Dei sette nomi in corsa per le Olimpiadi, cinque sono donne. La rinnovata compagine azzurra, principalmente rappresentata dalle Fiamme Oro, dovrà riaprire un ciclo dopo le delusioni di Rio 2016

Quando nel corso dell’ultima manifestazione olimpica, disputatasi a Rio de Janeiro nel 2016, una ragazza diciottenne debuttò sul ring con la casacca azzurra, si parlava di record. Irma Testa, di Torre Annunziata, era la prima pugile italiana a partecipare ai Giochi Olimpici. Cinque anni dopo la musica è cambiata. La Testa ora non solo è la punta di diamante della nazionale, ma non è neanche la sola donna che potrebbe rappresentare gli azzurri. Dei possibili nomi in corsa per il pass olimpico attualmente figurano ben cinque atlete e due uomini.
Un dato sicuramente sorprendente, che da un lato evidenzia la straordinaria evoluzione della boxe femminile nostrana, dall’altro denota il difficile periodo di transizione che l’equipe tricolore, e il pugilato dilettantistico in generale, sta vivendo da qualche anno. Mentre le giovani promesse della noble art italiana intraprendono spesso (a volte anche prematuramente) la carriera professionistica, la nazionale azzurra stenta ad attuare un ricambio generazionale tra le fila dei suoi pugili migliori. E il ricordo dei successi di Cammarelle e Clemente Russo si fa sempre più lontano.
In vista della competizione olimpica la principale novità è rappresentata proprio dai “grandi assenti”. Partiamo da Russo. Come è noto, le Olimpiadi di Tokyo 2020 sono state posticipate alla prossima estate insieme alle relative qualificazioni, interrotte proprio nel marzo dello scorso anno con l’avvento della pandemia. Il trentottenne pugile di Marcianise, vero portabandiera della nazionale con il record di presenze in azzurro e un medagliere da fare invidia ai più grandi campioni del passato, potrebbe veder svanire il sogno di partecipare per la quinta volta a un’olimpiade per via dei nuovi criteri di ammissione imposti dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale), basati principalmente sul ranking maturato negli ultimi tre anni, che gli negherebbero il pass per la qualificazione. Nel torneo preolimpico di Londra, in programma il prossimo giugno, mancheranno all’appuntamento (salvo ripescaggio) anche nomi importanti come Manuel Cappai, Vincenzo Mangiacapre e Salvatore Cavallaro.
La boxe italiana, insomma, si prepara a voltare pagina. Come già anticipato, Irma Testa rappresenta senza dubbio la principale scommessa tra le azzurre.

Dopo l’eliminazione ai quarti di finale di Rio 2016, la ventitreenne appartenente alle Fiamme Oro non ha smesso di inseguire il sogno olimpico. Negli ultimi quattro anni ha combattuto ben 27 incontri, collezionando 18 vittorie. Nell’autunno dello scorso anno ha anche contratto il virus ma il Covid-19 non gli ha impedito di tornare a vincere sul ring l’11 febbraio in Ungheria (contro la finlandese Vilma Viitanen) e poche settimane fa a Castellon, in Spagna, dove si è aggiudicata la medaglia d’oro al Boxam 2021.

Matteo Picconi

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