Marina Pittau e Sergio Lampo, primi cittadini di Mattie e San Didero, due piccoli comuni montani in piena Valsusa, si esprimono in un’intervista doppia, tra amarezza e risoluta contrarietà, di chi nella Valle si dissocia dalle violenze estremiste e vorrebbe essere protagonista attivo nel proprio territorio

    La Valsusa è ormai da anni associata alla diatriba riguardante la Tav. Cos’è per voi invece, come amministratori locali, la Valsusa?

    Sergio Lampo. Si, purtroppo la Valsusa è considerata da tempo un soggetto interessato solo alla questione TAV. Per me invece, che essendo di Torino ed avendo iniziato a conoscerla sessant’anni fa circa, me ne sono innamorato e da ormai quarantuno sono residente a San Didero. Io, visto che amo questo territorio, attraente sia dal punto di vista storico, culturale e paesaggistico, lo considero una splendida oasi da salvare e sono contrario alla TAV poiché penso che con questo progetto la valle venga colpita e peggiorata nella sua integrità di zona montana, intesa anche come possibile polmone alla attigua area metropolitana di Torino.

    Marina Pittau. Per me è la terra, la patria che ha dato i nostri natali e che difendiamo a denti stretti. La Tav, che riteniamo un inutile sperpero di denaro pubblico, va contro i principi di tutela del territorio che difendiamo.

    Qual è il sentimento dei vostri concittadini e il vostro in particolare in merito alla conclusione della questione?

    S.L. I miei concittadini Sandideresi sono in buona parte NOTAV ed il mio pensiero è nettamente contrario a questa opera inutile, inquinante e costosissima considerando anche che il traffico attuale su rotaia è sceso al 20-30% di quello dei primi anni 2000.

    M.P. Auspichiamo una risoluzione politica che preveda di utilizzare al meglio la linea storica e a non consumare suolo. Inoltre siamo assolutamente contrari alla realizzazione del tunnel di base che porterebbe alla moria del territorio della media e dell’alta valle. Non ci sentiamo più a casa nostra e purtroppo ci è stata esautorata la libertà di pensiero. Come sindaco ho scritto a tutte le autorità competenti senza mai avere risposta.

    Gianni Verdoliva

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