L’Istituzione del nuovo dicastero della transizione ecologica focalizza ancora di più le problematiche ambientali nel nostro Paese dove le Forze dell’Ordine – e non solo – sono impegnate quotidianamente nella tutela dell’ambiente

Venerdì 26 febbraio. L’Esecutivo guidato da Mario Draghi approva lo schema del decreto-legge “Ministeri”, che riorganizza competenze e strutture di alcuni dicasteri. Con il decreto-legge 22 del 1° marzo 2021 nasce così il ministero della Transizione ecologica (MITE), che sostituisce il dicastero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, assorbendo anche alcune delle competenze nel processo della transizione ecologica, inerenti principalmente il settore dell’energia. In quest’ottica è previsto pure il passaggio nel nuovo ministero di alcune direzioni del ministero dello Sviluppo economico.

Il MITE, nello svolgimento della sua attività, si potrà avvalere della collaborazione delle Forze dell’Ordine e, in particolare, dell’Arma (principalmente del CCTA, il Comando Carabinieri per la tutela dell’ambiente, e del CUFAA, il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari che ha assorbito gran parte delle funzioni e del personale già in capo al disciolto Corpo forestale dello Stato) e del Corpo delle Capitanerie di porto–Guardia costiera (soprattutto del RAM, il Reparto ambientale marino istituito con la legge 179 del 31 luglio 2002).

Ora, se il ministero della Transizione ecologica rappresenta una novità, altrettanto non può dirsi per l’attività delle Forze dell’Ordine nel campo della polizia ambientale, compito da sempre svolto, ma esplicitamente formalizzato solo nel 1986, con l’istituzione del ministero dell’Ambiente.

 

Il ministero dell’ambiente

Le vicende di questo dicastero iniziano con l’istituzione, il 4 agosto 1983, dell’ufficio del ministro per l’Ecologia all’interno della Presidenza del Consiglio. Cinque mesi dopo, il 27 gennaio 1984, veniva presentato alla Camera dei deputati un disegno di legge di iniziativa del presidente del Consiglio Bettino Craxi e del ministro per l’Ecologia Alfredo Biondi. Tale proposta venne approvata in aula il 24 luglio 1985.

Un anno prima, con la legge 381 del 25 luglio 1984, il ministro dell’Ecologia aveva assunto la presidenza del Comitato interministeriale per la tutela delle acque dall’inquinamento, previsto dalla legge 319/1979 (la cosiddetta legge Merli, dal nome del suo proponente, il deputato democristiano Gianfranco) e del Comitato per lo smaltimento dei rifiuti, previsto dall’art. 5 del d.p.r. 915/1982.

Antonio Mazzei

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