A cura di Michele Turazza

Kehinde Andrews – La nuova era dell’impero. Come razzismo e colonialismo governano ancora il mondo

Fandango Libri, 2025, pp. 404, € 22

La nuova era dell’impero

“Il neoliberismo è semplicemente una versione più estrema della società occidentale: era destino che il razzismo venisse enfatizzato in un regime economico che accresce vertiginosamente le disuguaglianze”.

Con il suo saggio “La nuova era dell’impero”, pubblicato in Italia da Fandango Libri, Kehinde Andrews – accademico e autore britannico di primo piano, attualmente professore di Black Studies presso la Birmingham City University – offre una critica radicale e quanto mai necessaria al mondo contemporaneo, sfidando l’illusione di vivere in una società “post-razziale” e sostenendo che l’imperialismo non sia affatto un ricordo del passato, ma una “forza” pervasiva che ha semplicemente mutato forma. Noto per la sua capacità di decostruire le narrative egemoniche, la sua voce è diventata un punto di riferimento per chiunque voglia approfondire le radici razziali del sistema economico globale, raccogliendo l’eredità dei giganti del radicalismo nero, da W.E. Du Bois ad Ava DuVernay, da Angela Davis a Frantz Fanon. Partendo dalla tesi secondo cui “l’Occidente è ricco perché il resto del mondo è povero”, l’Autore demolisce il mito autocelebrativo dell’Occidente fondato sulle rivoluzioni scientifiche e industriali: le sue reali pietre miliari sarebbero il genocidio, la schiavitù e il colonialismo e anche Istituzioni apparentemente neutrali come l’Onu o il Fmi agirebbero come strumenti di un capitalismo razzializzato che perpetua le disuguaglianze globali.

 

Mario Avagliano e Marco Palmieri – Voto alle donne!

Einaudi, 2026, pp. 440, € 22

Minuziosa ricostruzione della lunga e tortuosa battaglia per il suffragio femminile in Italia, con “Voto alle donne!”, Avagliano e Palmieri risalgono fino alle radici risorgimentali della lotta per i diritti, svelando come il contributo politico e sociale delle donne sia stato sistematicamente ignorato o ostacolato per decenni, in nome di un pregiudizio patriarcale che ha caratterizzato la legislazione italiana e di una storiografia focalizzata quasi esclusivamente su figure maschili, nonostante il ruolo cruciale delle donne durante le guerre mondiali, nella Resistenza e negli anni della Repubblica, periodi in cui dimostrarono un’innegabile capacità di gestione politica.

Basato su una pluralità di fonti eterogenee, la ricerca evidenzia come il suffragio non sia stato un dono concesso dall’alto ma una conquista faticosa, ottenuta grazie a mobilitazioni collettive intense e partecipate, che hanno condotto al primo esercizio del diritto del voto nel 1946, in occasione delle elezioni amministrative e successivamente del referendum istituzionale sulla scelta tra monarchia e repubblica. “Voto alle donne!” non si limita a un, pur efficace, resoconto storico, ma si interroga sul grado di maturità della nostra democrazia, che conosce tuttora forme ingiustificate di trattamento tra uomini e donne in ambito lavorativo e civile, mostrando come la parità di genere sia una componente essenziale della qualità democratica non ancora pienamente realizzata.

 

Luca Serianni – Grammatica italiana. Suoni forme costrutti

Utet Università, 2025, pp. 814, € 39

La Grammatica italiana di Luca Serianni, pietra miliare della linguistica pubblicata per la prima volta nel 1988, è tornata di recente in libreria per Utet Università in una nuova edizione curata dal prof. Giuseppe Patota, riaffermandosi come opera di riferimento imprescindibile per la storia della lingua italiana. Definita “grammatica narrativa”, le regole sono esposte al lettore non in pedanti elenchi ma contestualizzate storicamente, dalle origini latine fino alla tradizione scritta e all’uso linguistico comune, rendendo in tal modo la materia viva e accessibile a tutti: “Chi cerchi – avverte il curatore nell’Introduzione – il dispiegarsi di un atteggiamento impositivo o censorio rimarrà deluso: il più delle volte l’autore suggerisce una forma fondandosi non su una norma astratta e inamovibile, ma sugli usi statisticamente più rilevanti della comunità dei parlanti”.

Molteplici e varie le fonti utilizzate: non solo i classici della letteratura, ma anche libretti d’opera, canzoni, codici giuridici, quotidiani e persino la Settimana Enigmistica. La nuova edizione è arricchita da un glossario e una lista con circa 3000 dubbi linguistici risolti, ognuno dei quali rimanda al capitolo specifico per il necessario approfondimento delle soluzioni proposte. Inoltre, l’attenzione agli aspetti sociali della lingua permette di analizzare l’italiano comune in tutte le sue sfumature.

