Risultato di un pressing diplomatico dell’amministrazione Trump, i recenti accordi con il Bahrein, il Sudan, il Marocco e gli Emirati Arabi Uniti sanciscono la fine dell’isolamento dello stato ebraico, rafforzando l’asse anti-iraniano

Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Sudan, Marocco. In pochi mesi quattro stati appartenenti al mondo arabo musulmano hanno riconosciuto, a vari livelli, lo Stato di Israele stabilendo con Gerusalemme relazioni diplomatiche e non solo. Lo scorso 15 settembre in una cerimonia presso la Casa Bianca, sotto l’egida del presidente uscente Donald Trump, il premier israeliano Benjamin Netanyahu, il ministro degli affari esteri del Bahrain Abdullatif al-Zayani e Abdullah bin Zayed Al Nahyan, ministro degli Emirati Arabi Uniti, hanno siglato gli “Accordi di Abramo”. Prima di tale data solo l’Egitto e la Giordania avevano in essere trattati di pace con lo stato ebraico. L’amministrazione Trump, nonostante la fama di belligeranza, pare essere riuscita, seppur verso la fine del mandato, a gettare dei semi che potrebbero, sul lungo termine, modificare l’assetto e le alleanze della difficile situazione mediorientale. Trasformare una crisi in un’opportunità: questo è quanto sembra sia stato concretizzato con tali accordi, che traggono il nome dal profeta riconosciuto sia dall’ebraismo sia dall’Islam.

Gianni Verdoliva

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