Rubrica a cura di Michele Turazza

Mauro Barberis – Ecologia della rete. Come usare internet e vivere felici
Mimesis, 2021, pp. 202, € 18,00.

“[…] le migliori menti della mia generazione – o le peggiori, secondo i punti di vista – si sono chieste se per avventura non siamo alla vigilia dell’avvento di un’altra specie, post-, trans- o super-umana, nata dall’ibridazione fra gli umani e le macchine. […] Il problema vero, in realtà, è il cambiamento della forma di vita umana attuale: la sua disumanizzazione già qui e ora” (dal Prologo).

Pensato come saggio divulgativo, ultimo di una trilogia di volumi dedicati al rapporto complesso tra internet, libertà e democrazia, “Ecologia della rete” di Mauro Barberis, docente di Filosofia del Diritto all’Università di Trieste, dimostra come il digitale non sia soltanto una tecnologia, ma soprattutto un ambiente vitale che, imponendo una propria economia, richiede, come rimedio, una propria ecologia, basata su un quadro di regole semplici e condivise. Perché, in fondo, c’è in gioco l’essenza stessa della democrazia, che vede il proprio pilastro nella partecipazione attiva e consapevole dei cittadini.

“Internet va bene – ammonisce l’Autore – sinché arricchisce la vita, l’esperienza e la cultura di ognuno di noi. Va male, invece, quando la impoverisce, la strumentalizza, la monetizza”.

 

Luca Serianni – Parola di Dante
Il Mulino, 2021, pp. 192, € 15,00.

Quanto è stata dirompente l’opera di Dante, e in particolare la Divina Commedia, per la lingua italiana? Quali sono i termini inventati dal sommo Poeta o quelli che, invece, sono stati da lui per la prima volta usati in forma scritta nella lingua volgare? E quali parole, oggi, hanno un significato del tutto diverso? Cerca di rispondere a queste domande l’ultimo libro del professor Luca Serianni, emerito di Storia della lingua italiana alla Sapienza di Roma, che ha raccolto in questo godibilissimo compendio commentato alcune parole tratte dalle cantiche della Commedia, autentico serbatoio linguistico non soltanto per i letterati, ma anche per i ceti più umili: “C’è materia, dunque, per guardare da vicino le parole della Commedia, percorrendone in varie direzioni il lessico: inevitabilmente attraverso assaggi, che però mi auguro possano dare un quadro adeguato dell’insieme”. Obiettivo del tutto raggiunto, poiché il libro si sofferma su alcuni casi esemplari, alcuni molto noti, altri meno, avvicinando i lettori al genio linguistico dantesco, la cui centralità nell’italiano contemporaneo è da tempo riconosciuta per aver dato vita al “vocabolario fondamentale”, ossia alle parole di uso più frequente sia nei testi scritti che nel parlato.

Nico Piro – Corrispondenze afghane. Storie e persone in una guerra dimenticata
Poets&Sailors, 2019, pp. 302, € 22,00.

Leggere i libri sull’Afghanistan di Nico Piro, inviato speciale del Tg3, è un’immersione completa nella tragica realtà della guerra, raccontata senza filtri, in prima persona, per aver visto e toccato con mano, per aver vissuto fianco a fianco col popolo afghano e condiviso lo stesso cielo, la stessa aria. Una guerra senza senso, durata più delle guerre mondiali, già dimenticata e costata centinaia di miliardi di dollari e vite umane. Il ritorno dei talebani, avvenuto in una manciata di giorni nello scorso agosto, è l’esito di una serie di errori, di una strategia assente, dell’illusione dell’Occidente di esportare altrove i propri modelli culturali. Ma come è stato possibile? La risposta è nel racconto minuzioso di vent’anni di conflitto, nei libri profetici di Piro: “Afghanistan. Missione incompiuta 2001-2015” (di cui la Poets&Sailors ha curato la seconda edizione, uscita nel 2021) e il seguito, “Corrispondenze afghane”, entrambi finanziati grazie a campagne di “crowdfunding”. Due lavori fondamentali per comprendere appieno la realtà afghana e la vita quotidiana di milioni di persone ormai prive di tutto. Perché alla guerra e ai suoi orrori non ci si abitui mai.

Andrea Antonilli e Francesca Di Muzio (a cura di) – La società della vittimizzazione
FrancoAngeli, 2021, pp. 386, € 40,00.

Il testo, curato da Andrea Antonilli (professore di Criminologia e vittimologia) e Francesca Di Muzio (penalista, docente di procedura penale ed esperta di violenza di genere) ha l’obiettivo di proporre una riflessione sui processi di vittimizzazione e sulle dinamiche ad essi sottese, tipici di una società in rapido divenire e sempre più “iperconnessa”, grazie a una lettura multidisciplinare a cui hanno contribuito numerosi esperti, sociologi, psicologi e giuristi. La suddivisione del volume in brevi capitoli, ognuno dedicato all’analisi della vittimizzazione in contesti eterogenei, seguiti da un’ampia bibliografia, lo rende non soltanto utile strumento di approfondimento teorico per tutti gli operatori, sociali e della sicurezza, impegnati a trattare con le vittime, ma anche indispensabile guida operativa che non tralascia le recenti acquisizioni in tema di prevenzione e giustizia riparativa. Filo rosso del lavoro, comune a tutti i contributi, è la considerazione della estrema complessità della nozione di vittima – status che chiunque nel corso della vita può assumere – e della scienza vittimologica, disciplina senza una lunga tradizione di studi nel nostro Paese.

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