(LNews – Milano, 26 mag) L’assessore alla Sicurezza di Regione Lombardia, a seguito delle notizie apparse sulla stampa riguardo l’impossibilità delle Polizie locali di usare il Taser, diffonde la nota che segue.

Con la Legge regionale n. 8 del 25 maggio 2021, il Consiglio di Regione Lombardia approvava un emendamento che introduceva nelle dotazioni strumentali delle Polizie locali lombarde i dissuasori di stordimento a contatto, denominati ‘Stun Guns’.

 

La Corte Costituzionale ha bocciato, con la sentenza 126 del 6 aprile, depositata il 24 maggio, tale oggetto inserito nella legge, equiparandolo a un’arma e non a uno strumento di difesa.


Questo pronunciamento della suprema Corte nulla ha a che fare con il Taser, autorizzato alle Polizie locali dei capoluoghi di provincia o ai comuni al di sopra dei 100.000 abitanti, dal decreto legge del 4 ottobre 2018, convertito con modificazioni dalla legge 1 dicembre 2018, n 132.

 

Infatti, a tal proposito, su sollecitazione della Lombardia, in data 11 maggio, la Conferenza unificata Stato-Regioni ha approvato l’Accordo, della sopra citata legge, tra il Governo, le Regioni e le Autonomie locali sulle ‘Linee generali adottate in materia di formazione del personale e di tutela della salute’. Tale Accordo riguarda specificatamente l’utilizzo del Taser da parte delle Polizie locali dei comuni capoluogo di provincia o con popolazione superiore ai 100 mila abitanti.

 

Sulla base dell’intesa approvata e comunicata dalla Conferenza, da subito i comuni, inseriti nella legge, devono concordare un’intesa di sperimentazione con l’ATS e adottare un regolamento di sperimentazione in base a tale intesa con l’ATS. Effettuata, quindi, la formazione e vigente il regolamento comunale di sperimentazione, può partire l’uso sperimentale per sei mesi per due unità di Taser.

 

Alla fine dei sei mesi di sperimentazione, il Consiglio comunale può adottare il regolamento di dotazione definitiva di tali strumenti a impulso elettrico, sempre nel rispetto dell’intesa della Conferenza che ci è stata oggi comunicata.

Per gli altri comuni, non si può partire senza l’individuazione di caratteristiche e criteri rimessi al Ministero degli Interni.


Quindi le Polizie locali che ne hanno diritto possono continuare il loro iter per fornire ai propri agenti la pistola ad impulsi e Regione Lombardia sarà al loro fianco per guidarli nell’iter.

 

L’auspicio è che i comuni fino a 30.000 abitanti possano essere inseriti tra i beneficiari di questo strumento di difesa, che già oggi ha salvato molti rappresentanti delle forze dell’ordine. (LNews)

 

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