Rubrica a cura di Michele Turazza

Mirella Serri – Mussolini ha fatto tanto per le donne!
Longanesi, 2022, pp. 270, € 19,00.

Sul rapporto tra Mussolini e le donne molto è stato scritto, anche se a prevalere sono solitamente scritti edulcorati di nostalgici del regime o racconti che mancano di un serio retroterra di ricerca storica. “Mussolini ha fatto tanto per le donne!” di Mirella Serri – professoressa di Letteratura moderna e contemporanea e collaboratrice di Rai Scuola e Rai Cultura – colma un vuoto nel panorama editoriale italiano svelando i reali contorni del rapporto tutt’altro che risolto tra il capo del fascismo e il mondo femminile e “dimostrando [inoltre] che in realtà non amava per nulla le donne. Amava alcuni dei possibili ruoli femminili, forse. Ma per il resto le temeva”. I ruoli, dunque: ciò che le donne fanno e non ciò che sono. La loro spersonalizzazione, che sfociò in una serie di imposizioni e divieti emanati durante il Ventennio, si radicò talmente nella mentalità del tempo che non è affatto azzardato definire “maschilismo di stato” quello voluto e imposto da Mussolini: il suo peso opprimente ha attecchito nella mentalità degli italiani e le radici sono difficili da estirpare, anche a cent’anni dall’inizio della dittatura fascista. “Il passato maschilista condiziona ancora il presente in un continuo viavai. Si può veramente dire che il Duce ha fatto tanto per le donne”. Anche, ad esempio, farle vergognare di essere chiamate con la carica che ricoprono declinata al femminile.  

Leonardo Morlino e Michele Sorice (a cura di) – L’illusione della scelta. Come si manipola l’opinione pubblica in Italia
LUISS University Press, 2021, pp. 470, € 26,00.

Temi come la formazione dell’opinione pubblica e la sua manipolabilità sono centrali nel dibattito politico contemporaneo, in particolare da quando, venuto meno il collante delle ideologie che convogliavano consensi attorno a “poli” ben determinati e stabili nel tempo, i partiti, si registra una maggiore volatilità nel formarsi e nel mantenimento delle opinioni, le quali sono, tra l’altro, pesantemente influenzate dallo sviluppo senza precedenti dei mass media e delle nuove tecnologie. Il confine fra influenza e manipolazione, però, non sempre è ben definito, soprattutto quando sono esercitate a fini politici: “la manipolazione presenta essenzialmente due caratteristiche: è nascosta nei confronti di un pubblico inconsapevole ed è intenzionale da parte dell’attore”. Pubblicata per i tipi della Luiss University Press, la ricerca di Leonardo Morlino e Michele Sorice si propone come “strumento indispensabile per comprendere il tempo presente e i nuovi fenomeni politici dovuti alle profonde trasformazioni tecnologiche e culturali di questi ultimi decenni”, offrendo originali materiali di studio sul rapporto tra manipolazione e ricerca del consenso elettorale, con particolare riferimento all’Europa occidentale e alla realtà politica italiana, analizzata mediante una rigorosa ricerca empirica condotta considerando i principali quotidiani nazionali e alcuni social media.

Isabella Poggi – Psicologia della comunicazione. La mente, il corpo, gli altri
Mondadori Università, 2022, pp. 618, € 54,00.

“Non si può non comunicare” è il primo dei cinque assiomi di Paul Watzlawick, celebre psicologo della scuola di Palo Alto. Si comunica in svariati modi e per innumerevoli motivi. Una comunicazione efficace è fondamentale in ogni tipo di attività, in quanto permette di essere compresi e raggiungere determinati obiettivi. È certo, però, che non ci si improvvisa comunicatori, soprattutto nel lavoro in polizia. “Psicologia della comunicazione” di Isabella Poggi (Università Rome Tre) si rivela un sussidio fondamentale destinato a chiunque voglia acquisire piena consapevolezza dei complessi processi comunicativi in cui ogni giorno si è immersi, spiegando, con un ricco apparato di esempi, i meccanismi del comunicare in ambiti diversi. L’Autrice si sofferma non soltanto sulla comunicazione verbale, ma anche su quelle forme comunicative che coinvolgono il corpo. Il manuale può fornire anche all’operatore di polizia, chiamato ad intervenire in contesti eterogenei, tutte le conoscenze teoriche necessarie al fine di saper affrontare le innumerevoli situazioni problematiche in cui, molto spesso, la comprensione dell’interlocutore mediante l’instaurazione di una relazione comunicativa adeguata, consente di evitare il ricorso all’uso della forza.

Kerri Maher – La libraia che salvò i libri
Garzanti, 2022, pp. 316, € 17,90.

“Joyce e il suo romanzo esiliato avevano bisogno di tutto l’aiuto possibile. Sylvia si ripromise di essere una delle persone – una delle donne, in realtà – che avrebbero dato un aiuto per far pubblicare il romanzo. L’Ulisse era una battaglia per cui valeva la pena arruolarsi”. Lo sapeva bene, Sylvia, cresciuta con l’amore per i libri e per la libertà, refrattaria ad ogni censura, ad ogni bigotto conservatorismo. Nella sua piccola libreria nascono amicizie letterarie ed è proprio grazie a questo fecondo clima culturale e alla sua ostinazione che riesce, sostenuta da intellettuali del calibro di Ernest Hemingway e Ezra Pound, nella titanica impresa di dare alle stampe e diffondere l’Ulisse di Joyce, bollato negli Stati Uniti come opera immorale. Sullo sfondo della Parigi degli anni Venti del secolo scorso, Kerri Maher, traendo spunto dalla vera storia di Sylvia Beach, tratteggia sapientemente il quadro di una società in pieno fermento, dove il cambiamento è sovente considerato una minaccia all’ordine costituito. A dare coraggio a Sylvia sono il potere dei libri e della letteratura. “La libraia che salvò i libri” è un meta-libro, un romanzo sui libri, venduto in oltre quindici paesi: “Un inno alla letteratura che va difesa ad ogni costo” (dal risvolto di copertina).

 

 

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