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Fabbraio-Marzo/2009 - Laboratorio
Emergenza a Napoli
di Tommaso Delli Paoli - Segr. gen. Silp-Cgil - Napoli

E’ con profondo disagio che segnalo lo scoramento che regna nei sentimenti del personale di Polizia che opera a Napoli.
Non siamo meravigliati che le scenografie proposte di un cambio del sistema del controllo del territorio, che dovevano vedere, tra le altre cose, le telecamere intelligenti, un nuovo assetto degli uffici riorganizzando complessivamente la logistica con l’attuazione della cittadella della Polizia, abbiamo lasciato il campo al niente; a Napoli purtroppo siamo abituati alle sparate ad effetto.
In questo scenario deprimente, l’unico elemento positivo sembra essere quello di non aver ulteriormente depotenziato i Commissariati con l’assurdo programma degli accorpamenti, anche se, nel contempo, li si sta rendendo inoperativi per mancanza di risorse umane ed economiche.
C’è un proverbio che dice: “Sulla morte vivono molte persone”. E cosa vi è peggio della morte civile di una società violentata in ogni settore, fino a negare ai cittadini di vivere e godere delle bellezze della propria terra, e ai turisti di tutto il mondo di ammirare in sicurezza tali meraviglie?
Certo, non è solo un problema di Polizia, ma in attesa che ognuno si faccia carico delle sue responsabilità, a noi tocca ragionare su quello che in questa realtà vogliamo essere. E mentre ciò accade, i soloni della sicurezza continuano a pontificare sfornando una ricetta dietro l’altra, tutte destinate a fallire perché manca la materia prima, cioè la disponibilità economica.
Nutriamo sempre la speranza di essere, per i cittadini, baluardo della loro difesa, ma giorno dopo giorno questo diventa sempre più difficile. Siamo arrivati al punto di vivere in una città militarizzata, dove agli angoli delle strade si vedono camionette militari e pattuglie così organizzate, degne di un Paese sudamericano, che niente possono contro il crimine organizzato, ma che in una follia complessiva tutti sponsorizzano come un aumento della sicurezza individuale delle persone.
La politica continua a sprecare risorse economiche preziose che potrebbero essere impiegate per favorire un rafforzamento vero del sistema sicurezza, ma quello che è più grave lo fa nel silenzio totale di un’Amministrazione che troppo spesso fa come gli struzzi, nasconde cioè la testa nella sabbia, quando addirittura prona a questo assurdo stato di cose, fa finta che ci siano risultati spendibili sul piano della lotta alla criminalità.
A Napoli, tanto per ricordarlo, manchiamo dell’essenziale; negli ultimi tempi, per citare un esempio, in un commissariato cittadino un collega è costretto a redigere atti di Polizia scrivendoli a penna, sembra inutile e ripetitivo a questo punto descrivervi la drammatica condizione della logistica, del vestiario, dei mezzi e degli strumenti e della loro manutenzione, in altri le Volanti di zona vengono impiegate per portare e prelevare i fax ad uffici “adiacenti” poiché nei loro manca l’inchiostro per l’apparecchiatura e l’acquisto è previsto nei prossimi mesi.
Sempre per esempio: il questore, per mancanza di fondi, caccerà fuori dalle caserme quei poliziotti in servizio a Napoli, provenienti per regolamento da altre regioni d’Italia, a cui finora era assicurato un posto letto. Succederà che molti tra questi, sposati o conviventi, dovranno dirottare una buona parte del loro stipendio per una sistemazione logistica, portando le rispettive famiglie all’impossibilità di sopravvivere.
Anche qui la politica che dice sempre di essere vicina ai poliziotti, fa finta di non sentire l’accorato appello che siamo costretti frequentemente a lanciare ma, ancora peggio, anche l’Amministrazione è ormai sorda, presa dalle sue difficoltà economiche gestionali.
Con quale spirito pensate che possano operare i poliziotti a Napoli, se anche le indennità accessorie, in conseguenza dei servizi prestati come lo straordinario, vengono pagate con estremo ritardo?
Se la dirigenza intende stremare la vitalità del sindacato, prendendoci per stanchezza, ha fatto male i suoi conti, perché la battaglia a difesa degli interessi dei poliziotti la faremo fino in fondo, e se alla fine la perderemo, dobbiamo essere consapevoli, dovete essere consapevoli, che i prezzi maggiori li pagherà l’istituzione Polizia.
Siamo stanchi di vivere in un territorio che sembra dover assicurare le carriere ai questori e a qualche dirigente, qualunque cosa facciano, anche se quando vanno via lasciano le cose peggio di come le avevano trovate, senza nessuno che abbia negli anni predisposto una vera programmazione di quello che serviva; mentre sempre più spesso si sente qualche funzionario che, alle sacrosante rivendicazioni del personale, risponde “rivolgiti al sindacato”.
Ebbene, i colleghi vengono da noi esasperati e sconcertati, e sono sempre meno fiduciosi nei confronti di tutti; per rompere questo circolo vizioso dobbiamo riproporre Napoli, anche rispetto alle inettitudini di una certa parte della classe dirigente, come un caso nazionale, per questo daremo vita ad iniziative di mobilitazione e protesta al fine di sconfiggere la dilagante demagogia dei provvedimenti di facciata, per dirottare su Napoli le risorse necessarie a produrre veramente quella sicurezza che promana dai cittadini.

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