Il 24 gennaio 1979, ero in servizio all’Interpol in Francia, quando a Genova, all’alba mentre usciva di casa, venne trucidato Guido ROSSA, operaio  dell’Italsider. Materialmente lo fu dai terroristi delle “BR“; moralmente per la solitudine in cui fu lasciato da “compagni” sindacalisti. Avevano, insieme, deciso di denunciare chi distribuiva volantini con “la stella a 5 punte” che istigavano ad uccidere. Al momento della firma, fu solo.
Ripensai all’incontro che avevo avuto con Guido Rossa, un mattino del 1973 per una manifestazione che lui guidava, davanti alla fabbrica.
Io ” commissario di polizia” in ordine pubblico, e lui, metalmeccanico in tuta blu. Poche parole. Ci capimmo Non ci fu nessun incidente. L’indomani mi portò in Questura un regalo: un “crocefisso” da lui fatt, con frammenti di acciaio dell’alto forno. Quel 24 gennaio, mi sgorgò dal cuore questa poesia: “Infinito“.
Un pensiero caro va a Sabina, la bimba dell’operaio che scalava le vette. Vostro Ennio

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