La centralità delle due repubbliche nell’escalation militare in Ucraina: dalle manifestazioni dell’Euromaidan agli accordi violati di Minks

La drammatica escalation militare in corso sul territorio ucraino ha vissuto un cruciale punto di svolta il 21 febbraio scorso, quando la Duma (il parlamento russo) ha riconosciuto l’indipendenza delle Repubbliche popolari di Donec’k e Luhans’k (Donetsk e Lugansk) nella regione dell’Ucraina a prevalenza russofona del Donbass, e congiuntamente ha autorizzato Putin ad impiegare le truppe all’estero.
Il ruolo svolto nel conflitto odierno dalle autoproclamatesi repubbliche indipendenti poste sui territori del confine ucraino con la Russia, è centrale nello sviluppo degli eventi bellici, rappresentando un cuscinetto strategico di cruciale importanza per le dinamiche interne dell’ex blocco sovietico.

Perché nascono le repubbliche separatiste

L’instabilità politica che ha dato vita alle repubbliche separatiste del Donbass affonda le sue radici nella specifica struttura economica della regione a cui si sono sommati elementi di carattere culturale: in quest’area dell’Ucraina orientale, dove si estende un bacino carbonifero da cui si estraggono annualmente oltre 10 milioni di tonnellate di carbone, tutto ha sempre avuto predominanza russa, dalla lingua alla chiesa. Sotto il punto di vista economico, bisogna invece considerare il fatto che il Donbass è una regione pesantemente industrializzata che produce primariamente acciaio e carbone, ampiamente commerciati con la Russia; si tratta di beni che invece molto difficilmente troverebbero sbocco nel mercato europeo.

Adriano Manna

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