A cura di Michele Turazza

Arturo Marzano – Storia di Gaza

Il Mulino, 2025, pp. 454, € 26

Se i saggi che escono nell’imminenza di fatti eclatanti sono talvolta connotati da scarso approfondimento dovuto alle tempistiche ridotte imposte dai processi editoriali, l’ultimo lavoro di Arturo Marzano “Storia di Gaza. Terra, politica, conflitti”, edito dal Il Mulino, restituisce accuratamente quella dimensione storica necessaria per la piena comprensione della “questione palestinese” e dell’evoluzione storico-politica della sua localizzazione paradigmatica, ossia quel sottilissimo lembo di terra affacciato sul mare con oltre due milioni di abitanti noto come “Striscia di Gaza”, inscindibilmente connesso all’altra porzione di territorio palestinese, la Cisgiordania, entrambi da sempre occupati da Israele. Marzano, che insegna Storia contemporanea nell’Università di Roma Tre, afferma che “la storia ha bisogno di tempo”: il volume, strumento di alta divulgazione, rende accessibile anche al lettore non specialista una storia complessa, fatta di dinamiche che troppo spesso vengono eccessivamente semplificate dalla narrazione giornalistica, intrecciando una efficace ricostruzione degli eventi politici, dalla seconda metà dell’800 ai giorni nostri, a pagine di storia sociale sulla vita delle persone comuni, tra privazioni, occupazioni e umiliazioni quotidiane, poiché “Gaza è stata anche normalità, una terra abitata da persone che andavano a scuola, studiavano, lavoravano, si impegnavano, progettavano, sognavano, come in qualsiasi altro posto” (dall’Introduzione).

Davide Grippa e Clemente Volpini – Apologia del fascismo

Einaudi, 2025, pp. 282, € 19

Pubblicato da Einaudi nella collana Passaggi, in “Apologia del fascismo”, Davide Grippa (docente di storia contemporanea) e Clemente Volpini (autore televisivo e saggista), intrecciando attualità, storia e diritto, compiono una vera e propria “radiografia” della democrazia italiana, interrogandosi su un paradosso mai risolto: come può uno Stato nato dalla Resistenza tollerare la presenza e la persistenza di simboli e ideologie fasciste che ne negano le fondamenta, ponendosi in antitesi con la stessa Costituzione repubblicana, che vieta espressamente la possibilità di rifondare il disciolto partito fascista? Con l’ascesa al governo di Giorgia Meloni nel 2022, il dibattito sul fascismo è uscito dai libri di storia per tornare prepotentemente nel discorso pubblico. Gli Autori passano in rassegna i provvedimenti che hanno istituito e disciplinato il reato, evidenziando come purtroppo sia sempre stata una fattispecie di difficile applicazione, attorno ai cui limiti dottrina e giurisprudenza si sono spesso interrogate, non arrivando ad approdi comuni. Merito del volume è quello di ridare spessore a un dibattito spesso banalizzato, ricordando che l’antifascismo non è una categoria superata, ma necessita da parte di tutti i cittadini di una quotidiana vigilanza democratica, ancora oggi indispensabile contro ogni tentativo di revisionismo, che vorrebbe cancellare la matrice solidamente antifascista della nostra Repubblica.

Veronica Marchio – La prevenzione coercitiva

Meltemi, 2025, pp. 204, € 18

Se il diritto penale “reprime” dopo la commissione di un fatto previsto dalla legge come reato, le misure di prevenzione dovrebbero, appunto, “prevenire” la commissione di reati, cioè intervenire ante delictum. Il saggio di Marchio, coniugando ricerca empirica e studio teorico, esamina i diversi dispositivi di prevenzione coercitiva previsti dall’ordinamento italiano, evidenziandone le criticità in ordine alla compressione delle libertà fondamentali che la loro applicazione comporta. “La prevenzione coercitiva – spiega l’Autrice – va considerata in senso ampio, come attitudine e abilità di selezionare i comportamenti socialmente pericolosi e devianti al fine di tenere a bada l’intero corpo sociale”. Opera imprescindibile per chiunque voglia comprendere come l’ordinamento italiano gestisca il sottile confine tra sicurezza e libertà, la ricerca socio-giuridica è condotta approfondendo le misure di prevenzione nel diritto penale, amministrativo e di polizia, con un focus sociologico tendente a dimostrare il loro obiettivo reale, ossia essere strumento di controllo sociale. Veronica Marchio è contrattista di ricerca presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. È stata assegnista di ricerca nelle Università di Padova e Bologna e docente in sociologia della devianza a contratto a Parma. I suoi interessi di ricerca spaziano dai movimenti sociali alla violenza politica, dalla prevenzione coercitiva al policing.

