COMUNICATO STAMPA ASPMI

Roma, 05 aprile 2022

L’Associazione Sindacale Professionisti Militari (ASPMI) ha inviato una lettera aperta al noto giornalista Corrado Formigli, conduttore del talk di approfondimento politico e giornalistico “Piazza Pulita”, in onda ogni giovedì su LA7.

Nel corso della trasmissione del 31 marzo scorso, si è discusso di trattamento pensionistico dei militari insieme al prof. Tito Boeri, ex Presidente dell’INPS e stimato economista, nonché accademico.

Ebbene, questa Associazione ha rilevato un dibattito approssimativo su quello che riguarda i trattamenti pensionistici delle donne e degli uomini in divisa, definendoli “ultra generosi”.

La conversazione si è poi ampliata alla Spesa militare che, in queste ultime settimane, sta animando il dibattito politico. Ne è emersa un’analisi un po’ troppo semplicistica rispetto alla complessità della materia.

Alla luce di quanto ravvisato, abbiamo deciso di inviare una missiva, al fine di riportare la narrazione fatta dalla trasmissione su binari più in linea con quello che è l’intricato mondo della spesa militare; con la speranza che, nel corso della prossima messa in onda, il dott. Formigli voglia dare lettura di quanto segue e dare voce anche all’altra parte in causa, che non è stata rappresentata in trasmissione. Dando così spazio ad un contraddittorio necessario quando si fa informazione.

Di seguito, riportiamo il contenuto della lettera indirizzata al dott. Formigli.

 

Gentile Dottor Corrado Formigli,

l’Associazione Sindacale Professionisti Militari (ASPMI) segue da sempre e con molto interesse “Piazza Pulita”, la trasmissione che Lei con grande professionalità conduce.

Nella Sua trasmissione abbiamo sempre riscontrato un grande confronto, mai di parte e soprattutto sempre molto schietto nella dialettica. Inoltre, anche i Suoi ospiti sono sempre all’altezza del contesto di discussione.

Tuttavia, ci duole presentarLe lo sbalordimento del personale che questa Organizzazione Sindacale rappresenta, in merito all’intervento del Prof. Tito Boeri, ospite della Sua trasmissione del 31 marzo u.s. 

Il Prof. Boeri risulta professionista stimato e di grande competenza, difatti proprio per la stima professionale riconosciuta al professore, le sue affermazioni in merito ad organici e trattamento pensionistico dei militari sono risultate particolarmente faziose.

Il prof. Boeri, forse anche uscendo fuori da ciò che era il tema della trasmissione e del complesso mondo della spesa militare, ha, evidentemente, mescolato gli argomenti di cui si compone il bilancio della Difesa.

In effetti la cd “spesa militare” è assai complessa. Possiamo dividerla grossolanamente, per esigenza di sintesi, in tre tronconi: Spese per gli investimenti; Spese per l’esercizio e Spese per il personale. Come, ovvio, sulla scelta politica di dotarsi di maggiori armamenti questa Organizzazione Sindacale, pur nutrendo una propria opinione, non ha alcuna competenza nel merito delle decisioni, poiché esse attengono ad un piano decisionale politico e strategico.

Ma giacché nel corso della trasmissione si è parlato di trattamenti pensionistici per il personale militare “ultra generosi”, facendo anche degli esempi non riscontrabili nell’odierno vigente sistema pensionistico, abbiamo percepito l’argomento come un “colpo basso” inferto al personale militare che, diuturnamente, svolge il proprio dovere e la cui efficienza del servizio istituzionale svolto è universalmente riconosciuta.

Il sistema pensionistico del personale militare discende dalla Legge 8 agosto 1995, n. 335, ed è il medesimo sistema pensionistico per tutto il pubblico impiego italiano, pertanto, semmai, per il personale militare, senza voler entrare nel tecnicismo del provvedimento, si riscontrano palesi e chiari svantaggi determinati da alcuni limiti anagrafici.

La presente missiva non vuole essere uno strumento tecnico per spiegare le discriminazioni che l’attuale sistema pensionistico genera nei confronti del personale militare, peraltro non rappresentato nel corso della trasmissione, ma una doglianza su quello che è sembrato più un attacco nei confronti del personale militare, che la tesi di un economista, atta a presentare ipotesi di ottimizzare la spesa per gli armamenti.

In effetti, a norme vigenti, qualora si volesse discutere di razionalizzare le risorse pubbliche per le pensioni, per il personale militare, bisognerebbe evidenziare le forme di disuguaglianze a scapito di questi ultimi, rispetto alla generalità del pubblico impiego. Tuttavia, siamo anche convinti che non era evidentemente questo l’obiettivo del Prof. Boeri, tanto meno la tematica della Sua trasmissione, pertanto le chiediamo, per amor di verità nei confronti del personale da noi rappresentato, di voler fugare ogni dubbio, dal dibattito –  dando atto della presente nel corso di una prossima trasmissione -, espungendo dalla legittima tesi di razionalizzare la spesa per gli armamenti  il tema della riforma pensionistica che è di tutt’altro evidente impatto sociale.

RinnovandoLe l’apprezzamento per quanto svolto nel corso della Sua trasmissione, rimaniamo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento al riguardo.

Cordialmente,

Associazione Sindacale Professionisti Militari (ASPMI)

 

 

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