Comunicato stampa del 21 giugno 2022

Roma, 21 giu.“Con un emendamento al disegno di legge di conversione del cosiddetto PNRR 2 (dl 36/2022), a valere sulle risorse già stanziate con l’ultima legge di bilancio, si stanno prevedendo incrementi organici e assunzioni straordinarie in favore del Corpo di polizia penitenziaria per un totale di 270 unità fino al 2032, 20 all’anno dal 2022 al 2031 e 70 nel 2032. A fronte di carceri sovraffollate, apertura di nuovi padiglioni detentivi e 18mila unità mancanti alla Polizia penitenziaria, provvedimenti di questo tipo sfidano l’ilarità”.

 

            Lo dichiara Gennarino De Fazio, Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria.

 

         Avevamo già denunciato l’insufficienza della misura quando nella legge di bilancio del dicembre scorso era stato istituito un fondo del tutto inadeguato al reale fabbisogno per assunzioni straordinarie nelle forze di polizia e nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Adesso arriva la conferma a quanto avevamo sostenuto”, aggiunge il Segretario della UILPA Polizia Penitenziaria.

 

         “Eppure, il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha ottenuto la fiducia in Parlamento dichiarando che non sarebbe stata trascurata la condizione di tutti coloro che lavorano e vivono nelle carceri; persino il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha richiamato le condizioni carcerarie nel discorso alle Camere in occasione del secondo giuramento e, solo ieri, la crisi penitenziaria è stata evidenziata dalla Presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati. Ci chiediamo, allora, cosa aspetti il Governo per passare dalle parole ai fatti e se davvero non siano bastati i tredici morti delle rivolte di marzo del 2020, la cui crepa si allarga sottotraccia, come ha dichiarato anche il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, Mauro Palma, per smuovere le coscienze della politica”, prosegue il sindacalista.

 

         “Noi continuiamo a ripetere che qualsiasi riforma che miri alla funzionalità delle carceri, nell’alveo dell’art. 27 della Costituzione, non può prescindere dal rispetto dell’art. 36 della stessa Carta e, pertanto, deve necessariamente passare per una politica degli organici seria e rispettosa dell’intelligenza degli italiani, prima ancora che dei diritti e del contratto di lavoro degli appartenenti alla Polizia penitenziaria. Tutto il resto può essere annoverato nelle passerelle e nella propaganda. Per questo invitiamo il Presidente Draghi, la Ministra Cartabia e il Governo tutto a uno scatto di coerenza, che sarebbe peraltro doveroso”, conclude De Fazio.

 

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Gennarino De Fazio

 

 

 

 

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