Luca Serianni (1947-2022) è stato uno dei maggiori linguisti italiani del Novecento; ha insegnato nelle Università di Siena, Messina e Roma “La Sapienza”, dove è stato nominato Professore emerito.

 

Giovanni Palombarini – Cavalcando la vita. Autobiografia di un giudice

Cierre Edizioni, 2025, pp. 250, € 16

Edito da Cierre Edizioni, il volume ripercorre settant’anni di storia italiana attraverso il racconto della vita del magistrato Giovanni Palombarini, intrecciando la memoria personale con l’impegno civile a difesa delle istituzioni democratiche e del garantismo penale: anche nei momenti emergenziali, infatti, l’attività del dott. Palombarini – che si è svolta su più sedi, fino alla Procura generale presso la Cassazione – ha abbracciato un metodo rigoroso, orientato al vaglio scrupoloso delle responsabilità individuali e al rispetto dei princìpi costituzionali. L’autobiografia è un tributo fondamentale anche all’esperienza di Magistratura Democratica, descritta come un laboratorio di idee volto a rendere la giustizia uno strumento di emancipazione per i più vulnerabili.

Sono pagine venate da una nobile indignazione contro le perduranti disuguaglianze quelle di Palombarini, osservatore curioso e sinceramente democratico, in cui ci consegna un testamento civile prezioso, ricordandoci che la fedeltà alla Costituzione è un esercizio quotidiano e costante di partecipazione e fiducia: “Vale la pena – sostiene l’Autore nell’Introduzione – nonostante le disillusioni, di ripercorrere, da un punto di vista personale, la Storia della Repubblica e dell’attuale fase di arretramenti. Se non altro per giustificare le nostalgie e apprezzare la luce delle speranze”.

 

Jamaica Kincaid – Passeggiata sull’Himalaya

Adelphi, 2025, pp. 211, € 14

“…da Katmandu alla volta di Tumlingtar, un villaggio nella valle del fiume Arun. Non eravamo in volo da tanto quando da città popolosa il paesaggio si tramutò in una distesa di alte colline verdi. Avrei chiamato le colline montagne, ma intorno alle colline, dietro alle colline, c’erano cime innevate ancor più alte”.

Partendo dal desiderio quasi ossessivo di raccogliere semi in Nepal per il proprio giardino nel Vermont, Jamaica Kincaid in “Passeggiata sull’Himalaya” (Adelphi) ci conduce in un viaggio che è sia fisico che metafisico, fondendo la precisione botanica con un’intensa esplorazione dell’anima.

Accompagnata da un team di esperti, l’Autrice affronta le fatiche di un trekking estremo tra paesaggi mozzafiato, attacchi di sanguisughe e incontri con guerriglieri maoisti, con la capacità di trasformare la cronaca in una riflessione profonda sui tasselli autobiografici a lei più cari tra cui l’eredità del colonialismo, la memoria familiare e la ricerca incessante di un Eden perduto.

Lettura preziosa che invita a perdersi per poi ritrovarsi, offrendo uno sguardo nuovo sul rapporto tra uomo, natura e storia, il volume incanta per la sua capacità di aprirsi alla meraviglia pur restando ancorato a una lucida consapevolezza sociale.

 

Telmo Pievani e Giuseppe Remuzzi – Dove comincia l’uomo

Solferino, 2025, pp. 278, € 18,50

Nato dall’incontro tra due delle voci più autorevoli della divulgazione scientifica italiana, l’evoluzionista Telmo Pievani e il medico Giuseppe Remuzzi, “Dove comincia l’uomo” (Solferino) è viaggio affascinante a ritroso nel tempo, fino alle nostre origini nel cuore dell’Africa, per spiegarci che la nostra salute, il nostro DNA e persino il nostro modo di pensare sono il risultato di una storia evolutiva complessa e imprevedibile. Gli autori ci mostrano che non siamo una specie “pura”, ma il frutto di ibridazioni con altre forme umane; l’eredità genetica non è solo un reperto del passato, ma influenza concretamente la nostra biologia attuale e ciò che ci rende davvero Sapiens non è una supposta superiorità ma un mix unico di linguaggio, cooperazione e altruismo.

