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Gennaio/Febbraio/2005 - Contributi
Le "volanti" senza ali
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In dotazione alla questura di Verona ci sono circa 150 mezzi, tra auto civili, pattuglie, barche e camper. Circa una trentina sono ferme per guasto, dieci sono a Verona, altre 15 alle officine di Padova, alcune nelle concessionarie Fiat in attesa dei fondi per essere riparate.
È questa la condizione in cui sono costretti a lavorare i poliziotti veronesi, così come tanti altri di altre questure italiane. Ma il male comune non è certo mezzo gaudio. “Posso lanciare una provocazione? Facciamo fare la revisione al nostro parco macchine, vediamo quante la superano. Se dovessi fare una scommessa, direi dieci a uno che la metà delle auto non la supera”.
Nicola Moscardo, segretario provinciale veronese del Sap (Sindacato Autonomo di Polizia) provoca, ma purtroppo non si tratta di un gesto fine a sé stesso. I mezzi in dotazione alla Polizia di Stato veronese, così come quelli di tutta Italia, sono vetusti, malandati e insicuri.
“Il Dipartimento ha segnalato che sono terminati i fondi a disposizione per la manutenzione dei nostri mezzi - continua Moscardo - e quindi non si potranno eseguire le manutenzioni o le riparazioni.
È previsto infatti che si possano portare i mezzi nelle officine convenzionate solamente se c’è la copertura finanziaria. E i soldi sono finiti. Questo vuol dire che se un’auto va in panne deve essere lasciata ferma fino a quando non ci saranno i soldi. E non credo che già a gennaio ci sarà la disponibilità di denaro liquido prevista dalla nuova Finanziaria. Quindi i mezzi fermi, resteranno tali, fino a quando non verranno versati nelle casse i fondi previsti”.
I poliziotti che ogni giorno macinano decine di chilometri sul territorio rischiano e tanto, non solo per il pericolo di incappare in imboscate, ma anche perché i mezzi su cui viaggiano sono usurati: “Le nostre auto - continua Moscardo - hanno ruote lisce, impianti frenanti non più efficienti. I tagli alla spesa pubblica hanno previsto riduzioni per le famose auto blu”.
“Sono almeno quattro o cinque anni che non ci danno auto nuove civili - denuncia Alberto De Angelis, del Siulp - alcune auto hanno garanzia di due anni e così ci salviamo, ma quelle più vecchie se hanno problemi se li tengono. Le Volanti hanno vetture che hanno minimo 90mila chilometri - aggiunge il sindacalista - e adesso con la scusa che non ci sono più soldi non possiamo neanche più portarle al lavaggio. Intendiamoci, l’auto sporca cammina comunque, ma se si rompe siamo bloccati.
Nei casi di Alfa e Fiat, c’è un contratto che si chiama “Leasis” che comprende l’ordinaria manutenzione. Ma quando nel 2001 ci hanno dato le Hyunday scaduta la garanzia sono stati dolori, anche perché le auto ci erano state date a prezzi favorevoli, ma i pezzi di ricambio erano molto costosi”.

(A.V. - “L’Arena” - 12.11.2004)

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