In una Italia lacerata dagli “anni di piombo” e dalle trame della strategia della tensione, Franco Fedeli si impegnò ad abbattere il muro di isolamento che circondava le Forze dell’ordine. Partigiano nel cuore, visionario coraggioso nella professione, fu tra i primi a intuire che la democrazia del nostro Paese doveva passare inevitabilmente per la democratizzazione della Polizia

di Mario Bruno Piras

Noi carbonari abbiamo realizzato il sogno di rivoluzionare un braccio militare dello Stato grazie a Franco Fedeli, oltre che alla Federazione Unitaria Cgil, Cisl e Uil. Tuttavia, è un compito arduo scrivere di Franco e delle riviste da lui fondate, Nuova Polizia e riforma dello Stato e Polizia e Democrazia, sintetizzando in un articolo quale sia stato il loro valore. Un archivio eccezionale quello della Rivista e un tentativo straodinario e di qualità il libro realizzato da M. Turazza, M. Di Giorgio, A. Fedeli, N. Labanca, A. Mazzei e M. Scipolo, mio malgrado insufficienti per descrivere i meriti del grande giornalista a causa della vastità dei contenuti prodotti e promossi da Franco e per la sua levatura.

Vicedirettore di Ordine pubblico e autore di “Sindacato di Polizia” (1975) e “Da sbirro a tutore della legge” (1981), Franco collaborò con Paolo Pozzesi alla stesura del libro “Eroi senza Medaglia” (1984). E ancora, contribuì alla nascita del Comitato delle mogli dei poliziotti del quale ricordo uno striscione esposto nel ’77 al Palazzo dello Sport dell’EUR che recitava: “Le mogli dei poliziotti unite nella lotta per il sindacato unitario di P.S.”.

Fu un giornalista libero, indipendente e onesto; diede voce ai bisogni di una categoria speciale, quale la nostra, e comprese appieno l’importanza di difendere il Paese dagli attacchi dei poteri forti, mantenendo sempre viva l’attenzione dell’opinione pubblica sui pericoli che correva la democrazia. Con le sue riviste e un lavoro certosino ha soddisfatto la sete d’informazione all’interno dei settori militari, che erano emarginati dallo stesso Stato Italiano. L’attività giornalistica di Franco costituì, pertanto, un…