«Accarezzò, come aveva fatto milioni di volte, il suo violino. Ancora i ricordi lo assalirono, ripensando ai tanti caduti per la libertà che avevano combattuto nelle città e sulle montagne, ai partigiani che aveva conosciuto tornando dalla prigionia, ma anche ai tanti uomini visti cadere sotto il sole cocente del deserto». Intervista al giornalista e scrittore Daniele La Corte
di Michele Turazza
Utilizzando la musica come potente metafora delle “stonature” della storia, Daniele La Corte passa in rassegna le ingiustizie, i soprusi e le violenze della dittatura fascista che ha segnato il Novecento, tracciando il percorso di risveglio umano e politico di Otello Botti che da fervente ammiratore del regime ritrova la propria coscienza una volta tornato, dopo la prigionia in Africa, nella Genova del dopoguerra.
Il tema della ribellione alle imposizioni percorre tutto il volume: Orlando, figlio di Otello, rifiuta il futuro da musicista voluto dal padre e si arruola nelle guardie di pubblica sicurezza, vivendo in prima persona gli sconti di piazza e le contraddizioni di un corpo militare che mal si adattava allo spirito della nuova Costituzione repubblicana.
Proprio attraverso le prese di coscienza di Otello e Orlando, La Corte ricostruisce la vicenda dei coraggiosi “carbonari” grazie ai quali il corpo fu smilitarizzato e sindacalizzato, trasformandosi da apparato repressivo a promotore dei diritti dei cittadini. In un presente in cui i richiami al Ventennio minacciano ancora il tessuto sociale, La Corte sottolinea come la memoria storica non sia un semplice archivio, ma uno strumento vitale per difendere la Carta costituzionale e impedire che il passato torni, come una nota stonata, a inquinare il nostro futuro.
Il titolo pone particolare enfasi al fatto che il violino sia “stonato”. Nel corso del romanzo, però, emerge l’idea che a essere “stonato” sia in realtà il mondo circostante: come si può leggere questa “stonatura”?
Il violino, che è esistito veramente, diffonde note disarmoniche che, collegate alla realtà dei diversi momenti storici, mette in risalto uno stato d’animo che fa dello “Stonato” la giusta metafora delle stonature del passato e del presente. Le corde stridono aggredite, non accarezzate, da un archetto che, muovendosi dà sfogo a una sorta di cronaca che, passando attraverso un secolo, mette in risalto le storture di un mondo percorso da ingiustizie, soprusi e violenze che sfociano nel massacro di giovani vite allo scopo di soffocare qualsiasi forma di democrazia. Il fascismo, il nazismo, l’assurdità di uomini sottomessi ai voleri della follia di dittature costruite sulla megalomania di personaggi sanguinari come…