“Tra migrazioni, ibridazioni, cambiamenti climatici e alberi genealogici di specie, in questo libro proveremo a raccontare gli ultimi aggiornamenti scientifici su alcune domande affascinanti che riguardano le nostre origini. Come è nata la specie umana? Quando è uscita dall’Africa? Cosa è successo quando ha incontrato altre forme umane recenti? Perché siamo rimasti l’unica specie umana sulla Terra 40 millenni fa?” (Dall’Introduzione)

“Dove comincia l’uomo” – acquisto obbligato per chiunque voglia comprendere il senso profondo dell’essere umani – non solo istruisce, ma emoziona, invitandoci a guardare alle sfide future dell’ambiente e della salute con una consapevolezza nuova, profondamente radicata nelle nostre radici comuni.

Telmo Pievani è professore ordinario di Filosofia delle Scienze Biologiche all’Università degli Studi di Padova. Dal 2017 al 2019 è stato Presidente della Società Italiana di Biologia Evoluzionistica, il primo filosofo della scienza a ricoprire questa carica.

Giuseppe Remuzzi dal 2018 è direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. Laureato in Medicina e specializzato in Ematologia e Nefrologia, è diventato primario nel 1999. È socio dell’Accademia dei Lincei, professore ordinario «per chiara fama» dell’Università Statale di Milano.

 

Knud Rasmussen – A nord di Thule

Iperborea, 2025, pp. 256, € 18,50

Recentemente pubblicato da Iperborea nella prestigiosa collana «Gli Iperborei», “A nord di Thule” raccoglie il diario della prima spedizione, iniziata nella primavera del 1912, quando Rasmussen partì dall’omonima e appena inaugurata stazione commerciale di Thule con altri tre compagni di viaggio su slitte trainate da cani, per mappare il Canale di Peary, nell’estremo nord della Groenlandia, con l’obiettivo di verificare l’esistenza di un braccio di mare tra la Groenlandia e la sua parte più a nord.

In un bianco e infinito deserto di ghiaccio, dove le temperature crollano a diverse decine di gradi sotto lo zero, l’Autore evidenzia l’apporto fondamentale della saggezza dei nativi inuit per la sopravvivenza, trasformando il viaggio in un’esperienza antropologica ed etnografica, di rara intensità: “Chi si aspetta – avverte però Rasmussen – di incontrare un’emozionante opera di intrattenimento rimarrà deluso [dal momento che] questo piccolo volume descrive la fatica e l’impegno incessanti per avanzare, giorno dopo giorno, cacciando ed esplorando in regioni sconosciute” (dall’Introduzione).

Curata da Bruno Berni e arricchita da mappe e fotografie originali, questa edizione è una testimonianza etica fondamentale che ricorda come la vera scoperta non passa per la conquista, ma per l’ascolto e il rispetto delle culture capaci di abitare ambienti estremi, immersi in una natura tanto meravigliosa quanto crudele. Degno di nota, il particolare stile dell’Autore, capace di alternare la precisione del documentarista a una prosa lirica e colta, dando vita a un classico imprescindibile per chiunque ami la letteratura di viaggio e la storia delle grandi esplorazioni.

 

Susanna Vezzadini (cur.) – Vittime ideali e vittime reali. Discorso politico e narrazioni mediatiche nelle società contemporanee

Bologna University Press, 2025, pp. 282, € 25

Costruito attorno alla dicotomia tra la “vittima ideale” – destinataria di compassione poiché conforme a precisi standard costruiti socialmente – e la miriade di “vittime reali”, condannate all’invisibilità istituzionale, in quanto considerate “non del tutto meritevoli” di tutela, il volume curato da Susanna Vezzadini è un contributo fondamentale allo studio scientifico delle vittime e dei processi di marginalizzazione ed esclusione dei soggetti più vulnerabili, coniugando sapientemente rigore accademico e impegno civile.

“Nella sua lettura trasversale – scrive la prof.ssa Patrizia Violi nelle Premesse al volume – e in certa misura sorprendente, consiste il grande merito di questo lavoro: renderci più consapevoli degli stereotipi che ormai abbiamo accettato come normali categorie interpretative e che ci impediscono di vedere quelle vittime “reali” che si discostano dalle nostre idealizzazioni”.

Dall’analisi dei molti casi studio riportati – dalle vittime di Boko Haram a Stefano Cucchi, dal caso Regeni ad Alan Kurdi – scopo dei contributi è alimentare e favorire il dibattito per approdare all’elaborazione di una vittimologia pubblica che, come auspica la curatrice nell’Epilogo “sappia mettere a disposizione un solido bagaglio culturale e nuove lenti interpretative” affinché i decisori politici possano implementare “interventi davvero capaci di fornire supporto e protezione a tutte le vittime, a ciascuna vittima”.