Monica Bertè – Petrarca, i libri, le carte

Carocci editore, 2025, pp. 208, € 23

Entrare nella vastissima e variegata biblioteca di Francesco Petrarca significa varcare la soglia del laboratorio in cui è nato quel periodo definito pre Umanesimo. In “Petrarca i libri e le carte” (Carocci), ricerca che si distingue per limpidezza espositiva e rigore scientifico, Monica Berté ha esaminato numerosi manoscritti, soffermandosi su postille e annotazioni vergate dal grande poeta aretino, dimostrando il rapporto viscerale che lo legava ai suoi volumi. Mediante una certosina analisi dei “marginalia” (ossia le note a margine del testo, appunti, abbozzi) esce il ritratto di un fine intellettuale colto nel vivo del dialogo incessante che intratteneva coi suoi libri, uno scrittore-lettore in cui le due dimensioni non possono essere scisse poiché “scrittura e lettura furono per lui due attività strettamente connesse e intersecate l’una con l’altra”. L’Autriceanalizza minuziosamente le abitudini scrittorie del “cacciatore di manoscritti”, presentando anche due esempi concreti di ricostruzione delle modalità compositive e correttorie del Petrarca, con riferimento a un sonetto del Canzoniere e a un passo in prosa estratto da un’invettiva in latino. Monica Berté è docente di Filologia della letteratura italiana alla “Sapienza” di Roma. È tra i responsabili scientifici del portale Petrarca OnLine (POL). I suoi studi si concentrano sulle tre Corone della letteratura italiana e sulla tradizione dei classici in età medievale e umanistica.

Veronica Repetti – Il giro del mondo in 80 lingue

Ponte alle Grazie, 2025, pp. 230, € 16,90

“Il giro del mondo in 80 lingue” è qualcosa di più di un semplice saggio linguistico, rivelandosi un viaggio avventuroso alla scoperta delle innumerevoli caratteristiche delle lingue di tutto il mondo. Veronica Repetti, notissima in rete per il suo stile brillante e coinvolgente, dimostra che ogni lingua non è solo un insieme di regole, ma un vero e proprio ecosistema di pensieri, tradizioni e modi di sentire, trasformando concetti complessi in narrazioni appassionanti e ironiche, senza mai risultare troppo “accademica”. Tutti i livelli di analisi linguistica sono esposti in agili capitoli, con una scrittura fluida, fresca, che celebrano la diversità linguistica come ricchezza da preservare.

Ogni lingua influenza la nostra percezione dello spazio, del tempo e persino dei colori: in un’epoca di omologazione, l’Autrice ci ricorda che salvare una lingua significa salvare un modo unico di interpretare l’esistenza, essendo “il più potente strumento di condivisione di informazioni e stati d’animo… una mappa di come pensiamo, viviamo, ci capiamo (o non ci capiamo)” (dal risvolto di copertina). È il libro perfetto per chi ama viaggiare (anche solo con la mente): leggerlo significa intraprendere un cammino di consapevolezza, poiché ogni lingua diventa una finestra aperta su un mondo nuovo e lontano e l’Autrice, con la sua passione veramente contagiosa, è la guida ideale per non “perdersi”. Veronica Repetti è laureata magistrale in Scienze Linguistiche, dottoranda in Psicologia e Scienze Cognitive e fa parte del Laboratorio di Linguaggio e Cognizione presso l’Università̀ di Genova. Affianca lo studio rigoroso della linguistica a una divulgazione anticonvenzionale sui social, dove è conosciuta come “linguisticattiva”: un soprannome che riassume bene il suo stile, tra curiosità̀ vivace e ironia tagliente.

Paola Fanucci e Alberto Tintori – Il viaggio degli agrumi in Italia

Leo S. Olschki, 2025, pp. 330, € 29

“Il viaggio degli agrumi in Italia”, uscito per i tipi dell’editore fiorentino Olschki nella collana “Giardini e Paesaggio, è una rassegna appassionata sul patrimonio botanico e culturale del nostro Paese, un atlante storico e geografico che segue le innumerevoli varietà di limoni, arance e cedri tra le regioni italiane. Dalla lettura delle singole schede dedicate agli agrumi, impreziosite da uno splendido apparato iconografico, emerge come la cultura agrumicola non sia stata soltanto parte rilevantissima dell’economia nazionale, contribuendo allo sviluppo di aree altrimenti poverissime, ma abbia anche profondamente inciso sul paesaggio e sulla storia sociale, venendo alcuni agrumi addirittura inseriti nei blasoni araldici di famiglie nobili o negli stemmi di talune città. Dal Limone Ponzino all’Arancio di Pantelleria, dal Cedro Diamante al Limone antico di Favignana: un percorso nel tempo e nello spazio, reso possibile dal connubio tra la rigorosa ricerca storica e archivistica di Paola Fanucci e l’esperienza e la passione di Alberto Tintori, che conducono i lettori alla scoperta di antiche varietà, trasmesse e preservate di generazione in generazione, dando vita a una biodiversità del tutto peculiare, patrimonio naturale da proteggere. Nell’ultima parte dell’opera sono state riassunte per sommi capi e rese accessibili alcune indicazioni pratiche agronomiche sulla coltivazione degli agrumi, la cura delle piante e la potatura.