Psicologi, etnopsicologi e associazioni lo ripetono da anni: chi entra in carcere senza una rete affettiva e con una sofferenza psichica non curata è esposto a un rischio estremo. Le evidenze scientifiche e le testimonianze degli esperti mostrano come solitudine e malattia mentale, ancor più del grave problema del sovraffollamento, rappresentino oggi il punto più fragile dell’intero sistema penitenziario
di Laura Ghiandoni
Prende il rotolo di carta igienica in mano, lo srotola e ci si avvolge dentro, si dà fuoco all’interno della cella. È solo uno dei 373 eventi critici compiuti da Simone Niort in cinque anni di detenzione. 17 tentativi di suicidio, 71 gesti autolesionisti e 98 procedimenti disciplinari. Nella permanenza in carcere spacca i vetri della cella, costruisce sbarramenti per impedire l’ingresso degli agenti, e quando spiega il perché di tali gesti, dice: «Ho la galera contro».
Classe ’97, detenuto a Sassari, condannato a 10 anni e 20 giorni di reclusione per omicidio colposo, tentato omicidio, sequestro di persona, molestie e resistenza a pubblico ufficiale: diagnosticato con disturbo borderline e disturbo antisociale della personalità. Tra il 2017 e il 2022 alcune relazioni mediche avevano evidenziato una forma di “insanabile reattività” alla detenzione e presto si era manifestata evidente la necessità di una valutazione dell’effettiva compatibilità tra lo stato di salute mentale e fisica e la permanenza in carcere.
Quando il caso di Simone è stato esaminato dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), il 27 marzo dell’anno scorso. L’Italia è stata condannata per aver violato l’articolo 3 della Convenzione: il divieto di tortura e trattamenti degradanti e inumani. La sentenza è diventata definitiva tre mesi dopo. Non è la prima volta che l’Italia viene accusata pubblicamente di torturare chi è detenuto in carcere. Nel 2024 il nostro Paese è stato condannato dalla CEDU almeno sei volte per non aver offerto cure adeguate volte a garantire la tutela della salute mentale e fisica ai detenuti. Già tredici anni fa, con la sentenza Torreggiani, l’Italia veniva condannata dallo stesso tribunale europeo per “trattamenti inumani”, mostrando come…