Susanna Vezzadini è professoressa associata per il settore scientifico disciplinare GSPS-07/B Sociologia del diritto e della devianza all’Università di Bologna dove è titolare dei corsi di Sociologia della devianza e criminologia, Laboratorio Giuridico 11 – casi di giustizia riparativa e Processi di vittimizzazione, politica e rappresentazioni mediali. È referente per il Polo Universitario Penitenziario dell’Ateneo istituito presso il carcere di Bologna, per i corsi di studio afferenti a Scienze Politiche e Sociali con riguardo ai percorsi universitari rivolti alle persone detenute o sottoposte a restrizione di libertà.

 

Piero Martinetti – La psiche degli animali

Prospero Editore, 2023, pp. 100, € 13

“…gli animali devono essere inclusi a pieno titolo nel campo del diritto e della morale, dal quale sono stati esclusi da buona parte del pensiero filosofico occidentale”.

“La psiche degli animali”, testo nato da una conferenza tenuta da Piero Martinetti nel 1920 presso la Società Milanese di Studi Filosofici e Religiosi, è oggi considerato il primo vero manifesto animalista del Novecento che esplora la vita interiore degli animali attraverso un’ottica interdisciplinare che unisce filosofia e psicologia scientifico-sperimentale, rifiutando sia il meccanicismo, che riduce l’animale a un automa, sia l’antropomorfizzazione forzata.

Centrale nel pensiero di Martinetti – filosofo di straordinario rigore morale che rifiutò di prestare il giuramento al regime fascista – è il riconoscimento dell’esistenza di una coscienza negli animali, oltre che di un’intelligenza e di una sensibilità che li rende capaci di provare gioia e dolore in modo del tutto affine all’uomo. L’implicazione etica è la necessità della loro inclusione morale e giuridica, superando i pregiudizi del pensiero occidentale e l’indifferenza delle religioni positive.

Punto di partenza fondamentale per chiunque voglia comprendere le radici della pietà verso gli animali e l’unità profonda che lega ogni forma di vita, “La psiche degli animali” viene riproposto in questa agile edizione da Prospero, nella collana il Mosaico.

Piero Martinetti (1872-1943) è stato filosofo e storico della filosofia. Docente liceale e poi universitario, insegnò all’Accademia scientifico-letteraria di Milano, divenuta nel 1923 il dipartimento di Lettere e filosofia dell’Università Statale. Intellettuale indipendente e anticonformista, nel 1920 fondò a Milano la Società di studi filosofici e religiosi, caratterizzata dallo spirito fortemente antidogmatico. Nel 1931 il rifiuto del giuramento di fedeltà al fascismo gli costò il pensionamento forzato dopo il quale si dedicò unicamente agli studi personali.

 

Biagio Santorelli – Storia della lingua latina

Carocci editore, 2025, pp. 304, € 33

Introduzione autorevole ma estremamente accessibile all’evoluzione del latino dalle sue origini fino alla tarda età imperiale, “Storia della lingua latina” di Biagio Santorelli (pubblicato da Carocci per la collana Studi Superiori), guida il lettore in un viaggio attraverso i secoli, analizzando la formazione e il consolidamento del sistema linguistico di Roma attraverso l’analisi di svariate fonti (epigrafiche, storiche, documenti d’uso quotidiano, opere letterarie). La lingua latina è considerata come un organismo vivo e polimorfo e ciò permette di osservare da vicino l’evoluzione dei vari livelli di analisi (fonetico, sintattico, ecc.), dimostrando come la codificazione “classica” rappresenti solo una delle molteplici facce della variegata realtà linguistica romana.

La lingua dell’antica Roma non era un blocco unico, ma un sistema influenzato da trasformazioni sociali e dal costante contatto con diverse culture locali, che ha generato una vasta gamma di varianti regionali, frammentando l’omogeneità comunicativa in base al contesto geografico; il suo studio “ci offre gli strumenti per spingerci più a fondo nella comprensione della cultura dei popoli che hanno fatto del latino lo strumento per comunicare e parlare di sé stessi” (dall’Introduzione).

Il volume – articolato in quattro capitoli che attraversano la storia romana, dalle origini preletterarie al latino cristiano e corredato da un utile glossario e materiali di approfondimento disponibili online – riesce nell’intento di dar conto della complessità del latino come fenomeno culturale, oltre che linguistico, in perenne mutamento, plasmato dalle interazioni tra il centro dell’impero e le sue periferie.

Biagio Santorelli insegna Storia della lingua latina all’Università di Genova. Si è occupato principalmente di satira latina e declamazione di età imperiale: ha pubblicato traduzioni, commenti e studi esegetici sulle Satire di Giovenale, sulle Declamazioni attribuite a Quintiliano, sulle Controversie di Seneca e sugli esperti di Calpurnio Flacco.