Dopo la decisione della CEDU e l’ammissione da parte del governo di piena responsabilità per le violazioni già contestate in Italia a danno dei forestali, la partita sull’illegittimità della riforma del 2017, che comportò la soppressione del Corpo forestale e la sua integrazione nell’Arma dei carabinieri, potrebbe (e “dovrebbe”) riaprirsi
aggiornamento: in data 17 giugno 2025 è stata presentata la prima proposta di legge costituzionale, d’iniziativa del deputato Devis Dori, Modifica all’articolo 52 della Costituzione in materia di garanzia della condizione giuridica del civile
«La Corte Costituzionale ha detto un qualcosa che è importantissimo: la condizione militare per esercitare le funzioni di polizia è una condizione attuale, moderna, valida! La possibilità che una forza di polizia a statuto militare diventasse a statuto civile era evidente a tutti […]. Adesso la Corte Costituzionale, confermando quella che era stata la nostra intuizione ferma ha detto: è possibile che una forza di polizia a ordinamento civile sia militarizzata! E guardate, per la condizione militare che noi abbiamo scelto è un passaggio storico! Consentitemi di dire questa cosa, perché so che qualcuno magari non sarà del tutto convinto di questo o non sarà del tutto magari felice per questo, però un dato di fatto è un dato di fatto “incontrovertibile”! Questo è il nostro ordinamento oggi. E così, come noi dobbiamo attenerci alla sentenza che ha detto sindacalizzazione per i militari, allo stesso modo dobbiamo attenerci all’altra». (Gen. Tullio Del Sette, 30-12-2019 Roma, USIC1).
Partiamo da qui, ovvero dalla celebrazione e della piena ed orgogliosa rivendicazione dell’assorbimento del Corpo forestale dello Stato nei carabinieri da parte dell’artefice, di colui che….
di Maurizio Cattoi
