Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia SIULP
SEGRETERIA REGIONALE FRIULI VENEZIA GIULIA

Comunicato stampa

Carne da cannone, (in francese chair à canon) è un’espressione che veniva utilizzata per indicare
dei soldati inviati in missioni o compiti in cui, vi era una significativa probabilità di essere uccisi,
solitamente con obiettivi di scarso valore strategico, implicando quindi una bassa considerazione da
parte delle gerarchie militari per il valore delle vite dei soldati in questione.
Ora come allora non è cambiato molto. La sospensione del trattato Schengen di libera circolazione
ed il ripristino delle truppe ai confini, posto in essere in fretta e furia quale output simbolico di
risposta all’invasione straniera, ripropone lo stesso leit motive di sempre.
Dopo innumerevoli battaglie sindacali per dare dignità a chi lavorava ai confini, prevedendo la
posa in opera di cabine protette dalle barriere in cemento armato, posti di controllo pressurizzati
per non respirare per ore ed ore il monossido di carbonio erogato dai veicoli a combustibile fossile,
un sistema per consentire un adeguato microclima interno quando la temperatura del manto stradale
raggiunge i 40° C, eccoci nuovamente a dover contare i feriti gravi.
Se l’epilogo dell’occorso (ancora al vaglio degli investigatori) che ieri ha coinvolto la Collega
investita dallo scoppio dello pneumatico di un autotreno in transito, non ha avuto un esito peggiore
lo dobbiamo solo al caso.
Buttati in mezzo ad una strada, carne da cannone o carne da macello, alla mercè dell’evento
fortuito ed imprevedibile, ma anche dell’evento premeditato perché in questo contesto di perenne
emergenza si sono di fatto eliminate in radice le sicurezze che avevamo conquistato attraverso dure
battaglie sindacali.
È dal 1955 che si parla di sicurezza sui luoghi di lavoro, norme che dalla legge 626/94 sono
confluite in un testo unico d’avanguardia quale il d.lgs 81/08, ma se non iniziamo un cambio di
prospettiva continueremo a piangere le nostre Donne ed i nostri Uomini.
Il testo unico va esportato dagli Uffici e va applicato anche ai veicoli e mutatis mutandis ai contesti
operativi. È sulla strada che l’operatore di polizia rischia la vita in ogni singolo intervento ed è da lì
che dobbiamo iniziare! Equipaggiamenti e regole d’ingaggio certe! Ritorno degli equipaggi da
tre!!!
Diversamente opinando ci strapperemo le vesti ad ogni lutto ed ad ogni grave infortunio sul lavoro,
senza aver fatto alcunché per evitarlo o quantomeno per minimizzare il rischio.
Oggi più che mai la Polizia e le forze dell’Ordine hanno bisogno di un Codice blu che compendi
tutti gli strumenti di protezione per i Lavoratori che ogni giorno sono esposti a dei rischi
professionali enormi.
Alla Collega, il SIULP FVG fa i migliori Auguri di una pronta guarigione, mentre chiede a tutte le
forze della società civile una riflessione profonda sul rischi di questa professione e sul fatto che i
Poliziotti sono Lavoratori e sono parte integrante della Società, ogni singolo giorno.


Il Segretario Regionale
Fabrizio Maniago