Rubrica a cura di Michele Turazza

Nurit Peled-Elhanan – La Palestina nei testi scolastici di Israele
Edizioni GruppoAbele, 2021, pp. 286, € 19,00.

A dieci anni dalla sua prima edizione torna il fondamentale studio di Nurit Peled-Elhanan che aiuta a comprendere il rapporto profondo tra Israele e la Palestina offrendo uno spaccato valido ovunque del rapporto tra scuola e società.
Il volume approfondisce come i libri di testo scolastici israeliani rappresentino la Palestina e i palestinesi, nella convinzione che “costituiscano potenti mezzi mediante cui lo Stato può configurare le forme di percezione, classificazione, interpretazione e memoria necessarie a determinare identità individuali e nazionali” (dalla Prefazione).
Attraverso una lettura critica della “narrazione” ufficiale riportata nei manuali di storia, geografia ed educazione civica, l’Autrice rileva come essi non riservino alcuno spazio ai cittadini Palestinesi di Israele, se non in chiave negativa, potendo pertanto essere considerati come strumenti di disumanizzazione di un intero popolo.
Nurit Peled-Elhanan è docente presso la facoltà di Scienze dell’educazione linguistica dell’Università ebraica di Gerusalemme. Nel 2001 il Parlamento europeo le ha conferito il Premio Sacharov per la libertà di pensiero e i diritti umani. Membro dell’associazione israelo-palestinese Bereaved Parents for Peace, è tra i fondatori del Tribunale Russell sulla Palestina, istituito nel 2009.

Yasmina Khadra – Le rondini di Kabul
Sellerio editore Palermo, 2021, pp. 232, € 14,00.

“Oggi invece cosa si vede per le strade di Kabul? Dispiacere, dispetto, disperazione, vera e propria paura negli sguardi di un popolo preso in ostaggio… e odio, disprezzo, tirannia incarnati in energumeni che hanno rinunciato alle gioie di questo mondo e scelto di avvelenare la vita altrui: i talebani. […] Le rondini di Kabul non torneranno ad annunciare la primavera degli uomini […] ogni canto è interdetto”.
Questo romanzo di Mohamed Moulessehoul, pubblicato vent’anni fa, dopo l’inizio della missione americana in Afghanistan, viene ora riproposto per i tipi di Sellerio, integrato da una nota inedita dell’Autore. Attraverso le storie dei protagonisti – Mohsen e Zunaira, Atiq e Mussarat – parla della vita quotidiana a Kabul nel 1998 sotto il terribile regime dei talebani.
Yasmina Khadra, pseudonimo di Mohamed Moulessehoul, è uno scrittore stimato e apprezzato nel mondo intero. Nato in Algeria nel 1956, è stato ufficiale dell’esercito. Dopo aver suscitato la disapprovazione dei superiori con i suoi primi libri, ha continuato usando come pseudonimo il nome della moglie. Nel 1999 ha lasciato l’esercito svelando così la sua vera identità, scegliendo di trasferirsi e vivere in Francia.

Giulia Guazzaloca – Umani e animali. Breve storia di una relazione complicata
Il Mulino, 2021, pp. 212, € 14,00.

Nella pubblicistica dedicata agli animali, mancava un lavoro, con taglio storico, sul loro rapporto con gli umani: tale vuoto è stato colmato da un recente e gradevolissimo volumetto di Giulia Guazzaloca, professoressa di Storia contemporanea all’Università di Bologna, che, dopo aver efficacemente affrontato a mo’ di introduzione le implicazioni etico-filosofiche sottese alla questione animale, si sofferma sui principali nodi della “relazione complicata” tra esseri umani e animali.
Con la crisi dell’antropocentrismo e l’inizio della considerazione dell’animale come essere vivente e senziente, inizia nell’ottocento a prender forma il movimento protezionista che si “istituzionalizza” successivamente dando vita in Europa alle prime associazioni per la protezione degli animali. Da allora i “pets” sono entrati sempre più prepotentemente nelle diverse “manifestazioni” dell’umano, contribuendo allo sviluppo di nuove categorie concettuali e al ripensamento di altre. Dall’utilizzo degli animali durante le guerre alla vivisezione, dai rapporti tra vegetarianismo, animalismo e femminismo alle mobilitazioni contro la sofferenza animale, “Uomini e animali” rappresenta un contributo fondamentale, rigoroso ma accessibile, per comprendere come, in fondo, la storia umana e quella animale viaggino sovrapposte, intrecciandosi inscindibilmente.

Ferruccio Pinotti – La setta divina
Piemme, 2021, pp. 488, € 19,90.

Cosa si nasconde dietro al movimento dei focolari? Quali sono le contraddizioni che cela questo gruppo di “fedeli” e quali i meccanismi che regolano i loro rapporti? Come viene trattato e considerato chi se ne allontana? Ferruccio Pinotti, dopo aver coraggiosamente denunciato per primo in Italia le derive settarie di Opus Dei e Comunione e Liberazione, torna con un’altra scottante inchiesta su uno dei movimenti carismatici più noti (almeno mediaticamente) ma in realtà meno conosciuti: i focolari. Il sottotitolo “Tra misticismo, abusi e potere” traccia il solco entro cui si è svolta la ricerca.
Attraverso numerosi documenti e testimonianze, Pinotti cerca di squarciare il velo che copre questa realtà ecclesiale, fondata dalla maestra trentina Chiara Lubich nel 1943 e che oggi conta circa due milioni di aderenti in quasi tutti i Paesi del mondo. Molti ex appartenenti hanno affidato alla penna di Pinotti la loro drammatica esperienza vissuta nel movimento, fatta anche di manipolazioni psicologiche e sfruttamento del lavoro. Chiudono il volume due interviste a Margaret Karrem e a Jesus Moràn Cepedano, rispettivamente Presidentessa e vice presidente del movimento.
Un libro necessario, frutto di un lavoro meticoloso, sul campo, portato avanti da uno dei massimi giornalisti d’inchiesta italiani: classe 1959, Ferruccio Pinotti dopo aver lavorato diversi anni per l’Arena, il giornale di Verona, attualmente scrive per il Corriere della Sera.

 

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