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Aprile - Maggio/2017 - Lettere
facerquetelli@gmail.com
C'è un tempo
di a cura di Fabiana Cerquetelli

C'è un tempo per il lavoro e c'è un tempo per la famiglia che cambia. C'è il tempo delle incomprensioni "insormontabili" tra marito e moglie, con i colleghi, con i figli che crescono o che non hanno voglia di studiare o che se ne vanno di casa. C'è un tempo in cui niente va come dovrebbe. C'è un tempo in cui sembra di non farcela, in cui tutto è "nero".
Ma c'è anche un tempo per farcela.
Qui e ora tutti abbiamo la forza per risolvere questioni grandi o piccole.
In questo spazio che accoglie le vostre lettere insieme ritroveremo l'autostima affievolita nel rispetto di scelte autonome e consapevoli.
__________________________________

Mi chiamo Laura, ho 25 anni sono sposata da poco più di un anno con Mauro, di 32 anni da sempre il mio grande amore, abitiamo in una città del nord e da poco siamo diventati genitori di un bellissimo bambino, Giulio, nato pochi giorni prima di Natale.
A settembre io e Mauro ci siamo trasferiti nella nostra nuova casa, un appartamento più grande che abbiamo acquistato con l’aiuto dei genitori di Mauro e che si trova nello stesso loro palazzo, i miei suoceri abitano all’attico, noi al secondo piano.
Quello che io pensavo potesse essere un vantaggio, l’avere i nonni vicini mi avrebbe facilitato la gestione di Giulio nei suoi primi mesi di vita e soprattutto nel momento in cui avrei ripreso il lavoro (sono impiegata nell’amministrazione di una piccola fabbrica di mobili da ufficio) al contrario si sta trasformando in un vero e proprio incubo. Da dicembre praticamente i miei suoceri entrambi pensionati “vivono” nella nostra casa, si presentano tutte le volte che lo desiderano, anche nei momenti più impensati, aprono senza neppure suonare annunciandosi da un semplice “eccoci!”. Ogni volta arrivano con una scusa diversa: il pranzo, la crostata al cioccolato che piace tanto a Mauro, la tutina per Giulio, il caffè da prendere insieme ecc. ecc. Mi sento ospite a casa mia!
E sempre più spesso finisce che io e Mauro litighiamo, ogni volta per colpa loro… Mauro mi dà ragione e dice che pure a lui un po’ infastidiscono con questa loro presenza assillante, ma vorrebbe che io li capissi e che apprezzassi tutto quello che “fanno e hanno fatto” per noi. Sono davvero stanca di tutta questa situazione, mi fa male lo stomaco, dormo poco e male, vorrei che questa casa non l’avessimo mai acquistata.
Laura
________________
Cara Laura,
il disagio che mi descrive “arriva” forte e intenso: c’è lei e suo marito, la nascita del bambino, la casa nuova (per di più comprata dai suoceri che sono anche nonni e vicini di casa) E in tutto questo c’è lei, ancora fresca di nozze, con il trasloco in questa casa più grande che da pochissimo, oltre a essere moglie, è diventata anche madre. In fondo è solo poco più di un anno che è sposata con Mauro.
Laura, sfido chiunque nella sua situazione a non sentirsi stanca! E’ comprensibile la fatica di stare dietro a tutte queste novità. Non ha fatto in tempo ad abituarsi alla nuova situazione che subito è entrata in un nuovo ruolo, insomma da giovane ragazza nubile quale era solo un anno fa, si è ritrovata, come su un palcoscenico, a svolgere tante parti diverse e in pochissimo tempo.
In più adesso si trova a gestire, e a subire anche, i cambiamenti repentini di altri due “attori” di questo immaginario palcoscenico teatrale che è la sua famiglia: i suoi suoceri. Infine, ma non ultimo, c’è suo marito, che si trova a mediare tra i due amori importanti della sua vita, quello per lei che ha scelto come compagna e quello per i suoi genitori che non si può negare.
Tuttavia quello che non è in discussione è il grande amore fra lei e Mauro, “il mio grande amore” come lo definisce proprio all’inizio della lettera. E poi c’è Giulio, il piccolo di casa che in questo periodo è il protagonista assoluto della scena familiare e che per lei, che è la mamma, significa anche un grande dispendio di energie sia fisiche che mentali. Insomma un po’ per tutti ci sono novità che solo il tempo consentirà di metabolizzare, fare proprie e “incasellarle” nel posto giusto.
Si ascolti Laura, cerchi di vedere le cose per quello che sono in realtà e per questo le suggerisco di tenere un piccolo quadernetto dove da una parte scrive tutto quello che ha di bello e dall’altro quello che non le piace e che le sembra brutto. Poi confronti le due parti e cerchi tra le cose brutte quelle che sono modificabili e vedrà che pian piano la lista delle cose belle si allungherà, diventando tutto più leggero.
Ma soprattutto, Laura, non perda mai di vista l’amore tra lei e Mauro, il vostro essere coppia e genitori di Giulio. Non tema di parlare a suo marito del disagio, glielo dica, gli parli del suo mal di stomaco e della sua voglia di stare un po’ con lui la sera dopo cena, lei dice di averlo già fatto e che suo marito le ha detto di capirla: Parta da qui, dalla capacità espressa da Mauro di capirla, lei sa quali sono le parole giuste per comunicargli il suo malessere senza farlo sentire in colpa. E’ in suo marito che deve avere un alleato in grado di sostenerla ed egli stesso aiutare i propri genitori a comprendere la loro “invadenza” e i relativi effetti collaterali sulla vostra vita di coppia.
L’arrivo del piccolo Giulio è una novità per tutti e tutti desiderano godere della sua presenza. Anche i nonni devono abituarsi al nuovo ruolo che li vede protagonisti in questo palcoscenico familiare, il fatto è che hanno bisogno del loro tempo.

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