I social network possono diventare un prezioso alleato per generare relazioni virtuose tra cittadini e operatori di polizia locale. Per la gestione di una pagina social sono però indispensabili pianificazione e formazione costante degli operatori

Se gli spazi ove si svolge la vita di una comunità locale diventano anche – e sempre più – virtuali e se le polizie locali sono tenute istituzionalmente a lavorare “immerse” nelle proprie comunità di riferimento, allora è opportuno che i corpi di polizia locale comincino ad operare nei, e coi, social network, piazze virtuali per eccellenza.

Ma può bastare semplicemente aprire un profilo su un social qualsiasi, senza una progettualità chiara, lasciando la gestione della pagina alla buona volontà di qualche operatore appassionato, che la aggiorni di tanto in tanto nel tempo libero? La risposta è facilmente intuibile, dal momento che un profilo istituzionale deve avere caratteristiche, e rispondere a logiche, ben precise: la posta in gioco è molto alta, in particolare per le polizie locali che vedono nella comunicazione efficace uno degli strumenti imprescindibili al fine di rinsaldare rapporti coi cittadini e tessere relazioni col territorio. Una buona comunicazione, però, non è soltanto strumento di lavoro, ma soprattutto elemento costitutivo stesso dell’identità professionale di agenti e ufficiali di polizia locale: il loro agire sul territorio sarebbe “altro”, in assenza di comunicazione.

 Michele Turazza

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