C’è una forte relazione tra l’elemento territoriale e il fenomeno persecutorio, tuttavia lo spazio urbano può e deve passare da potenziale teatro della minaccia a risorsa intelligente e resiliente, capace di garantire protezione e tutela per le vittime di stalking. Affrontare il fenomeno con uno “sguardo urbano” non significa solo rendere le città più sicure ma anche più vivibili per tutti
Lo stalking è, nella sua essenza, un fenomeno relazionale. Sebbene le definizioni criminologiche e giuridiche non richiedano l’esistenza di un legame tra autore e vittima, nella maggior parte dei casi tale rapporto esiste e ha natura affettiva. Non sorprende, dunque, che le condotte persecutorie si sviluppino soprattutto in contesti interpersonali o all’interno della sfera familiare, alimentando la percezione che lo stalking sia una questione privata, confinata tra le mura domestiche e, quindi, estranea allo spazio urbano.
Questa visione rischia di essere parziale. Lo spazio urbano non è neutrale rispetto alle condotte persecutorie ma ambivalente. Può infatti favorire lo stalker, offrendo luoghi per pedinamenti, appostamenti e sorveglianza oppure diventare un contesto di protezione e prevenzione grazie alle risorse sociali, infrastrutturali e tecnologiche della città.
A ben guardare, è la stessa definizione normativa del reato di “atti persecutori” a mettere in evidenza quanto le condotte incriminate possano incidere sulle abitudini quotidiane e, di conseguenza, sull’interazione della vittima con lo spazio urbano. L’articolo 612 bis del codice penale prevede, infatti, la reiterazione di molestie o minacce tali da provocare un perdurante e grave stato di ansia o di paura, da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto ma anche da costringere la vittima a modificare le proprie abitudini di vita, ad esempio evitando luoghi o percorsi abituali. Gli spazi urbani – strade, piazze, parcheggi, centri commerciali o mezzi pubblici – diventano così teatro, strumento e moltiplicatore della violenza.
Secondo il report del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, nel 2024 sono stati denunciati 20.289 delitti di atti persecutori, oltre 55 episodi al giorno. Un dato allarmante che…
di Armando Ago
