Secondo Costantino Saporito (USB) servono più uomini, nuovi mezzi e politiche di prevenzione per affrontare i disastri ambientali

    Ci risiamo: ai primi di settembre il solito, tragico bilancio. Quest’anno, tra l’altro, oscurato dalla campagna elettorale per le politiche, che non sembra proprio avere come priorità la tutela dell’ambiente e del patrimonio boschivo. Ma alla fine di ogni estate, arriva puntuale la conta dei danni, degli ettari di verde persi per l’irresponsabilità dell’uomo.
    Ad essere sempre in prima linea sono i Vigili del Fuoco, rimasti da soli, dopo la soppressione dei Forestali, a dover fronteggiare gli incendi boschivi. Pesa sulle loro spalle una lotta impari, contro il tempo, per strappare dalle fiamme quanto più territorio possibile. Sono in pochi e con mezzi vetusti. Polizia e Democrazia ha chiesto a Costantino Saporito, Coordinatore Nazionale dell’Unione Sindacale Di Base – Vigili Del Fuoco, di fare il punto della situazione.

    Dott. Saporito, ogni estate sembra peggiore della precedente per quanto riguarda gli incendi boschivi. Perché questo costante peggioramento della situazione, anno dopo anno?

    Perché la politica negli ultimi decenni è sempre più peggiorata sul versante del risparmio sulle assunzioni di nuovo personale, malgrado le nostre competenze siano aumentate: ricordo infatti che da quando è stato smantellato il Corpo Forestale dobbiamo gestire gli incendi sostanzialmente solo noi Vigili del Fuoco e questa situazione non fa altro che aggravarsi anno dopo anno, presentando un conto salato da pagare alla fine di ogni estate!

    Quali sono le cause degli incendi boschivi?

    Ce ne sono più di una ma la principale è senz’altro la mancanza di vere politiche reali di prevenzione, a cui noi non possiamo far fronte. Soprattutto a livello regionale da anni denunciamo l’inadeguatezza di politiche e strutture per una vera salvaguardia del territorio, in particolare nei mesi estivi e durante le alluvioni autunnali, sempre più frequenti.

     Michele Turazza

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