800 miliardi in armi per rispondere alla crisi ucraina, affermando così “l’autonomia strategica” militare europea. Tuttavia, resta il sospetto che le pressioni delle lobby a Bruxelles, nonché la necessità di riconvertire l’automotive tedesco, possano aver spinto i vertici europei verso questo poderoso piano di riarmo
Lo scorso marzo la Commissione europea ha pubblicato l’atteso White Paper sul riarmo europeo, che oltre a confermare il piano da 800 miliardi di euro di maggiori spese per la difesa elenca tutto quello che va migliorato per ottimizzare l’armonizzazione degli eserciti europei e quindi, in prospettiva, risparmiare potenzialmente anche il 20-30% sulle spese militari future.
Il Paper, come era facile immaginare, è passato assolutamente in sordina mentre sembra essere ben presente in tutti gli attori politici europei l’esigenza di spendere soldi in armi, attraverso quello che sarà un piano di spesa frutto di un mix tra debito europeo e debito nazionale.
ReArm Europe: svolta storica nella difesa
Pacchetto Difesa Europeo, noto come “ReArm Europe”, annunciato ufficialmente dalla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen il 5 marzo scorso e approvato dal Parlamento Europeo il 12 marzo seguente con 419 voti a favore, viene presentato non solo come la risposta immediata alla crisi internazionale generata dalla guerra in Ucraina e dalle crescenti tensioni geopolitiche, ma anche come una strategia a lungo termine per garantire autonomia e resilienza strategica all’intero continente europeo.
Gli oltre 800 miliardi di euro di spesa per la difesa si ricaveranno attraverso la flessibilità fiscale nazionale, un nuovo strumento di prestito da 150 miliardi di euro (SAFE) per gli appalti congiunti, un potenziale riorientamento dei fondi di coesione e un maggior sostegno della Banca europea per gli investimenti.
Eppure ReArm Europe ha acceso il dibattito circa il controllo democratico, la frammentazione del mercato della difesa e la sostenibilità economica, facendo nascere idee alternative quali la creazione di una……
di Adriano Manna
