La CPI ha di recente svolto significative indagini per individuare i responsabili delle gravi atrocità commesse nel contesto del conflitto armato russo-ucraino ed israelo-palestinese. A seguito dei mandati di arresto emessi nei confronti di Vladimir Putin e Benjamin Netanyahu la Corte ha, però, subìto violenti attacchi e ritorsioni. È davvero a rischio il suo operato?

Tentativi di creare una giustizia penale internazionale
In passato, molti degli sforzi volti a creare una corte penale internazionale permanente per giudicare gli autori di gravi crimini internazionali fallirono, in specie per la forte ritrosia degli Stati ad accettare intromissioni nella gestione della giustizia penale. Solo a seguito della creazione, da parte delle forze vincitrici del secondo conflitto mondiale, dei tribunali internazionali militari e del successo dei processi celebrati a Norimberga ed a Tokyo, la spinta a creare una corte penale internazionale riprese vigore.
La insanabile frattura della comunità internazionale determinatasi durante la Guerra Fredda portò ad una lunga fase di stallo nei negoziati. Un decisivo impulso per il consolidarsi di un sistema di giustizia penale internazionale si ebbe con la creazione, ad opera del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, del Tribunale penale internazionale per i crimini commessi nella ex Jugoslavia (ICTY), istituito con la risoluzione n. 827/1993. Un anno dopo, con la risoluzione n. 955/1994, il Consiglio di Sicurezza creò un nuovo Tribunale penale internazionale, competente a giudicare i responsabili del genocidio commesso in Ruanda (ICRT).

La nascita della CPI
La positiva esperienza dei menzionati Tribunali ad hoc portò, dopo lunghe trattative, alla convocazione a Roma, di una importante Conferenza diplomatica in seno alle Nazioni Unite, alla quale parteciparono le delegazioni di oltre 160 Stati e di più di 250 organizzazioni non governative.
Il 17 luglio 1998 veniva finalmente approvato a Roma lo Statuto istitutivo della……

di Ivan SalvadoriUniversità di Verona