Il Segretario Generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, Donato Capece, annuncia che il primo Sindacato del Corpo presenterà un esposto al Garante della Privacy ed all’Ordine dei Giornalisti per denunciare l’inaccettabile la gogna mediatica per gli indagati a Santa Maria Capua Vetere.

“Non capisco e non comprendo perché le tanto invocate esigenze di garanzia, tutela e riservatezza che spesso vengono richiamate per coloro i quali, in un procedimento penale, assumono la veste di indagati non debba valere anche per il personale penitenziario e di Polizia coinvolto nelle presunte violenze nell’Istituto di Santa Maria Capua Vetere. Ieri ed oggi abbiamo assistito alla pubblicazione, in prima pagina, di alcuni quotidiani delle fotografie di decine e decine di loro, con tanto di diffusione di dati sensibili come nome cognome data di nascita e sede di servizio, come forse mai è accaduto nel raccontare un fatto di cronaca. Un fatto grave, che rischia di mettere in serio pericolo le persone coinvolte che allo stato sono, è utile ricordarlo, indagati. Per questo il SAPPE, sentito lo Studio Legale di riferimento, presenterà un esposto al Garante nazionale della Privacy affinchè accerti eventuali irregolarità ed abusi ed al Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti verso quei giornalisti che abbiano palesemente calpestato il Testo unico dei doveri dei giornalisti ed il Codice deonotologico”, spiega Capece.

Ma il SAPPE “intende anche costituirsi parte civile nei confronti di coloro i quali, con il loro scorretto comportamento professionale, hanno di fatto prodotto ed alimentato una campagna denigratoria verso tutta l’Istituzione penitenziaria, che ogni giorno svolge delicati compiti istituzionali, e messo in serio pericolo l’incolumità delle persone”.

“Come detto e ribadito, confidiamo nell’operato della magistratura ma siamo amareggiati perché sappiamo che la Polizia Penitenziaria”, conclude il leader del SAPPE, “è formata da persone che hanno valori radicati, un forte senso d’identità e d’orgoglio, e che ogni giorno in carcere fanno tutto quanto è nelle loro umane possibilità per gestire gli eventi critici che si verificano quotidianamente, soprattutto sventando centinaia e centinaia suicidi di detenuti. Non solo. Ogni giorno giungono notizie di aggressioni a donne e uomini del Corpo in servizio negli Istituti penitenziari del Paese, sempre più contusi, feriti, umiliati e vittime di violenze da parte di una parte di popolazione detenuta che non ha alcuna remora a scagliarsi contro chi in carcere rappresenta lo Stato!”.

Roma, 29 giugno 2021

Segreteria Generale Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria

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