delle funzioni.
Il legislatore, questa volta più illuminato dei burocrati ai vertici del Dipartimento, ormai sempre più propensi a salvaguardare esclusivamente le proprie prerogative ed evitare contaminazioni autoreferenziandosi, nel 2000 si accorgeva del grave danno cagionato alla funzionalità del sistema e con l’art.25 del d.lgs. 334/2000, imponeva al Capo della Polizia di emettere un proprio Decreto al fine di eliminare la sperequazione di trattamento almeno dei ruoli apicali, indicando come soluzione l’eliminaizone del concorso per 100 commissari all’anno e dell’Accademia e riqualificando i compiti del Sostituto Commissario più consoni alla loro dignità professionale.
Tale norma è stata bellamente disattesa, con pretesti inconcludenti e illogici, suscitando nella categoria il sospetto di un accordo segreto tra Sindacati di Polizia e Amministrazione centrale. Incredibilmente i Corpi militari delle Forze di Polizia coglievano invece l’occasione per qualificare i propri ranghi mostrando lungimiranza e particolare attenzione anche ai ruoli subalterni, in modo da motivarli professionalmente ma anche offrendo loro maggiore dignità economica a fronte delle funzioni svolte.
In definitiva tutte le Forze di polizia – militari e civili - prevedono il ruolo speciale, seppur variegato nelle modalità e nei criteri di accesso, fatta eccezione per la Polizia di Stato a dimostrazione della autoreferenzialità e supponenza dei vertici.
Recentemente molti colleghi hanno delegato un Comitato per tentare di rivalersi dei propri diritti attraverso lo strumento amministrativo ed il primo ricorso vinto in primo grado, contrariamente alle “voci di Palazzo” – nonostante il successivo rigetto in Consiglio di Stato - ha messo in seria difficoltà e in forte imbarazzo l’Autorità amministrativa che, per stile, ha preferito rimettere all’Amministrazione la dignitosa riparazione del quindicinale ritardo. Lunedì 11 gennaio 2016 c’è stata una nuova udienza che riguarda precipuamente la mancata attivazione dei concorsi per il RDS nella Polizia di Stato anche se tale rivendicazione, è stata spudoratamente ancora una volta superata dai fatti con la legge di stabilità.
La sorpresa, infatti, è che agli appartenenti al RDS della Polizia Penitenziaria, con un sub emendamento che ben conoscerai, sono stati riconosciuti gli stessi diritti del ruolo direttivo ordinario della Polizia di Stato e quindi, in prospettiva, il passaggio diretto ope legis ai ruoli dirigenziali. Va ricordato che questi colleghi della Penitenziaria prima della riforma del 1995 erano tutti sovrintendenti, senza alcun concorso sono stati equiparati ai nostri ex ispettori e poco dopo è stata offerta loro la possibilità di concorrere internamente per il ruolo direttivo speciale.
Sia ben chiaro che tutti i colleghi, indipendentemente dal ruolo di appartenenza e a prescindere dall’entità, hanno il diritto alla meritata dignità progressione di carriera e ciò indifferentemente se ante o post riforma 1995.
Tuttavia se sottacessimo il grave atto d’ingiustizia perpetrato ai danni di tanti giovani cittadini italiani la cui sfortuna è stata quella di voler concorrere e cedere al fascino emanato dall’ispettore di Polizia di Stato, saremmo complici della spregiudicata scelta antiriformista della populista legge-truffa del 1995. Già perché questi “ragazzi”, oggi ormai prossimi alla pensione, hanno la malaugurata sorte di aver svolto e svolgere il proprio compito con tutti i sacrosanti requisiti previsti nei super selettivi bandi di concorso pubblico o attraverso la professionalità acquisita sul campo, richiesta nei tanti corsi di formazione o avanzamento; per di più, con tanto di titolo di studio appropriato, che gli hanno consentito di superare le prove ante riforma 1995, ma subendo con rassegnazione il trasferimento in città diverse da quella di origine. Nonostante questa peccaminosa “ambizione”, forse poco gradita ai più, erano consapevoli di ricoprire un ruolo di piena dignità che invece nel tempo l’Amministrazione ha voluto soffocare e che rischia di essere ulteriormente riallineato al ribasso con il progetto di riforma “boiardo” tutto proteso a premiare esclusivamente i ruoli dirigenziali.
In conclusione, caro Felice, anche alla luce dei citati rischi, noi crediamo che si renda più che necessario applicare con effetto immediato l’art. 25 citato - comunque prima dell’emissione del decreto di riordino attuativo della legge delega Madia - almeno per sanare la posizione dei circa 2.000 aventi diritto, anche in considerazione dell’obiter dicta sentenziato. Solo in questo modo si potrà consentire una progressione di carriera che sani finalmente, almeno in parte, la sperequazione cagionata ai loro danni rispetto a tutti gli ex sottufficiali delle altre Forze di polizia.
In conclusione, confidiamo nella tua lugimirante guida del sindacato maggioritario che certamente si dimostrerà al passo dei tempi e soprattutto equo per tutti gli appartenenti alla Polizia di Stato.
Fraterni saluti
Il segr. gen. regionale Siulp-Piemonte
Antonio Ciaramella

