Nel 1979 la morte dell’agente di polizia presso un ufficio postale di Moiola, ucciso per mano di un carabiniere che lo confuse per un rapinatore. Un’altra vittima del mai realizzato coordinamento tra le forze dell’ordine

In relazione all’articolo del collega Antonio Mazzei riguardante il coordinamento delle forze di polizia, pubblicato sullo scorso numero, e dei tristi casi che hanno portato alle tragiche morti di numerosi colleghi, mi corre l’obbligo di ricordare un altro gravissimo episodio.

Nel 1979 stavamo continuando la lotta per conquistare la Riforma del corpo che, nonostante l’avversione dei nemici del “riordino”, imperterriti provocatori, non riuscivano comunque a contrastarci, per cui la nostra azione continuava mettendo in atto riunioni, manifestazioni e proteste per vedere legittimati i nostri diritti costituzionali.

Ricordo che in quel tempo, mentre eseguivo il servizio di diurna e notturna come sottufficiale alla questura di Imperia, dopo il servizio di volante 113, il mio amico agente Sergio Zucco si fermava oltre l’orario di servizio per essere aggiornato sulle nuove metodologie di protesta e per essere sempre presente a queste istanze democratiche.

Zucco era un agente serio, efficiente, ligio al proprio dovere ed eseguiva il servizio con lodevole impegno. Dopo il suo matrimonio e il suo trasferimento a Cuneo, sua città natale, ogni volta che tornava ad Imperia ci rivedevamo sempre con molto piacere.

Orlando Botti

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