“Nelle ultime settimane c’è stato un netto aumento di casi di Coronavirus nelle carceri italiane. Gli ultimi dati forniti dall’Amministrazione Penitenziaria ci dicono che sono positivi al virus 1.110 poliziotti penitenziari e 1.057 detenuti, quasi tutti seguiti e gestiti internamente agli istituti. 57 sono i positivi tra i dipendenti “civili”, ossia appartenenti alle Funzioni centrali. Lo scandalo è che l’obbligo vaccinale fino ad oggi era previsto solamente per i poliziotti penitenziari (in quanto appartenenti al Comparto Sicurezza) e non già per i detenuti, mentre oggi con l’estensione dell’obbligo agli over 50 auspico che siano proprio i ristretti nelle carceri italiane che ancora non l’hanno fatto ad essere vaccinati. Ci sono moltissimi detenuti con più di cinquant’anni che non sono ancora vaccinati e questo non è tollerabile!”. E’ l’auspicio di Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

Capece torna a sottolineare come “la promiscuità nelle celle può favorire la diffusione delle malattie, specie quelle infettive. L’Amministrazione penitenziaria ha avviato alla vaccinazione 97.107 detenuti, 26.434 poliziotti e 2.889 impiegati. Ma i numeri dei contagi cresce spaventosamente. A Secondigliano, per dire, abbiamo 31 poliziotti positivi (e 39 detenuti), 26 a Bollate (46 ristretti) , 25 a Rebibbia, 52 a San Vittore (e 44 fra i carcerati). Ad Asti 84 sono i detenuti contagiati”. Per il SAPPE “è indispensabile monitorare costantemente la questione e predisporre ogni utile intervento a tutela dei poliziotti e degli altri operatori penitenziari”.

“Il contenimento della pandemia da Covid-19 nelle carceri, ambiente chiuso per eccellenza, si rileverebbe un pericolosissimo bluff se permanessero le deroghe al possesso della Certificazione verde per chi entra in carcere. Ed è grave che a mancare siano le previste mascherine Ffp2, obbligatorie nei luoghi chiusi: gli Agenti di Polizia Penitenziaria ne sono sprovvisti dalle dotazioni e devono comprarsele di tasca loro”, conclude Capece. “Io credo siano assurde, in questa emergenza, le disposizioni emanate dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria laddove consentono a familiari dei detenuti, avvocati, magistrati e periti di accedere alle carceri (luoghi chiusi per eccellenza) senza il GreenPass rafforzato, prevedendone l’obbligo solamente al personale di Polizia Penitenziaria. Chi accede nelle carceri, invece, dovrebbe essere vaccinato con la terza dose o in possesso di Super Green Pass se sotto i 50 anni.”

 

Roma, 7 gennaio 2022

Dott. Donato CAPECE – segretario generale SAPPE 

Segreteria Generale Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria

Via Trionfale, 79/a – 00136 Roma 

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