Il segr. gen. provinciale Siulp-Torino
Eugenio Bravo
________________________________
Il Comitato direttivo regionale rigetta totalmente la bozza di riordino di carriera comunicata dal Dipartimento della Ps alle organizzazioni sindacali di Polizia diramata in data 25 febbraio scorso.
Tale progetto è offensivo per la categoria e contraria ai principi di equità e professionalità ribaditi dal Siulp nel corso di tutte le sedi statutarie nazionali e periferiche.
Approva la preoccupazione sollevata dalla Segreteria Siulp Piemonte, in merito a un riordino approssimativo che implementa i ruoli in modo esponenziale e non riconosce pienamente le responsabilità dei ruoli apicali, negando loro il riconoscimento economico concreto e la dignità professionale. Tale proposta unilaterale aumenta di fatto il grave rischio di sperequazione di tutti i ruoli e qualifiche della Polizia di Stato rispetto ai ruoli omologhi nelle restanti Forze di polizia. Per altro, alla luce della mancata e auspicata attribuzione del ruolo speciale, nonostante il riconoscimento inequivocabile del diritto in sede giurisdizionale enunciato a seguito di recenti e numerose impugnazioni vittoriose da class action di associazioni di categoria, è stato riconosciuto da tempo in tutto il restante Comparto Sicurezza ma negato nella Polizia di Stato.
Pertanto, condivide pienamente le perplessità espresse per scritto dal Segretario generale Siulp Piemonte e Siulp Torino, al Segretario generale nazionale Felice Romano e sollecita la Segreteria nazionale a dare contezza e perseguire l'obiettivo di un concreto e di un ragionevole riordino che rispecchi l’equità professionale ed economica nonché il merito, sia nella Polizia di Stato sia rispetto alle altre Forze di polizia civili e militari. Per altro, si rende indefettibile alla Segreteria nazionale di vigilare maggiormente e di rimuovere qualsiasi sperequazione della categoria rispetto ad omologhi di altre Forze di polizia, in particolare la Polizia Penitenziaria, altrimenti si creerà una grave condizione di disparità di trattamento e iniqua progressione di carriera.
A tal proposito, si invita la Segreteria nazionale a contrastare la politica del Dipartimento di procrastinare il sacrosanto diritto dei colleghi riconosciuto da diverse sentenze, tra le tante la n. 01439 del 2/2/2016 del Tat Lazio.
Si ritiene evidente che la sospensione sine die e senza una progressione di carriera onesta con un inidoneo riconoscimento di un diritto quesito comporta e comporterà, se disatteso, un enorme contenzioso dei colleghi interessati molto più grave delle paventate ricadute sull’avviato processo di riordino, nella cui bozza presentata è assolutamente inconcludente e superficiale.
Infatti, le disposizioni transitorie di cui all’art.25 del d.lg 334/2000 prevedevano che gli Ispettori con 10 anni di anzianità nel ruolo o almeno tre anni di anzianità nella qualifica di Ispettore Superiore Sostituto Ups, potessero concorrere per accedere al ruolo Direttivo Speciale, dal 2001 al 2005 (260 posti all’anno, per un totale di 1.300 unità). Il riordino delle carriere nel 2006 non fu mai realizzato e la mancata attuazione dell’art. 25 del D.p.r. 334/2000, protrattasi per oltre 15 anni, ad oggi ha comportato un danno enorme agli interessati sotto più profili che, da tale data, continuano ad essere in possesso dei necessari requisiti ed attendono lo sblocco, tuttora disatteso.
Dopo oltre 15 anni, il riordino proposto è ancora inidoneo a soddisfare le esigenze della categoria e contraddice le politiche del Siulp, in maniera ancora più cogente attesa la legge del 7 agosto 2015, n. 124 concernente “Deleghe al governo in materia di riorganizzazione delle Amministrazioni pubbliche”, condiziona l’attuazione e la risoluzione delle problematiche finora accumulata per tutti i ruoli e qualifiche della Polizia di Stato.
Si sollecita l’Amministrazione dell’Interno, a mezzo della Segreteria nazionale, di emettere al più presto il decreto che riguarda la “revisione dei ruoli della Polizia di Stato” entro il 18 agosto 2016, valorizzando il merito e le professionalità.
Il Siulp Piemonte non resterà indifferente alle scelte che intraprenderà la segreteria nazionale per la difesa dei ruoli della Polizia di Stato.
Per il Direttivo regionale
Siulp - Piemonte
Antonio Ciaramella

<<precedente indice successivo>>
 
<< indietro

Ricerca articoli
search..>>
VAI>>
 
COLLABORATORI
 
 
SIULP
SILP
 
SILP
SILP
 
 
SILP
 
 
Cittadino Lex
 
Scrivi il tuo libro: Noi ti pubblichiamo!
 
 
 
 
 

 

 

 

Sito ottimizzato per browser Internet Explorer 4.0 o superiore

chi siamo | contatti | copyright | credits | privacy policy

PoliziaeDemocrazia.it é una pubblicazione di DDE Editrice P.IVA 01989701006 - dati societari