La nostra solidarietà nei confronti del popolo ucraino è totale, incondizionata. Gli orrori che stanno subendo i civili in Ucraina stanno sconvolgendo l’Occidente, ci sbattono in faccia una realtà che mai avremmo immaginato fino a poche settimane fa. Tuttavia le tempistiche della nostra rivista non ci consentono di seguire il conflitto in maniera continua, motivo per cui abbiamo preferito fotografare l’annosa questione delle repubbliche del Donbass e delle tensioni che, a livello internazionale, hanno portato alla drammatica situazione attuale.
Ma vogliamo comunque dare un segnale. Lo facciamo, in primis, dalla copertina. Non abbiamo riportato i colori della bandiera ucraina, bensì quelli della bandiera della pace. Siamo convinti che il supporto del nostro Governo, finora legittimo, all’Ucraina debba essere gestito con lungimiranza, quella che dal 2014 è mancata quasi del tutto nelle cancellerie dei maggiori stati mondiali.
Portare avanti il vessillo della pace significa non perdere di vista l’obiettivo primario che non si riduce a una mera questione di politica internazionale ma nella vera e propria sopravvivenza del genere umano. Putin fa paura, certo, ma la minaccia di una guerra nucleare anche di più. Dispiace dover constatare come buona parte dei media nostrani non siano del nostro stesso parere. Magari è esagerato parlare di toni guerrafondai ma ci siamo abbastanza vicini. Siamo spettatori inermi ma, in realtà, ognuno di noi può e deve lanciare un giusto segnale, prima che la situazione precipiti del tutto.
Un sondaggio di questi giorni ha evidenziato che 9 italiani su 10 sostengono la causa ucraina. Ovvio, siamo tra loro. La domanda da farsi è quanti di questi italiani si ritiene disposto a prendere le armi in questo conflitto: il risultato, senza ombra di dubbio, si ribalterebbe.

L’altro segnale è il nostro lavoro che, ovviamente, non si ferma. La questione del Covid e della campagna vaccinale non costituiscono più le breaking news giornaliere, certo, ma di problemi e dubbi ne rimangono ancora molti, soprattutto in seno alle Forze dell’Ordine. C’è il triste dato del consumo di sostanze stupefacenti, che nel periodo pandemico ha registrato un aumento vertiginoso. Abbiamo in ballo la riforma della Giustizia, il malaffare nelle nostre università… insomma ne abbiamo già tanti di problemi da risolvere, almeno affrontiamoli in tempo di pace.

il Direttore, Ugo Rodorigo

direttore@poliziaedemocrazia.it

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