Serve un ritorno a un Servizio Forestale tecnico e civile prima che l’estate torni a bruciare il Paese. La riforma del 2016 ha distrutto il sistema
Comunicato stampa del FERFA (Federazione Rinascita Forestale e Ambientale)
17 aprile 2026
Basta convenzioni inutili. Con l’approssimarsi della stagione estiva e del conseguente elevato rischio incendi, la FERFA (Federazione Rinascita Forestale e Ambientale) denuncia l’inefficacia del sistema antincendio boschivo italiano, frutto della soppressione del Corpo forestale dello Stato (legge 177/16).
I dati parlano chiaro: dal 2016 si registra un incremento costante della superficie boscata bruciata, un vertiginoso aumento dei costi (spegnimento, ripristino, danni) e una crescente e disordinata delega ai privati per i mezzi aerei, meno efficaci di quelli un tempo gestiti dallo Stato.
È inutile che le Regioni continuino a stipulare convenzioni con i Carabinieri per la lotta agli incendi boschivi: non è il loro mestiere. Oggi i Carabinieri (dove è confluita parte del personale CFS) si occupano solo di indagini e perimetrazione, non di spegnimento attivo. Servono azioni mirate e competenze specifiche, non sovrapposizioni di ruoli che hanno già dimostrato la loro inefficacia.
Parallelamente, i Vigili del fuoco – formati e logisticamente attrezzati per incendi urbani e industriali, di interfaccia non per il bosco – sono stati impropriamente chiamati a gestire lo spegnimento attivo degli incendi boschivi. Per questo chiediamo che i Vigili del fuoco tornino a occuparsi prioritariamente degli incendi alle strutture nelle città, mentre per la lotta attiva agli incendi boschivi (A.I.B.) si dovrebbe tornare alla piena collaborazione con il nuovo Servizio Forestale regionale così come avveniva prima del 2017 con il Corpo forestale dello Stato, quando si ottenevano ottimi risultati.
A peggiorare il quadro, la frammentazione delle competenze. Molte Regioni – costrette a sopperire al vuoto lasciato dalla scomparsa del Corpo forestale – si affidano ormai quasi esclusivamente a flotte aeree private, senza adeguato presidio tecnico-scientifico del territorio. Manca una pianificazione forestale seria, manca la prevenzione strutturale, e manca personale specializzato in grado di leggere il bosco e il suo comportamento di fronte al fuoco.
La proposta FERFA: tornare a un Servizio Forestale tecnico e civile
Per questo la FERFA chiede con forza di tornare a un Servizio Forestale tecnico e civile a servizio delle Regioni, con coordinamento nazionale affidato alla Direzione delle Foreste. Serve un corpo unico, specializzato, con propria flotta aerea pubblica, capacità di pianificazione e intervento diretto, esattamente come avveniva prima del 2016.
Riteniamo indispensabile:
1) Superare le convenzioni con i Carabinieri per lo spegnimento, restituendo le competenze antincendio boschivo a un Servizio Forestale tecnico e civile;
2) Riconsegnare ai Vigili del fuoco il ruolo primario negli incendi urbani e strutturali, ripristinando la loro collaborazione con i forestali sull’A.I.B. come nel sistema precedente al 2017, che aveva dimostrato grande efficacia;
3) Affidare alle Regioni il Servizio Forestale, garantendo un forte coordinamento nazionale, e superare l’attuale modello basato su emergenza e appalti privati.
L’estate non aspetta. Ogni giorno perso in ritardi burocratici o in scelte politiche ideologiche si traduce in ettari di bosco distrutti, comunità terrorizzate e un conto salatissimo per le casse pubbliche.
Chiediamo al Governo e alle Regioni di aprire subito un tavolo tecnico per ricostituire un Servizio Forestale civile e tecnico a vocazione regionale con coordinamento nazionale. Non si tratta di nostalgia, ma di buon senso tecnico: il bosco non è una città, il fuoco non si combatte con le stesse regole. Senza una regia unica e senza mezzi pubblici dedicati, l’estate italiana continuerà a bruciare.
Il tempo delle parole è finito. Ogni estate che passa, i roghi confermano che abbiamo sbagliato strada.
FERFA (Federazione Rinascita Forestale e Ambientale)
