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Nel secondo romanzo di Andrea
Ribezzi - finalista al Premio Franco Fedeli - ritorna
l段spettore Massimo Ravera, condotto a seguire
una pista che lo porta ad affrontare enigmi
e a porsi interrogativi che, per alcuni
aspetti, lo coinvolgono in prima persona
敵ennaio 1995. Erano gli ultimi del mese, i giorni della merla, solitamente i pi� freddi dell誕nno, ma per una bizzarria meteorologica a Trieste il clima era mite�. Cos� ha inizio il prologo del nuovo romanzo di Andrea Ribezzi (摘redit� blindate � L段spettore Ravera indaga�, Ibiskos Editrice Risolo, pagg. 248, ? 12,00), vigoroso e vivace come quello che l檀a preceduto. Massimo Ravera � tornato a casa interrompendo una vacanza � insieme a un誕mica romana quasi fidanzata � per assiste al funerale del padre. Al cimitero, come su un palcoscenico elisabettiano, sono schierati i comprimari delle vicende dell段spettore: il nonno Settimo, la madre Luisa, i colleghi del commissariato di Opicina, compresi il sempre incazzato commissario Liguori � che ad aggravare le cose � anche capo della Mobile -, e la dolce e disponibile, non solo professionalmente, Valentina Triani. E poi la giornalista d誕ssalto Stefania Piani, che ha lasciato impronte infuocate nelle pagine di 鉄ette Fine � La prima indagine dell段spettore Ravera�. E persino il questore.
In realt� pochi tra i presenti conoscevano il defunto Luciano Ravera, stroncato da un infarto in una sala giochi, e chi lo conosceva sa che era un personaggio da prendere con le molle. E lo sa anche il figlio Massimo, el sbiro, che dovr� andare molto in fondo per ricostruire una trama che ha le sue origini in avvenimenti di mezzo secolo prima.
Come nel primo romanzo di Andrea Ribezzi, la protagonista sullo sfondo � sempre lei, Trieste, la bella dallo sguardo azzurro del mare, la citt� che accoglie per antica vocazione la mescolanza degli idiomi e delle passioni, del bene e del male sublimati in forme sempre diverse. E Massimo Ravera � come il suo creatore Ribezzi � � un poliziotto triestino doc, che della sua citt� sa tutto, e ogni giorno scopre nuove sfumature.
L段ndagine di Ravera parte, come spesso accade, alla cieca, sulla base di sospetti ai quali sembra difficile dare una direzione precisa. E poi, non � piuttosto anomalo che un ispettore indaghi su fatti nei quali in qualche modo � implicato il padre, sia pure morto? Probabilmente s�, ma dietro le quinte si muovono personaggi anonimi (i Servizi, ma non solo i Servizi) che sono in grado di guidare le mosse del solito Liguori, e anche del questore. Ravera lo sa, e ci si arrovella, parando come pu� i colpi del 吐uoco amico�, e cercando � e a volte trovando � l誕ppoggio del magistrato Silvana Melfi. 摘ra un giovane magistrato al primo incarico come Sostituto Procuratore. Alta, magrissima, capelli castani lunghi oltre le spalle, occhi scuri, aveva un carattere forte che spesso si esprimeva con un atteggiamento molto deciso, quasi altezzoso, specie verso gli uomini�.
Per il resto, ordinaria amministrazione. 鉄ignori, si ricomincia!�, annuncia Ravera ai suoi colleghi e colleghe tornando al commissariato di Opicina, E si ricomincia con il cadavere di una giovane donna trovata, seminuda, sulla landa carsica. Priva di documenti ma 菟robabilmente di nazionalit� est-europea�. Traduzione: clandestina, e prostituta. Quanto alla nazionalit�, serba, croata, o slovena. E infatti di serbi, maschi e femmine, ne spuntano altri, vittime e carnefici, insieme a balordi locali, strozzini, e qualche fantasma di un fosco passato.
Riemergono le tracce dei collaborazionisti dei nazisti negli anni in cui, dal 1943 al 1945, Trieste e la Venezia Giulia faceva parte dell丹zak, la Zona d丹perazioni del Litorale Adriatico annessa al Terzo Reich. E delle formazioni neofasciste dei primi anni �50, nelle quali militava anche Luciano Ravera. 鏑uciano partecip� insieme ai fratelli Sciortino e ad altri consimili alle manifestazioni di novembre del �53 nelle quali ci scapparono dei morti e dietro alle quali in molti pensarono che ci fossero i neofascisti finanziati dai servizi segreti italiani�. E� il racconto del nonno Settimo al nipote, che in questa inchiesta deve affrontare fra le varie gogne, quella degli affetti famigliari. E non � tutto, perch�, tra un morto ammazzato e l誕ltro, la trama si infittisce, vengono alla luce i crimini della caccia agli ebrei accompagnata dalla sistematica spoliazione dei deportati, e nella vicenda si inserisce un inatteso 杜istero del tesoro sommerso�. Mentre l段spettore Ravera sente che a ogni passo che fa c定 qualcuno che gli taglia l弾rba sotto i piedi.
Che fare? La tentazione di mollare � forte, ma lo � ancora di pi� la tenacia di Massimo Ravera. O piuttosto il suo concetto del dovere e della giustizia. E l段spettore con l誕iuto dei suoi riesce a sbrogliare la matassa, a trovare le risposte giuste, e offre a chi la vuole una soluzione parecchio imbarazzante. E chiede di riprendere le ferie che ha dovuto interrompere. 溺i serviranno per fare, � proprio il caso di dirlo, il punto nave sul mio ruolo in questo carrozzone e soprattutto sul rapporto con� mio padre�. Quello e altro. Compreso un 途apporto� che prevediamo avr� interessanti sviluppi nella prossima indagine. Perch� le difficolt� e i problemi fanno parte integrante del Dna del nostro perennemente inquieto ispettore.
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