Immensa passione civile e impegno politico, uniti a un grande senso dello Stato. La redazione ricorda Falco Accame, un “partigiano” della democrazia in divisa

È stato un militare di eccezionale professionalità, uno stimatissimo politico e, soprattutto, «un uomo semplice ma culturalmente profondo, che fino all’ultimo ha continuato a essere “partigiano”, schierato cioè nelle battaglie» perché «aveva un profondo senso dello Stato, un profondo senso dei valori etici e della giustizia sociale», come Enrico Vigna, fondatore del Centro di Iniziative per la Verità e la Giustizia (Civg), del quale Falco Accame, morto il 13 dicembre dello scorso anno a Roma, è stato presidente onorario.

Accame era nato il 17 aprile 1925 a Firenze, dove aveva studiato all’Istituto Padri Scolopi. Si era poi trasferito a Venezia per proseguire gli studi alla Scuola militare “Francesco Morosini” e poi era tornato in Toscana, a Livorno, dove aveva frequentato l’Accademia navale. Da ufficiale della Marina aveva inventato un meccanismo per lo sminamento ed era divenuto comandante del cacciatorpediniere “Indomito” fino al luglio 1975, quando si era dimesso per protesta con i vertici della Difesa, accusati di scarsa sensibilità nei confronti dei sottufficiali.

a cura di Antonio Mazzei

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