Rubrica a cura di Michele Turazza

Giorgio Cella – Storia e geopolitica della crisi ucraina
Carocci editore, 2021, pp. 349, € 36,00.

“… come emergerà dalle pagine di questo libro, la complessa contesa per l’Ucraina è in realtà anche il prodotto di un sovrastante scontro tra potenze: tra le loro diverse visioni geopolitiche e i loro divergenti e supremi interessi strategici” (dall’Introduzione).
Si rivela di drammatica attualità questo passo del volume di Giorgio Cella, uscito per i tipi della Carocci prima dello scoppio della rovinosa guerra in quella “terra di confine” tra Europa e Federazione russa. I fattori di instabilità hanno radici nel passato e l’Autore ne dà dettagliatamente conto. Frutto di una ricerca, anche sul campo, durata anni, il volume si sottrae al clamore dell’informazione quotidiana e all’appiattimento sull’attualità, per ricostruire in tutte le sue sfumature la storia di quest’area periferica, ma cruciale, del Vecchio Continente. Ed è proprio questo il suo punto di forza: un rigoroso approccio storico, arricchito da acute analisi geopolitiche, che permette al lettore attento di addentrarsi nella complessità della realtà ucraina, fornendogli le chiavi interpretative necessarie per una migliore comprensione dei tragici eventi degli ultimi mesi.
Dottore di ricerca, Giorgio Cella svolge attività di docenza presso l’Università Cattolica di Milano; è stato osservatore elettorale Osce in Ucraina nel 2019 e in Georgia nel 2021.

Jordan Ellenberg – Forma
Ponte alle grazie, 2022, pp. 537, € 23,00.

 Quello di Jordan Ellenberg, professore di Matematica all’Università del Wisconsin-Madison è un meraviglioso e divertente viaggio alla scoperta della geometria nascosta “nei dati, nella società, nella politica, nell’informazione, nell’universo e in molti altri posti”, come specifica il sottotitolo del volume, caratterizzato da una prosa agile e accattivante.
“Viviamo in una fervida metropoli geometrica di portata globale. La geometria non si trova da qualche parte al di là dello spazio e del tempo, bensì qui con noi, mischiata ai ragionamenti della vita quotidiana” (dall’Introduzione).
Teoremi e postulati memorizzati sui banchi del liceo prendono vita per spiegare il mondo che ci circonda, in un’originale contaminazione tra saperi. Ecco allora che la geometria può aiutare a capire come si è diffusa la recente pandemia; quali sono i meccanismi dell’intelligenza artificiale, della finanza, persino della poesia. La geometria di Ellenberg “non è pubblicizzata quanto meriterebbe. La geometria non è Euclide, e non lo è da molto tempo. Non è un pezzo da museo che sa di aula scolastica, ma una materia viva che oggi si muove più velocemente che mai”.

Michele Prospero – L’antipolitica come professione
FrancoAngeli, 2021, pp. 330, € 33,00.

“Crisi” è forse il termine che più di ogni altro viene associato a “politica” in quel periodo che gli studiosi hanno battezzato “Seconda Repubblica”. Non c’è articolo, intervista, servizio televisivo, sito web che non azzardi interpretazioni, fondate o meno, sui motivi di questa “crisi della politica”, dagli anni ’90 in poi. Una plausibile spiegazione può essere quella proposta da Michele Prospero, professore di Filosofia politica alla Sapienza di Roma, nel suo libro “L’antipolitica come professione”. Secondo lo studioso, l’antipolitica sarebbe il primo elemento costitutivo dell’attuale sistema politico italiano, che si configurerebbe come esito di “stratificazioni di diverse ondate di antipolitica”, dalla prima, che si proponeva di spazzar via il vecchio sistema dei partiti, a quella più recente, che ha visto trionfare alle urne due populismi. Antipolitica e populismo sono due facce della stessa medaglia che, in un circolo vizioso, inquinano il dibattito democratico e l’azione politica, favoriscono la disuguaglianza sociale, conducono a investiture personali di diversi leader “carismatici” e sovranisti, svuotano il ruolo del Parlamento riducendolo a mera osservanza di forme.

Alessandro Guida – Il “nuovo” Cile dei militari
Ombre Corte, 2021, pp. 315, € 25,00.

“Lo scopo del presente lavoro – precisa l’Autore – è quello di contribuire a mettere in evidenza come quello cileno sia stato qualcosa di molto più complesso di un regime del terrore guidato da gorilla dediti a pratiche di sterminio”.
Sono ormai molti gli studi sulla sanguinaria Giunta militare cilena che nel 1973 rovesciò il governo di Salvador Allende con un colpo di stato, instaurando una dittatura del terrore con l’esercizio costante di violenze e repressioni. Altrettanto studiato il fenomeno dei desaparecidos, lo sterminio di coloro che il regime considerava oppositori. Tutto ciò però fu reso possibile anche grazie a una costante operazione manipolatoria della popolazione, una guerra psicologica condotta con ogni mezzo avvalendosi di esperti in comunicazione, psicologia e sociologia, in nome dell’ideologia della sicurezza nazionale: le coscienze andavano plasmate e in qualche modo “convertite” anche, e soprattutto, sul piano ideologico e culturale.
La ricerca di Alessandro Guida – docente di Storia delle relazioni interamericane all’Università Orientale di Napoli – si riallaccia a recenti filoni di ricerca che tentano un “recupero della dimensione politica, economica e sociale della storia latinoamericana, liberandola da una condizione di subalternità rispetto alle dinamiche del contesto internazionale”.

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